Via dalla pazza folla: recensione del melò con Carey Mulligan e Matthias Schoenaerts

17 settembre 2015
3.5 di 5
7

Grandi sentimenti e personaggi nel primo film in inglese del regista cofondatore di Dogma 95.

Via dalla pazza folla: recensione del melò con Carey Mulligan e Matthias Schoenaerts

Ma... Thomas Vinterberg... non era uno dei fondatori di Dogma '95, il movimento creato da Lars Von Trier che si riproponeva di purificare il cinema dalla cancrena degli investimenti da capogiro e di una messa in scena pomposa e artificiale?
A meno che non esistano due registi con lo stesso nome, non ci resta che constatare che sì, era proprio lui. E allora, a vent'anni di distanza da quel glorioso giorno, cosa mai avrà persuaso un auteur europeo dalle idee così chiare e che ha certamente ritrovato lo swing con Il sospetto ad accettare una sceneggiatura scritta da altri? Quale indecifrabile impulso lo avrà portato a girare un film ad alto budget parlato in inglese, ambientato nell'epoca vittoriana e attraversato dalle suggestioni visive dei kolossal hollywoodiani alla Via col vento e degli indimenticabili melò di Douglas Sirk?
La noia? Il bisogno di accumulare denaro per lanciarsi in una nuova impresa “dura e pura”? Certo che no.

A spingere il regista di Festen verso scenari di austeniana memoria è stata la voglia di liberarsi da ogni pulsione autoreferenziale per tentare – all'indomani di un pugno di titoli dalla parte del testosterone – l'esplorazione di un animo femminile. Ma non solo. Addomesticato dalle esigenze di uno Studio, il danese classe '69 non vedeva l'ora di incollarsi a un gruppo di personaggi da analizzare al microscopio non con la freddezza di uno scenziato, ma con la sensibilità e la passione di un artista “in ascolto”. E quale migliore occasione della trasposizione di un romanzo di Thomas Hardy, abilissimo tessitore di trame e “produttore seriale” di pagine intrise di vita vibrante?

Il suo "Via dalla pazza folla" Vinterberg l'ha succhiato fino al midollo e, come un animale dai sensi amplificati, ne ha percepito odori e sapori, captando gli infinitesimali movimenti interni ed esterni dell'umanità rappresentata di cui ha riprodotto perfino il respiro. Il tutto in perfetta armonia con una natura viscerale da filmare nel suo continuo divenire: con le stagioni che si succedono, gli animali che muioino, l'erba che cresce

Il rischio era che questa ipetrofia percettiva conducesse il buon Thomas verso il manierismo.
E invece no: il suo è un film classico, classico nel senso di solido.
Felicemente lontano dalle leziosità che spesso guastano gli adattamenti di romanzi inglesi tardo settecenteschi e ottocenteschi, Via dalla pazza folla, però, lascia filtrare, fra corse a cavallo nei boschi e fruscii di abiti in seta, una certa ironia sorniona, e capita di sorprendere Vinterberg a sorridere di qualcuno, per esempio dell'ossessione amorosa dell'inerme William Boldwood per la deliziosa Batisheba Everdene, la protagonista della storia.

Anche il regista è soggiogato da lei e dagli infiniti strati che formano la sua personalità. Il più seducente da tirar via è sicuramente la perfetta coesistenza di coraggio e vulnerabilità, di anelito all'indipendenza e desiderio di appartenenza. E poi, in colei che ha ispirato il cognome della Katniss di Hunger Games c'è anche un'attitudine a giocare con la goffagine altrui e a flirtare in maniera spregiudicata che la rende moderna, universale e quindi diversa, dalle varie sorelle Benneth, Jane Eyre, Catherine Earnshaw, eccetera.
Il film è costruito principalmente sulla sua vita amorosa, su un gioco di corteggiamenti e ammiccamenti forse troppo insistito, che attutisce la tensione e ingabbia i personaggi in un infinito temporeggiare e procrastinare. Alcuni ce la fanno a uscire da questa impasse, altri no. Allo stesso modo, ci sono attori più a fuoco e altri meno

La migliore è certamente Carey Mulligan. Via dalla pazza folla è soprattutto lei, il suo sguardo ora sfrontato ora sfuggente, il suo modo di muoversi rapido e deciso, e una sua battuta che, come un dardo infuocato, trapassa secoli di storia e di maschilismo: “E' difficile per una donna spiegare i propri sentimenti usando una lingua che è stata creata principalmente dagli uomini per esprimere i loro”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento