The Mandalorian 2, recensione e impressioni sul primo episodio della nuova stagione

30 ottobre 2020
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Torna The Mandalorian! Ecco la nostra recensione della puntata d'esordio della seconda stagione, nell'attesa serie di Star Wars in streaming su Disney+.

The Mandalorian 2, recensione e impressioni sul primo episodio della nuova stagione

Il ritorno di The Mandalorian con il primo episodio della seconda stagione, "Lo sceriffo", già dal titolo anticipa l'esplosione della componente western che già avevamo notato ben attiva nella prima stagione: non è un caso che ad aprire le danze di questo secondo giro ci sia il creatore stesso di questa serie Star Wars in streaming per Disney+, cioè Jon Favreau, che scrive e dirige la prima puntata. Dividiamo schematicamente ciò che abbiamo gradito e le (minime) riserve che abbiamo, nei limiti di quanto si possa esprimere un giudizio definitivo su un esordio già promettente.

The Mandalorian, quello che continua a funzionare

Il modo in cui Jon Favreau e il team della Lucasfilm riescono a collegare le radici storiche di Star Wars della prima trilogia con le loro proposte narrative rimane intelligente e... mitologico. Ci riescono quando giocano con elementi iconici creati da George Lucas, in questo caso per esempio c'è di mezzo un... pezzo di equipaggiamento che prima depista il fan di lungo corso, poi preannuncia una grande apparizione, senza però che si appaia succubi di questa partecipazione, ma anzi giocandosela soltanto quando si è raggiunto un crescendo narrativo corretto: si gioca con gli appassionati, ma nemmeno si ha troppa fretta di soddisfarli, sicuri che l'attesa sarà ripagata. Bene, ancora bene.
C'è anche la capacità di far scorrere più o meno sottotraccia i temi che reggono Star Wars, non soltanto le icone: nel primo episodio di questa seconda stagione, Mando e Baby Yoda agiscono in una cittadina abbandonata sorta su un precedente insediamento. Subito ci viene raccontato in un flashback dallo "Sceriffo" che alla caduta dell'Impero è seguita un'altra forma di dittatura: una guerra costante, perenne, che richiede agli abitanti della galassia un sostegno costante e difficile dei propri valori, magari persi di vista nella sofferenza (e nella guerra fra poveri, come suggerisce questa prima puntata). Valori che Mando incarna in parte, reso meno minaccioso e spietato dal piacevole contrasto della presenza di Baby Yoda.
Ancora eccellente l'accompagnamento musicale di Ludwig Göransson: a parte il tema, nell'introduzione della puntata c'è un brano molto interessante a sostegno di un combattimento corpo a corpo. Notevolissima come sempre la messa in scena, che si avvale della tecnica brevettata dello Stagecraft, preziosa conquista della Lucasfilm, efficace anche nell'ambientazione urbana decadente con graffiti, nei primi minuti. Leggi anche The Batman e The Mandalorian uniti dalla tecnica rivoluzionaria dell'Industrial Light & Magic

The Mandalorian, quello che potrebbe far scricchiolare la serie

Si annunciano difetti in questa seconda stagione? Diciamo che bisogna proprio dare la stura al senso critico, perché il ritmo e i personaggi funzionano, ed è facile farsi trasportare. "Lo sceriffo" ci è sembrato forse un po' debole sul generale impianto narrativo: se ricordate e amate la prima stagione, la trama sembra una combinazione di due episodi precedenti, con una caccia impossibile a una bestia e la motivazione di una comunità di oppressi. Avevamo scritto che la passione per il western di Favreau aveva animato The Mandalorian sin dall'inizio, ma potrebbe anche essere ragione, proseguendo, di una certa ripetitività di situazioni (per chi lo ritenga una magagna): oltretutto in questo episodio le citazioni anche visive di western classici sono ovunque, dall'entrata dello straniero in città con carrelli laterali sui visi che lo squadrano, per arrivare a un'inquadratura che è una precisa citazione di C'era una volta il west di Sergio Leone.
Per il resto, è impossibile per ora imputare difetti alla stagione intera, che pone già le basi per correggerli ampiamente: speriamo in una presenza più attiva di Baby Yoda, per esempio, o in un plot meno pretestuoso, con collegamenti più chiari alla trama principale. Ma siamo sicuri che arriveranno.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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