Sex Education 2, Recensione seconda stagione: È questa la migliore serie teen in circolazione

07 gennaio 2020
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La serie tv torna in streaming su Netflix con gli otto episodi della seconda stagione il 17 gennaio. Ecco la nostra recensione.

Sex Education 2, Recensione seconda stagione: È questa la migliore serie teen in circolazione

"E tu da dove spunti fuori?". È questa la reazione che un anno fa ebbi approcciandomi a Sex Education. La mia è una generazione cresciuta correndo a casa da scuola o dal parco per vedere Dawson's Creek su Italia 1. Come dimenticare il suo lungo disquisire sul valore del sesso e sull'importanza di trovare la persona giusta? Pensieri nobili e condivisibili, ma ricordo anche il disappunto di alcuni perché l'allora The WB impedì agli sceneggiatori di usare la parola "masturbarsi". Era la fine degli anni '90, il periodo d'oro delle ben più coraggiose reti via cavo era appena cominciato e neppure si sapeva cosa fosse lo streaming. Tuttavia, quegli adolescenti non erano così irriconoscibili. Il sesso importava loro tanto quanto importa ai ragazzi di oggi. Le domande erano le stesse. Il piacere di quei giochi intimi muoveva i loro mondi come è sempre avvenuto da quando esiste la vita sulla Terra. E i pericoli, così come le delusioni, immancabili a rovinare il divertimento.

Capirete quindi la mia meraviglia nel vedere questi personaggi vivere del sesso con assoluta impudenza. Cercalo, parlarne, guardarlo, capirlo e soprattutto farlo. Continuamente. Netflix ha stravolto il modo di guardare la tv, questo lo sappiamo, ma la vera rivoluzione sta nella libertà concessa ai creativi, improvvisamente legittimati a ritrarre la realtà in modo più onesto, certamente più stuzzicante. Con Sex Education e con altre note produzioni, il colosso di Los Gatos ha aggiunto ai propri meriti quello di aver rivitalizzato un genere, delle serie per ragazzi, che negli ultimi anni era caduto pressoché in disgrazia. Del resto, cos'altro si poteva raccontare? Tantissimo, a ben guardare, perché sono rare le opere di ieri e di oggi in cui si raggiunge una tale perfezione. Il pubblico, una volta tanto, lo ha riconosciuto, come dimostrano i folli numeri. Comprensibile quindi l'entusiasmo per il lancio venerdì 17 gennaio della seconda stagione. Prima, però, spazio alla nostra recensione!

Sex Education 2: Cosa ci aspetta nella seconda stagione?

Sex Education

Se nel ciclo inaugurale la bomba a mano narrativa fu prendere questo adolescente un po' imbranato e con zero esperienza e dargli una madre sessuologa, nella seconda stagione a dare nuova accelerazione alla storia è il fatto che l'uno cominci a capire come funzionano certe cose e l'altra diventi persino più invadente. Nei nuovi 8 episodi ritroviamo Otis (interpretato da Asa Butterfield) alle prese con continue erezioni. È ancora vergine, ma sta vedendo una ragazza e ha capito finalmente cosa si prova a trascorrere un po' di tempo in intimità con se stessi. A dire il vero, non riesce più a smettere! Tra momenti di spettacolare imbarazzo e dubbi persistenti sulle pratiche dell'arte carnale e sui sentimenti che albergano nel suo cuore, Otis valuta l'opportunità di riprendere le consulenze alla "Clinica del Sesso" mentre cerca allo stesso tempo di gestire una madre (quello schianto di Gillian Anderson) ingestibile, diretta in modo esasperante e, sebbene basti poco, sessualmente molto più attiva di lui.

"Mia madre è dappertutto", dice frustrato a Eric (Ncuti Gatwa), decisamente divertito dalle montagne russe ormonali dell'amico ma ben più interessato alle sorti di Adam (Connor Swindells), quel ragazzo che aveva smesso di bullizzarlo per mostrargli il suo cuore, oltre a qualcos'altro. C'è però un nuovo studente, un tipo misterioso di nome Rahim, che comincia ad attirare la sua attenzione, così come quella di molti altri. Nel frattempo, Maeve (Emma Mackey), il personaggio probabilmente più femminista della serie, si sforza di rimettere insieme i pezzi della sua straziante esistenza mentre cerca di fare pace con i propri sentimenti per Otis. Il loro è un rapporto sospeso. Lo si legge negli sguardi, nei denti serrati quasi a voler fermare le parole. Questo, in aggiunta a un ritorno inaspettato nella sua vita, finisce inevitabilmente con l'ostacolare i tentativi della ragazza di esprimere il proprio enorme potenziale, quello che le consentirebbe di liberarsi.

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Niente drammi qui. Sex Education è una teen comedy e anche nella seconda stagione si ride di gusto. E questa è la migliore scelta che si potesse compiere per un genere ormai troppo uguale a se stesso. Quante volte i genitori ci hanno detto: "Non giocarci. È sporco e cattivo". E intanto crescevamo temendo di compiere chissà quali nefandezze. Gli autori evitano di affrontare il tema in modo pedagogico, eppure riescono a dare implicitamente quelle lezioni, quei consigli, quelle sicurezze importanti propri dell'educazione sessuale. Qualcosa che è riassunto perfettamente da una scena in uno dei primi episodi, in cui qualcuno proferisce di sesso dall'alto della propria esperienza, e in basso, nella platea, si ridacchia e si fanno battute. "Il sesso vende" dicono i pubblicitari, e il titolo scelto per la serie è una genialità. Ma quei 40 milioni di spettatori che in pochi giorni hanno visto la prima stagione sicuramente non sono andati avanti perché si parla di orgasmi e si vedono persone mimare un amplesso. Andiamo, c'è di meglio su Internet. Sex Education racconta in modo coerente dell'adolescenza e dei suoi non-problemi, ma anche dei loro genitori e insegnanti, imperfetti nel più difficile dei compiti.

Insomma, una serie sincera, spensierata, divertente. Insolita e assurda in certi momenti ma genuina. Non servono monologhi o particolari introspezioni: si sbaglia, si impara, si cresce. Laurie Nunn porta avanti una storia di formazione che, facendosi spazio senza fretta tra genitali in bella mostra, gemiti dalle sfumature più singolari e qualche figura di emme, vuole arrivare un po' più in alto. Al cuore. E ci riesce. La colonna sonora è pazzesca. I dialoghi ponderati. I personaggi riconoscibili; un sollievo dopo tutti i ragazzi iper-tormentanti incontrati altrove. Sex Education non è solo uno show adorabile, è la migliore serie teen attualmente in circolazione. E sarebbe opportuno gustarsela con la stessa franchezza di chi l'ha scritta e interpretata, senza guardarsi intorno sospettosi, credendo di infrangere chissà quale legge.



  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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