Suburra - La serie: incontro con Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Barbara Chichiarelli

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Suburra - La serie: incontro con Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Barbara Chichiarelli

"Roma cruda, santa e dissoluta / ama e non perdona, ti divora come un barracuda" cantano in "7 vizi capitale" Piotta e Il muro del canto alla fine di ogni episodio di Suburra - La serie, come a dire che nella capitale italiana non si scherza e, soprattutto, bisogna lottare con le unghie e con i denti per rimanere a galla. Questa immagine così cupa di una città dalla bellezza sconvolgente e quasi oscena l’avevamo portata con noi dopo la visione del film di Stefano Sollima ispirato al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, ed è lo spettacolo che ci rimanda il prequel in dieci episodi che si svolge nel 2008.

Nata dalla collaborazione fra Cattleya e Netflix, Suburra - La serie è la prima serie originale italiana per la piattaforma on demand e sarà disponibile a partire dal 6 ottobre. Scritta da Barbara Petronio, Ezio Abate, Fabrizio Bettelli e Nicola Guaglianone, è diretta da Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi e interpretata da un gruppo di ottimi attori. Alcuni avevano già recitato nel film, altri sono al loro ingresso nel "romanzo criminale" che getta nel calderone della corruzione, oltre a delinquenti di diversa provenienza, anche Stato e Chiesa. Fra i primi, Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara, che abbiamo incontrato a Roma insieme alla "nuova entrata" Barbara Chichiarelli.

Nel Suburra - La serie day, a fare gli onori di casa è stato proprio Borghi, che in Suburra era Numero 8 e che ci ha parlato dell’impossibilità di rinunciare a un’occasione tanto importante, capitata in un momento della sua carriera molto diverso da quello attuale: "Il giorno in cui ho fatto la conferenza stampa del film Suburra, Netfix mi ha annunciato di avermi scelto per un prequel. A quel tempo non immaginavo nessuna delle cose belle che mi sarebbero successe dopo, e così ho pensato: evidentemente ho fatto un buon lavoro, visto che, pur essendoci un Pierfrancesco Favino e un Elio Germano, hanno chiamato proprio me".

All’ex padrino del Festival di Venezia è piaciuto lavorare sul nuovo Aureliano, rendendolo un personaggio ricco di sfumature: "Sono stato contento di aver avuto la possibilità di raccontare le debolezze di Aureliano e di scoprire la storia della sua famiglia, cosa che mi ha consentito di toccare corde che solitamente non si toccano nelle serie crime, in cui i protagonisti sono spesso tagliati con l’accetta. Mi piaceva, per esempio, il fatto che Aureliano desse una capocciata a uno zingaro e che poi, un attimo dopo, scoppiasse a piangere. Nella scomposizione e ricomposizione di Aureliano fatta per la serie, ho voluto lasciare da parte la consapevolezza che Numero 8 ha del potere. Qui il personaggio è in balia della sua adolescenza, si permette di commettere degli errori: ho pensato che, solo sbagliando, sarebbe diventato Numero 8".

L'incertezza è una caratteristica che contraddistingue anche lo zingaro Spadino, che appare brevemente nel film Suburra e che gli sceneggiatori hanno voluto approfondire. E' un personaggio complesso, grottesco nel suo modo di ballare, imprevedibile nelle sue reazioni e in una violenza che alterna alla tenerezza. "C’è una fragilità immensa in Spadino" - dice il bravissimo Giacomo Ferrara. "Questo tratto distintivo è alla base di una certa cattiveria e ironia. Il personaggio ha qualcosa di molto teatrale e la sua è una teatralità napoletana, il che mi ha permesso di 'giocare'. Più di ogni altra cosa, però, Spadino si sente inadeguato, ecco perché diventa violento".

La grande rivelazione di Suburra - La serie, secondo Placido e Molaioli, è Barbara Chichiarelli, che interpreta Livia, la sorella maggiore di Aureliano e che era poco pratica di set: "Mentre giravamo, ero completamente all’oscuro dei meccanismi tecnici e non sapevo se mi avrebbero ripreso intera o a metà, da davanti oppure da dietro, così mi sono detta: fai bene ogni ciak. Sono stata contenta di lavorare con Alessandro, mi ha messo a mio agio. Nella vita sono una sorella maggiore, i miei genitori mi hanno investito di questo ruolo".

Alla Chichiarelli la produzione ha riservato bellissimi costumi: abiti attillati e stivaletti dal tacco vertiginoso che hanno rischiato di crearle qualche problema fra un ciak e l’altro: "Ho molto amato i vestiti di Livia. Venendo dal teatro, do una grande importanza ai costumi, ricordo bene le scene in cui dovevo camminare con i tacchi alti sul pontile di Ostia. Quando gridavano: motore, partito, azione!, tutto filava liscio. Poi, allo stop mi ritrovavo sempre incastrata fra le assi".

Il punto di forza di Suburra - La serie, e ciò che lo rende unico, è l’amicizia fra Aureliano, Spadino e il ragazzo di buona famiglia Lele. Se sul piccolo schermo dà un’impressione di grande verità è perché Borghi, Ferrara ed Eduardo Valdarnini hanno legato moltissimo, scambiandosi preziosi consigli. Per Borghi, del resto, un’esperienza lavorativa non ha senso se non c’è condivisione: "Siamo stati tutti i giorni insieme. Ogni volta che finisco un film, scrivo su social ciò che mi rimane. Chiusa l’esperienza sul set, il film si allontana da te, e allora ciò che ti porti dentro sono gli esseri umani incontrati. E' ideale lavorare con il miglior regista di sempre e con i migliori attori di sempre, ma se sono degli stronzi, l’esperienza perde di significato. Puoi essere anche un attore straordinario, ma se non prendi qualcosa dai tuoi compagni di lavoro, se non c’è scambio, non arrivi da nessuna parte".

Giacomo Ferrara non può che essere d’accordo: "Ognuno ha regalato qualcosa all’altro. Quando lavori insieme, dev’essere come un gioco al rialzo positivo, io ti do una cosa e poi tu ne dai una a me e cresciamo tutti. Durante le riprese Alessandro ed Eduardo mi hanno aiutato a fuggire la routine, a scoprire qualcosa di nuovo sul mio personaggio e a crescere".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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