Warcraft - la recensione del fantasy di Duncan Jones tratto dall'omonima serie di videogiochi

31 maggio 2016
2.5 di 5
8

La critica lo odia, i fan lo apprezzano: il problema è artistico o produttivo?

Warcraft - la recensione del fantasy di Duncan Jones tratto dall'omonima serie di videogiochi

Su Azeroth la pace è a repentaglio: tramite un portale magico, gli Orchi stanno invadendo il regno degli umani. Le creature devono colonizzare una nuova terra, dopo aver abbandonato la propria, morente. Il regno di re Llane si appella alla guida del Guardiano Medivh, non senza qualche dubbio, mentre tra gli Orchi, grazie alla mente pensante del guerriero Durotan, serpeggiano dubbi sull'onestà della guida del loro leader Gul'dan. L'uso da ambedue le parti della misteriosa mortale forza magica del Vil spingerà umani e orchi verso un conflitto senza vincitori, oppure c'è speranza che tutti aprano gli occhi?

Anche se i più conoscono la saga videloudica di Warcraft per l'epocale successo del gioco di ruolo online World of Warcraft (2004), le prime tre incarnazioni del marchio fantasy targato Blizzard Entertainment erano giochi di strategia in tempo reale, che avevano radici addirittura nel lontano 1994, tra grossi pixel e computer con Ms-Dos: questo prima che il Windows 95 attaccasse noi nerd tradizionalisti, più o meno come gli Orchi constrinsero Azeroth a ripensare il modo di vedere le cose.

Duncan Jones, in precedenza autore della fantascienza a basso-medio budget di Moon e Source Code, ha accettato, con puro spirito di fan, di adattare per il grande schermo la premessa narrativa del primo capitolo del videogioco, in questo Warcraft - L'inizio, una produzione massiccia da 160 milioni di dollari, scrivendone il copione con Charles Leavitt. Il film è stato accolto negli Usa da giudizi della critica piuttosto severi, controbilanciati da un apprezzamento del pubblico molto più caloroso. Ragionare su costi e reazioni può lasciarci qualcosa, ma prima liberiamoci dalla consuetudine del giudizio. Com'è Warcraft - L'inizio? Vedibile, è poco originale ma intrattiene, imperdibile per i fan, tecnicamente buono. Il proverbiale "così così", insomma, se vi fidate. Vale però la pena integrare questo giudizio con un ragionamento più articolato: chi ne ha voglia mi segua.

Un budget da 160 milioni di dollari è un budget da film-evento. Un evento si costruisce con qualcosa di inaspettato, originale nei contenuti e/o nell'estetica, d'importanza storica per una qualche ragione, con un'attrattiva per una larghissima fetta di pubblico. Il signore degli anelli era un evento perché adattava un classico della letteratura, con uno stile audiovisivo peculiare e per certi versi innovativo, in grado di creare un fenomeno. In alternativa, può essere un evento anche un ritorno. Un evento non si misura solo dalla forza della sua campagna pubblicitaria. Warcraft non può essere un evento, se non per i fan del marchio: gli elementi fantasy, lo stile di ripresa, lo svolgimento della storia, il tipo di effetti visivi, il tono e la recitazione non hanno assolutamente niente di epocale. Ora, non c'è nulla di male in tutto questo, l'abbiamo ripetuto più volte in altre recensioni. Il concetto di b-movie non è a tutti i costi un marchio d'infamia, perché un b-movie come Warcraft porta con sè una sostanziale umiltà nell'approccio narrativo, una voglia di intrattenere in modo semplice, rilassante, senza troppo preoccuparsi di giustificare ogni eccesso e ogni stereotipo. Problema: il b-movie non va molto d'accordo con i budget stellari e le conseguenti aspettative da evento planetario.

Perché un prodotto come Warcraft si caccia in una brutta situazione: irrita la critica e gli spettatori non-appassionati costretti a guardarlo per dovere o perché attirati dalla pubblicità, esalta gli appassionati del genere o del marchio, tiene sulle spine i capi della major che l'ha finanziato e non sa quale delle due reazioni prevarrà sull'altra. Negli ultimi anni, l'aver spinto il puro intrattenimento di genere verso gli ormai sempre più smodati budget da kolossal sta inflazionando il concetto di "evento", forse perché è il mercato cinematografico in generale ad essere drogato di eventi, essendoci ormai poco spazio in sala per un semplice giro di giostra come potrebbe essere un Warcraft a medio budget. Con meno CGI e più sviluppo dei personaggi, forse (forse, stiamo azzardando) Warcraft sarebbe costato di meno, sarebbe potuto sbocciare come un Pitch Black, avrebbe raggiunto comunque i fan, mentre tutti gli altri vi si sarebbero avvicinati con maggiore serenità. Adesso, se Warcraft dovesse floppare a causa dei troppi soldi spesi, i fan rimarrebbero con una saga interrotta e gli arrabbiati con due ore di vita parcheggiate in quel di Azeroth. Forse il problema è a monte, non a valle, dove Duncan Jones sembra essersi almeno divertito.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento