La casa di carta, Recensione Parte 4: Ora la guerra è totale

30 marzo 2020
3,5 di 5
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La serie di successo torna in streaming su Netflix con otto nuovi episodi il 3 aprile. La nostra recensione.

La casa di carta, Recensione Parte 4: Ora la guerra è totale

Per quanto un colpo possa essere pianificato, ci sarà sempre un imprevisto a rovinare la festa. È scritto nelle regole del gioco e il Professore, così come la sua banda di ladri, lo sa molto bene. Nel corso della sua folle avventura, di complicazioni Sergio ne ha affrontate parecchie. Ma mai le cose si erano messe male come l'ultima volta. Fortunatamente, non abbiamo dovuto attendere a lungo prima di sapere come va a finire: La casa di carta torna su Netflix con i nuovi episodi della quarta parte venerdì 3 aprile, a meno di un anno dall'urlo di disperazione del personaggio interpretato da Álvaro Morte. In quell'occasione, molti di voi erano ammassati in Piazza degli Affari a Milano, durante una splendida sera d'estate. Ora siamo tutti rinchiusi nelle nostre case di mattoni, lontani ma al sicuro. È assurdo come le cose possano cambiare in così poco tempo. Ma in giorni così bui, neanche a farlo a posta, il servizio di video in streaming permette ai propri abbonati di godere di alcune ore di puro e sano intrattenimento proponendo una serie che - come approfondiremo in questa recensione - continua ad essere una delle più appassionanti e divertenti, nonostante qualche nuovo attacco d'ansia.

La casa di carta 4: L'amor che move il sole e l'altre stelle

La rapina alla Banca di Spagna si è rivelata un enorme azzardo per il Professore. Ma, in questo, non ha colpe. Come tutti gli altri, si stava godendo i frutti dell'ultimo colpo multimilionario finché una di quelle complicazioni (l'arresto di Rio) non lo ha riportato in Spagna, costringendolo a fare i conti con l'ultima delle situazioni nelle quali avrebbe voluto trovarsi. Nairobi (Alba Flores) lotta tra la vita e la morte dopo essere stata colpita da un cecchino. La Resistenza rischia di perdere il consenso della gente dopo che la risposta della banda è stata due missili lanciati contro la polizia. Inoltre, Lisbona (Itziar Ituño) è stata catturata e giustiziata; o almeno così gli è stato fatto credere. Stordito e sconfortato, il Professore è in fuga, mentre a Madrid la situazione è fuori controllo. Colta di sorpresa e senza poter chiudere aiuto al suo leader, la banda reagisce in modo disordinato all'offensiva guidata da una Alicia Sierra, l'ispettrice, disposta a tutto pur di fermarli. E mentre una voce si leva dal coro, assumendo il comando all'interno, fuori, Sergio trova ben presto la forza di rimettersi in piedi e uscire allo scoperto - letteralmente.

È chiaro fin da subito come a muovere tutti loro siano i sentimenti e non più ciò che è giusto rispetto a ciò che è sbagliato. E questo vale anche per il Professore, l'ultimo dal quale ci saremmo aspettati una reazione così impulsiva. Ora è una guerra: loro contro la polizia e la polizia contro loro, e ogni arma, ogni inganno, è lecito. Del resto, sono diventati una famiglia. Un legame che, per quanto disfunzionale, continua a mostrarsi forte attraverso quei frammenti di storia passata (un paio dei quali piaceranno molto ai fan italiani) incasellati ad arte nella narrazione. Il Professore pensava di aver messo insieme le persone migliori per la riuscita del colpo progettato dal padre, ma la realtà è ben diversa a questo punto. Crisi di nervi, amori che finiscono e intese che nascono, oltre all'odio ampiamente condiviso per Arturito (Enrique Arce). Quello no, non è cambiato di una virgola, come del resto non è cambiato lui. In tutto questo caos solo apparentemente controllato, mentre tutto sembra andare a rotoli e in ogni episodio viene fuori un nuovo guaio, un timore prende piede: la più terribile delle minacce, tanto al colpo quanto alla sopravvivenza dei protagonisti - si trova già nella banca.

Un'attesa ripagata: La casa di carta rimane fedele a sé stessa

Sappiamo com'è andata a finire ad esempio con The Walking Dead quando si è messa di mezzo tutta quella roba dei sentimenti. La casa di carta non corre, almeno per ora, questo pericolo. I suoi sono alcuni tra i personaggi più carismatici del piccolo schermo e tutta questa introspezione, tutto questa attenzione per il legame che li unisce - singolarmente e nell'insieme - sono sacrosante, spassosissime e non impattano in alcun modo sul ritmo. La quarta parte prosegue il racconto esattamente dal punto in cui si era interrotto a luglio. Non tralascia niente. In effetti, possiamo considerarla come la continuazione della stessa stagione. Nuovi tasselli si aggiungono al quadro in via di definizione della storia, e questo include anche un nuovo sorprendente personaggio del quale non possiamo anticiparvi nulla.

La casa di carta

Come sempre, il finale di ogni episodio lascia con il fiato sospeso, pronti a vederne un altro. È vero, su tutto aleggia il timore che si possa finire col temporeggiare troppo, un po' pressati dall'enorme successo riscosso dalla serie, ma Álex Pina sembra avere per ora le idee molto chiare su cosa fare di questi personaggi e, soprattutto, come tenere l'attenzione del pubblico alta, anche con il prezioso aiuto del comparto sonoro, straordinario in questa produzione. Da quando è disponibile in esclusiva su Netflix, La casa di carta ha fatto un salto di qualità, è evidente. E lo spettacolo continua in questi otto nuovi episodi.



  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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