Da Torpignattara a Bari: ecce Bangla di Phaim Bhuiyan

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Da Torpignattara a Bari: ecce Bangla di Phaim Bhuiyan

Arriva al Bif&st, forte del successo ottenuto al Festival di Rotterdam, il film d'esordio di Phaim Bhuiyan, italiano di seconda generazione di origini bengalesi che è cresciuto nel quartiere romano di Torpignattara e che a 17 anni ha lavorato come videomaker dopo aver aperto un canale su youtube a 14. Il suo Bangla, che poi è un'opera fortemente autobiografica, racconta cosa significhi rispettare le proprie tradizioni familiari e la propria religione in un paese dove il modus vivendi, il credo e le abitudini sono completamente diverse.
Phaim la sua storia ha scelto di raccontarla in una commedia vivace e coloratissima, soffermandosi sulla quotidianità del suo personaggio e sul suo emozionante incontro con una ragazza romana. Oltre a dirigere il film, il regista ne ha interpretato anche il protagonista, chiamando a recitare qualche volto noto come Pietro Sermonti e Simone Liberati e duettando con Carlotta Antonelli. Hanno invece prodotto Bangla Tim Vision e la Fandango di Domenico Procacci, che ha accompagnato il film al Festival di Bari insieme al regista, alla co-sceneggiatrice Vanessa Picciarelli, alla Antonelli e ad Annamaria Morelli di Tim Vision.

Forse perché poco abituato alla luce dei riflettori, Phaim non si perde in lunghi discorsi, spiegando brevemente ai giornalisti la nascita del film: "Sono partito da un servizio televisivo che avevo realizzato per la trasmissione televisiva Nemo - Nessuno Escluso in cui parlavo dell'amore di seconda generazione e poi ho scelto di raccontare una storia d'amore e le difficoltà che i ragazzi bengalesi di oggi incontrano nell'accettare l'mpossibilità di fare sesso prima del matrimonio. Il fulcro della storia doveva essere fin dall'inizio il rapporto fra Phaim e Asia, poi volevo allargare lo sguardo ad altri mondi, come quello della famiglia di Phaim e dei suoi amici, sia bengalesi che italiani, il tutto con un tono ironico e sperando di non offendere nessuno".

"Con Domenico ci siamo innamorati immediatamente di questa storia" - spiega invece Annamaria Morelli. "Bangla è un film che ha incontrato non solo il nostro entusiasmo, ma anche quello del pubblico che ha avuto il privilegio di vederlo. Noi di Tim Vision siamo molto orgogliosi di aver contribuito a produrre l'opera di un esordiente così talentuoso e capace di parlare con chiarezza dal rapporto fra culture differenti, un tema molto serio che è riuscito a trattare con leggerezza e spensieratezza".

Anche Procacci è rimasto immediatamente colpito dalla vicenda di Phaim Bhuiyan, e se ha detto di sì al progetto, è anche perché ritiene doveroso aiutare chi non si è ancora tuffato nel mondo del cinema ma ha una bella storia nel cassetto: "Per noi si tratta di continuare un lavoro iniziato tanti anni fa con la scelta di lavorare, quando possibile, con le opere prime. Spesso l'opera prima di un regista coincide con l'opera prima di una società di produzione, che magari nasce proprio per fare quel film. Va benissimo, si fanno bellissimi film così, però penso che sia giusto sollecitare anche case di produzione che hanno un po’ di anni alle spalle a investire sugli esordi. Quando Emanuele Scaringi, che lavora con noi all'interno di Fandango da diversi anni, mi ha parlato di Phaim e del suo servizio, ho deciso immediatamente di lanciarmi in quest'avventura. Il processo è stato molto rapido e la scrittura molto veloce".

Se il copione di Bangla ha richiesto meno tempo del previsto, è perché la sceneggiatrice Vanessa Picciarelli ha qualcosa in comune con Phaim: "Anche io vivo a Tor Pignattara, per cui il processo di scrittura è stato abbastanza semplice, ci siamo confrontati su un terreno comune. Per quanto riguarda invece il vissuto di Phaim, ci siamo un po’ concentrati sulle sue complessità, le sue preoccupazioni, cose che Phaim sentiva molto, e che lo angosciavano".

In Bangla, la vita ordinata di Phaim, che pure è un ragazzo vivace e guarda al mondo dei suoi genitori con un certo disincanto, viene letteralmente sconvolta da Asia, decisa fin da subito a bruciare le tappe vivendo una relazione sentimentale nella sua completezza. Il personaggio è piaciuto molto a Carlotta Antonelli, che ricordiamo nelle serie Suburra, Immaturi e Solo: "La cosa interessante del personaggio di Asia è il fatto che in qualche modo debba avere pazienza. Phaim si trova ad accelerare, mentre lei deve rallentare, e questo contrasto è molto bello. Anche come attrice e come persona ho imparato ad avere pazienza incontrando Phaim. Sul set ho portato qualcosa di mio, come hanno fatto anche gli altri attori".

Non sempre la voce fuori campo è un bene nel nostro cinema e sono in molti il registi che ne abusano. In Bangla è onnipresente, ma non stufa, forse perché a utilizzarla, commentando la sua vita, è lo stesso Phaim Bhuiyan, che spiega: "La voce off è la voce della coscienza del mio personaggio, è ciò che pensa, ma non tira fuori realmente".

Bangla uscirà nelle nostre sale il 16 maggio distribuito da Fandango. Se arriverà in Bangladesh, non lo sappiamo, prima bisognerà vedere come lo accoglierà la comunità bengalese di Torpignattara, se si divertirà oppure si sentirà un po’ sovraesposta. Phaim è un po’ timoroso a riguardo, ma non si sa mai.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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