La grande abbuffata

Titolo originale: La grande bouffe

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Ugo cuoco, Michel produttore televisivo, Marcello pilota, Philippe magistrato, sono amici e membri di un ristretto club di buongustai. Per un week-end gastronomico essi raggiungono la fatiscente villa di Philippe ove un tempo soggiornò Boileau. Mentre iniziano i lauti pasti, Marcello fa giungere tre prostitute che, tuttavia, se ne vanno non appena s'avvedono dell'indifferenza ed estrema banalità degli ospiti. Solo Andrea, una maestra che ha condotto gli alunni ad ammirare il "tiglio di Boileau" accetta l'invito di tornare alla villa per tutta la durata della tragedia.

CRITICA DI LA GRANDE ABBUFFATA:

"Ambizioso e barbosissimo apologo del provocatore nato Marco Ferreri, una grottesca allegoria contro la società del benessere destinata ad affogare i propri stravizi. Tra infinite flatulenze d'autore, le stesse che hanno fatto di Alvaro Vitali un esecrabile guitto, l'incolpevole spettatore ringrazia il cielo che la tecnologia non sia ancora riuscita a portarci gli odori al di qua dello schermo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 maggio 2001)

CURIOSITÀ SU LA GRANDE ABBUFFATA:

L PIANOFORTE SOLISTA E' SUONATO DA MICHEL PICCOLI.

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