Interviste Cinema

La guerra dei cafoni: arriva al Bif&st la favola magica di Lorenzo Conte e Davide Barletti

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I registi presentano il loro nuovo film, sullo scontro fra figli di papà e straccioni.

La guerra dei cafoni: arriva al Bif&st la favola magica di Lorenzo Conte e Davide Barletti

Una delle sorprese più belle e poetiche del Bari International Film Festival  - e che fa parte della sezione ItaliaFilmFest/Opere prime e seconde in concorso - è La guerra dei cafoni, storia di una lotta, nell’estate pugliese del ’75 e nella località immaginaria di Torrematta, fra due bande di ragazzi in calzoncini: i signori, e i cafoni. A portarla al cinema, adattando liberamente un romanzo e scegliendo la formula della favola, sono stati Lorenzo Conte e Davide Barletti, già registi del film con Claudio Santamaria Fine pena mai e ora alle prese con uno straordinario gruppo di attori non professionisti che hanno reso spontaneo e vero un insolito romanzo di formazione.

"La guerra dei cafoni - spiega Davide Barletti, che con il collega e parte del cast è arrivato al Bif&st in una bella giornata di sole - nasce dall’incontro con il libro di Carlo d’Amicis,  che ci ha colpito perché nel nostro percorso professionale abbiamo sempre descritto una Puglia diversa. In Fine pena mai abbiamo narrato la Sacra Corona Unita, soffermandoci quindi su una nostra parentesi buia. Abbiamo fatto questo film in un momento particolare della vita: eravamo entrambi diventati genitori e ci andava di raccontare una favola magica interpretata da tanti ragazzi. E’ stato un percorso lungo sei anni e irto di difficoltà. Non è facile fare un film senza volti noti, ci ha aiutato l’energia dei nostri protagonisti".

Amici da lungo tempo, Barletti e Conte non si sono divisi i compiti sul set, ma solo le preoccupazioni, come sottolinea Lorenzo Conte: "La maggior parte del lavoro l’abbiamo fatta insieme. L’ansia, invece, siamo riusciti a dividercela bene, alternando i momenti di angoscia. Non lavoriamo seguendo regole. A volte improvvisiamo, di solito ci capiamo con uno sguardo ed è sempre tutto molto naturale, fluido. Per La guerra dei cafoni ognuno seguiva le scene che sentiva più sue".

Fortemente legato alla terra in cui è ambientato e arricchito dalla musicalità di diversi dialetti, il film parla sì ai giovani, ma contiene riflessioni importanti che si rivolgono direttamente agli adulti e che riportano l’attenzione su un divario sociale insanabile: "Ne La guerra dei cafoni" - dice Barletti - la sfida era fare un film per ragazzi, lasciando però intravedere elementi di riflessione un po’ più alta. Abbiamo collocato la nostra battaglia fra chi non ha avuto niente e chi ha avuto tutto nell’estate del ’75, un momento complicato per il nostro paese. Il riferimento però è appena accennato, non ci sono per esempio elementi scenografici che rimandano agli anni di piombo, quindi ognuno può trovare nel film quello che vuole. Per me è soprattutto un romanzo di formazione e la descrizione del conflitto che accompagna l’abbandono di una fase della vita, nel nostro caso l’adolescenza, che lascia il posto all’età adulta".

A proposito dell’abisso che separa i figli di papà da chi è fortunato se possiede un tetto sotto cui dormire, Conte aggiunge: "Oggi è cambiato tutto, le ingiustizie sono aumentate, siamo in una fase diversa, forse peggiore. La polarizzazione della ricchezza e della povertà è in atto e lo vediamo tutti i giorni, il mondo è più ampio, è più brutto, ma non ci siamo messi a giudicarlo. Abbiamo 'consegnato' questa storia ai ragazzi per non fare un film sulle ideologie".

Dal leader dei signori Francisco Marinho (Pasquale Patruno) al capo dei figli della terra Scaleno (Donato Patierno), i personaggi del film sono tutti suggestivi e tridimensionali. A renderli indimenticabili sono stati più di 20 attori non professionisti che Lorenzo Conte e Davide Barletti hanno diretto con dedizione. "A parte trovarli e sceglierli" - racconta il primo - "la più grande difficoltà è stata gestire il fatto che fossero così tanti. Era come un gioco di scacchi: come ne trovavamo uno, dovevamo capire in che modo farlo funzionare insieme agli altri. E’ stato complicato trovare un’armonia iniziale. Comunque, una volta formate le squadre, hanno fatto tutto da soli".

"Mi vergognavo a spiegare ai ragazzi le cose" - conclude Davide Barletti. "Loro avevano già capito tutto, sapevano perfettamente come muoversi, mi hanno arricchito molto. Prima delle riprese abbiamo lavorato insieme per un mese intero. Abbiamo anche scritto una carta diritti dei minorenni che lavorano nel cinema".

Prodotto da Minimim Fax e distribuito da Ismaele Cinema, La guerra dei cafoni arriva in sala il 27 aprile.

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