La Ragazza dei Tulipani Recensione

Titolo originale: Tulip Fever

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La ragazza dei tulipani - la recensione del film con Alicia Vikander

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La ragazza dei tulipani - la recensione del film con Alicia Vikander

Qualche anno dopo il successo de La ragazza con l'orecchino di perla, dal romanzo di Tracy Chevalier, arriva sullo schermo, 4 anni dopo la sua realizzazione, un altro film che parla – marginalmente - di pittura ed è ambientato nell'Olanda del Seicento (per la precisione nel 1636), epoca affascinante quanto ancora poco conosciuta in tutti i suoi aspetti. Il libro di partenza in questo caso è “Tulip Fever”, bestseller della scrittrice britannica Deborah Moggach - autrice anche del romanzo da cui è stato tratto Marigold Hotel - pubblicato anch'esso, come quello della collega, nel 1999. Nel 2004 a portarlo sullo schermo doveva essere John Madden, regista di Shakespeare in Love, ma dopo varie vicissitudini produttive il progetto è finito in mano ad Harvey Weinstein, ed è stato suo malgrado coinvolto nel caos dello scandalo che ha travolto il produttore e provocato la bancarotta della sua società.

Anche per questo il film arriva solo adesso sugli schermi, firmato da Justin Chadwick, che nella sua carriera si è spesso cimentato con opere di ambientazione storica, da L'altra donna del re a Mandela: Long Walk To Freedom, e adattato per il cinema proprio dallo sceneggiatore premio Oscar per Shakespeare in Love, il commediografo Tom Stoppard. La ragazza dei tulipani, come per ovvi motivi è stato ribattezzato da noi, nonostante abbia tutti gli elementi giusti per diventare un'opera di intrattenimento di un certo interesse, è il classico film sbagliato, dove è difficile indicare con assoluta certezza cosa sia andato storto a livello produttivo o di realizzazione (non c'eravamo), ma non lo è altrettanto ipotizzarlo, giudicando quello che abbiamo visto.

Partiremo proprio dal cast, che sembra messo insieme alla rinfusa, scegliendo nomi di attori affermati o emergenti di un certo richiamo e/o di note capacità, ma senza la minima logica. Nella storia della giovane orfana data in sposa a un ricco, pedante e anziano mercante che vuole un figlio, e della passione che nasce tra lei e il giovane pittore incaricato di ritrarre la coppia a gloria futura, salta agli occhi l'assenza di alchimia tra i protagonisti principali. Manca proprio quella tensione erotica capace di indurre una ragazza timorata di Dio alla trasgressione e al tradimento: per quanto quasi coetanei ed entrambi sulla trentina, inoltre, Dane De Haan sembra troppo ragazzino e Alicia Vikander troppo grande, quando nella finzione dovrebbe avere poco più di 17 anni. La loro interazione è puramente meccanica e si capisce che non è scattata sul set quella complicità tra colleghi capace di rendere credibile uno dei punti fondamentali della storia. Molto meglio, in questo senso, la coppia formata da Hollday Grainger e Jack O'Connell.

Christoph Waltz, nel ruolo del vanesio ma in fondo generoso mercante, non rinuncia ai manierismi che gli sono consueti, mentre è probabilmente finita sul pavimento della sala di montaggio, per motivi di durata e i troppi personaggi coinvolti, la sottotrama relativa al personaggio di Cara Delevingne, così come resta incongruo il coinvolgimento di Zach Galifianakis (attore che personalmente adoriamo) nel ruolo dell'inaffidabile assistente ubriacone Gerrit (ah, e c'è perfino, irriconoscibile, Matthew Morrison nel ruolo di Mattheus). E' al solito l'immensa Judy Dench a dare lezioni di recitazione e a mettere nel personaggio della badessa un brio, un umorismo e un'autorità tali da far scattare tutti sull'attenti.

A nuocere alla compattezza del film è anche il continuo cambio di toni e di registro: Chadwick sembra non aver ben deciso se sta dirigendo una commedia, una storia d'amore, un film storico o un dramma e gli ingredienti che utilizza non si amalgamano, tanto che gli inserti umoristici (Galifianakis, il ginecologo di Tom Hollander e la stessa Dench) sembrano appartenere a un altro film. La parte più interessante  – il mercato dei bulbi di tulipani, equivalente olandese della corsa all'oro, creatore della prima bolla speculativa della storia – resta sullo sfondo, e nonostante determini le sorti dei personaggi, non diventa mai metafora della fragilità delle passioni umane. Da sottolineare la bella fotografia di Eygil Bryld e le musiche (un po' sottotono) di Danny Elfman, per un film inerte come il quadro di una natura morta, che si guarda senza fatica, gustandone magari i singoli particolari, ma senza esserne toccati ed emozionati.

La Ragazza dei Tulipani
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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