Underworld: Blood Wars - la recensione del quinto e forse non ultimo episodio della saga

05 aprile 2017
3 di 5
4

Torna Selene assieme a David, per combattere coi Lycan e coi tradimenti della casata dei vampiri, in un film che assomiglia sempre più a un episodio di serie tv.

Underworld: Blood Wars - la recensione del quinto e forse non ultimo episodio della saga

Arriva dopo cinque anni, a differenza dei tre passati finora tra un film e l'altro, il quinto episodio della saga di Underworld, iniziata nell’ormai lontano 2003 da Len Wiseman e Kevin Grievioux, che ha sviluppato l’idea di una guerra millenaria tra vampiri aristocratici e high tech e bestiali e rozzi licantropi chiamati lycan (ci scuserete se omettiamo la esse del plurale, rimasta non si sa come attaccata alla traduzione italiana). In mezzo e sopra a loro, la bellissima vampira guerriera Selene di Kate Beckinsale. Negli scorsi episodi abbiamo assistito al suo amore con Michael Corvin, il primo ibrido tra le due razze, e alla nascita di Eve, ma se l'avete dimenticato, niente paura: prima dell’inizio uno spiegone colossale riepiloga le puntate precedenti e ci porta al “presente”. Nonostante questo, però, un po' di disorientamento è da mettere in conto, a meno che non si sia fatto un ripasso prima della visione.

Quando riappaiono però Thomas (Charles Dance) e David (Theo James), iniziamo a vedere la luce. La storia vede Selene ricercata dalle due razze in guerra, coi vampiri che vogliono punirla per la morte di Corvin e i Lycan, guidati dal potentissimo Marius (Tobias Menzies), che vogliono trovarne la figlia che non ha più visto, il cui sangue ibrido li renderebbe invincibili e potenzialmente immortali. L'azione prende il via quando uno dei membri del consiglio, l'ambiziosa Semira, fa richiamare Selene promettendole il perdono, a patto che addestri altri mercanti di morte come lei. Ma si tratta, ovviamente, una trappola.

Non abbiamo mai nascosto la nostra simpatia per questa saga a metà tra horror e fumetto, che ha cercato di riscrivere o almeno di re-immaginare le nostre creature preferite. Ci sono sempre piaciute le sue atmosfere notturne, glaciali come gli occhi della bellissima assassina Selene, le scene d’azione fracassone e spettacolari e il look horror-fantasy dei protagonisti, con le loro beghe dinastiche e razziali, conseguenza di una tradizione millenaria. Tutto questo, però, si è via via perso per strada e il sangue, per restare in tema, è piuttosto annacquato in questo quinto film: sarà la necessità di reintrodurre lo spettatore a storie troppo diluite nel tempo, ma manca a questo sequel ogni imprevedibilità e sorpresa, la necessità di sostituire alcuni attori e riproporne i personaggi rende confuse alcune parti, e l’impressione finale è quella di assistere alla puntata di una serie tv invece che a un film a sé.

Ci aspettavamo anche qualcosa di più da una regista al suo debutto come Anna Foerster, che invece non gestisce adeguatamente le sequenze d’azione e soprattutto gli effetti speciali che, non serviti efficacemente dalla regia, rivelano tutta la loro artificiosità digitale. Questo avviene proprio in momenti clou del film, come il combattimento tra Selene e Marius e alcune risoluzioni (leggi: morte di alcuni personaggi e soprattutto di uno di loro) che avrebbero meritato più attenzione e realismo. Anche Selene appare leggermente invecchiata: forse è per questo che la storia ingloba questa sua stanchezza e sembra quasi presagire un passaggio di consegne alla figlia. Inizialmente pensato come capitolo finale, Underworld: Blood Wars ha infatti un finale aperto, ma potrebbe anche passare il testimone direttamente alla serie tv di cui da tempo di vocifera. Sarebbe la sua destinazione migliore, a questo punto, visto che in teoria la saga può continuare all’infinito, magari con un ricambio generazionale e un formato che gli consentirebbe di trarre il meglio dal suo budget.

Per motivi cronologici, inoltre, questo quinto capitolo parte già sfavorito: vedendolo, infatti, sorgono spontanee associazioni di idee con l’immaginario ormai predominante del Trono di Spade, non solo per la presenza di Dance, Menzies e Faulkner in entrambe le saghe, ma anche per il look della colonia nordica di Var Dhor che ricorda tanto, troppo, la Barriera, e per l'aspetto dei suoi abitanti: è impossibile, anche sforzandosi, non pensare a Daenerys Targaryen. Il fatto è che il fantasy ha imposto e diffuso ormai i suoi canoni, che in questo episodio di Underworld prendono il sopravvento su quelli dell’horror, nuocendo all’originalità della serie. Ci sono comunque bei momenti, alcune splendide immagini di Praga e un nutrito gruppo di ottimi attori britannici (in alcuni casi provenienti anch’essi da serie tv come Sherlock e Damien), ma lo consiglieremmo più che altro ai fedelissimi della serie, visto che gli altri potrebbero avere l’impressione di essere entrati in sala a film già iniziato.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento