Catch 22: George Clooney, Christopher Abbott, il cast e i registi a Roma per l'anteprima europea della miniserie Sky

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Catch 22: George Clooney, Christopher Abbott, il cast e i registi a Roma per l'anteprima europea della miniserie Sky

Nel 1961 Joseph Heller, che durante la seconda guerra mondiale era stato bombardiere in Italia, dette alle stampe un libro che divenne un classico della satira dell'antimilitarismo e venne abbracciato dai movimenti di resistenza contro un'altra guerra, quella del Vietnam, Comma 22. Nove anni dopo, Mike Nichols ne trasse un film controverso e di poco successo ma estremamente moderno e surreale, con protagonista Alan Arkin e un cast di attori famosi e future stelle, tra cui Orson Welles, Anthony Perkins, Martin Balsam, Buck Henry, Martin Sheen e Jon Voight. Oggi, a quasi 50 anni dalla sua uscita, Catch 22 è diventata una miniserie tv Sky in 6 puntate, in onda dal 21 maggio, girata in Sardegna e nelle campagne di Viterbo, prodotta e diretta da George Clooney, Grant Heslov ed Hellen Kuras, che hanno firmato due episodi a testa, girati in contemporanea.

A presentare alla stampa questa nuova versione di un classico ancora attuale sono arrivati a Roma tutti o quasi: i registi, lo sceneggiatore, il produttore, ma soprattutto i protagonisti: i suddetti Clooney ed Heslov (entrambi in triplice veste), Christopher Abbott, Kyle Chandler, Tessa Ferrer e il nostro Giancarlo Giannini.

“All'inizio”, dichiara Clooney, “io e Grant non volevamo farlo, perché è un romanzo amatissimo, tra i dieci grandi romanzi della letteratura americana, e portarlo sullo schermo era un'impresa temeraria. Poi però abbiamo letto la sceneggiatura, che era ottima, e l'abbiamo adorata per cui non potevamo non farlo. Non leggo il libro da anni, anche il film mi aveva colpito molto, parla dell'assurdità della guerra e di come sia difficile sconfiggere il sistema, sono temi senza tempo, non volevamo rifare il film perché quello era una storia diversa fatta in un'epoca diversa. Inoltre la televisione ha il vantaggio di darti il tempo di conoscere i personaggi prima di ucciderli orribilmente”. Heslov concorda sull'attualità della storia: “George e io abbiamo parlato molto del perché farlo oggi, visto che il libro è di tanti anni fa, ma non c'è mai un momento sbagliato per parlare della follia della guerra, e abbiamo notato anche come la storia parlasse anche di quello che è diventato la nostra vita quotidiana, che è un po' assurda di questi tempi politici”.

Christopher Abbott è il protagonista nel ruolo del capitano Yossarian, che non sa se finge di essere pazzo o se davvero sta diventando tale, e al quale continuano ad aumentare le missioni di guerra: “Per un attore – dice -è una parte ideale perché c'è tantissimo dentro, è un lungo viaggio tra dramma e umorismo dalla salute mentale alla follia, ci sono molte cose da interpretare, è il regalo che ho avuto da questa bella sceneggiatura. E poter lavorare con questi registi e sceneggiatori è stato un bel sogno. So che non capiterà molto spesso, e che da ora in poi può solo peggiorare”.

Giancarlo Giannini, che ha il piccolo ma importante ruolo del tenutario di bordello ed ha un lungo monologo a un certo punto della serie, scherza ed è molto felice della sua partecipazione: “Mi sono divertito e mi è piaciuto partecipare, Comma 22 è il primo romanzo antimilitarista che ha cambiato anche la storia della letteratura, il mio è un cammeo perché i grandi fanno solo dei cammeo. È stato divertentissimo, ho scoperto George anche come grandissimo regista, perché per me i grandi registi sono quelli che non ti dicono mai nulla, così come Visconti e Ridley Scott. Lui mi ha registrato le battute del personaggio su un cd che mi ha inviato e io l'ho copiato, per cui è merito suo e è venuto bene. È un lungo monologo che non riuscivo a memorizzare, per cui sul set lui mi teneva i cartelli con le battute, dei cartelli bellissimi e molto eleganti, neri con la scritta bianca, mai successo”.

“In realtà – dice Clooney – è stato molto elettrizzante averlo sul set. Quando è venuto in Sardegna la troupe, che era italiana, si è fermata e sono andati tutti a salutarlo e stringergli la mano. Era come se arrivasse un personaggio reale, lui è una vera star del cinema ed è stato un onore averlo in questo progetto”. Nonostante le voci che ricorrono periodicamente, Clooney su un suo futuro ingresso in politica dicendo che non è “un posto logico per fare delle cose e non mi interessa. Viviamo in un periodo che ci mette alla prova e dobbiamo sempre stare all'erta, ma io sono ottimista e penso che le cose alla fine si risolvano e spero nelle prossime elezioni. Tornando alla storia, Heller l'ha scritta sulla seconda guerra mondiale durante il conflitto di Corea ed è uscita durante il Vietnam, è anche una satira di chi fa affari con la guerra, per cui è molto attuale. Penso che David Michod e Luke Davies siano riusciti a dipanare un romanzo molto complesso e a far venire fuori questa follia”.

Sul personaggio che interpreta, il tenente Scheisskopf (letteralmente testa di merda) commenta, “l'ho scelto perché mi divertiva, avrei potuto farlo anche più esagerato, quando ho letto il nome ho pensato che fosse perfetto per me e lo pensava anche Grant. È un'ottima parte e strillare e insultare la gente è anche una bella terapia”. A Giannini il suo monologo ha ricordato quello di Pasqualino Settebellezze: “solo che lui era un vigliacco, mentre questo tenutario è un fanfarone molto intelligente e ha una filosofia molto italiana, non a caso Heller l'ha scritto in italiano nel libro. Lui va oltre il vigliacco, è più pazzo dei pazzi della guerra, ha una dialettica curiosa”. La tv dai tempi di ER quanto è cambiata? Risponde Clooney: “moltissimo. Allora eravamo solo agli inizi, poi sono arrivati I Soprano e il livello è diventato molto più simile a quello del cinema. Negli ultimi 4 o 5 anni i servizi streaming hanno aiutato molto a dare la possibilità di raccontare storie come quelle che io e Grant vogliamo fare. Good Night and Good Luck l'abbiamo fatto per la Warner con 6 milioni di dollari. Oggi non sarebbe possibile, ma in questo modo possiamo continuare a raccontare le storie che ci interessano, e queste sono belle notizie”.

Photogallery: Jule Hering)



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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