Attraverso i miei occhi: la recensione del film su un piccolo eroe a quattro zampe

06 novembre 2019
3 di 5
8

La storia di una famiglia raccontata da un cane con la voce di Gigi Proietti.

Attraverso i miei occhi: la recensione del film su un piccolo eroe a quattro zampe

Il mondo non si divide in persone che amano gli animali domestici e persone che li detestano cordialmente o sono indifferenti alla loro compagnia e al loro sguardo liquido. Nell'epoca della solitudine, dell'individualismo sfrenato e dell'oggettiva difficoltà di rapportarsi all'altro, la "grande battaglia" si gioca fra chi predilige i gatti e chi non potrebbe fare a meno dei cani, e i trilioni di fotografie di cucciolotti postate sui social ne sono una chiara dimostrazione. Nel suo best seller tradotto in 38 lingue "L'arte di correre sotto la pioggia" Garth Stein propende nettamente per la seconda categoria, e la sua devozione nei confronti del migliore amico dell'uomo è tale che un Golden Retriever di nome Enzo diventa il punto di vista del racconto nonché un protagonista "muto" che parla con gli occhi, che comprende molte cose, quasi anticipandole, e che possiede una saggezza quasi millenaria che ci viene dispensata attraverso una voce fuori campo che nella versione originale è roca e graffiante e appartiene a Kevin Costner, mentre nella versione italiana è calma, pacata ed è quella di Gigi Proietti. E’ una voce prima di tutto spirituale, che ci avverte, all'inizio della narrazione (che poi coincide con la fine) che non bisogna piangere una perdita, perché la morte è solo una fase di transizione ed esiste un posto dove ci si rincontrerà, magari nella pelle o nel pelo di un'altra creatura. Enzo, che prende il nome da Enzo Ferrari, lo ripete più volte nel corso della nostra storia e la sua speranza è trasformarsi in un uomo per avere il sublime dono della parola nonché i pollici opponibili.

Questo mood "spirituale" attraversa l'intero film e infonde grande speranza a chi non ha saputo cavarsela al meglio fra i rovesci e i colpi bassi della vita, a chi, insomma, non è come il pilota automobilistico Denny, che poi è Garth Stein e anche Patrick Dempsey, che ha prodotto Attraverso i miei occhi e che quasi fa sentire la presenza muta del dottor Shepherd di Grey's Anatomy nella Seattle in cui la vicenda è ambientata. Forte di un simile invito a non arrendersi e a diventare padroni del proprio destino, lasciando che "la pioggia resti soltanto pioggia", la nuova opera del regista di Marilyn si prende il diritto di trascinare chi guarda in una tranche de vie di una tipica famiglia americana costretta a fronteggiare molte difficoltà, non ultima una battaglia per l'affido di una bambina. I toni, inizialmente, sono da commedia, e il modo in cui Enzo percepisce la realtà è spiritoso. E siccome capisce più di quanto si possa immaginare, tutti noi diventiamo quel cane che adora guardare la Formula Uno in tv e cominciamo a notare i cereali lasciati sul pavimento e a osservare gli umani dal basso, e interiorzziamo perfino sue intuizioni e i cattivi presentimenti dell'animale, e così ci affezioniamo a Denny, a sua moglie Eve e alla loro bambina Zoe, mentre impariamo a detestare i suoceri di Denny, insopportabili wasp che Enzo chiama "i gemelli".

Volentieri ci lasciamo trasportare dagli eventi, ammirati dalla regia di Simon Curtis e dalla sua macchina da presa spesso ad altezza cane. Ma un po’ più in là non possiamo non notare che Attraverso i miei occhi precipita nel melò, e allora comincia per noi, anime sensibili, un vero e proprio struggimento, perché tutto ciò che deve andare male rischia davvero di andare male (anzi, malissimo), e come se la consapevolezza che dovremo piangere la dipartita di Enzo non bastasse, ci troviamo ad assistere al concretizzarsi dei nostri terrori più nascosti. E allora, se non sapessimo che c’è un libro alla base del film, potremmo incolpare Curtis & Co. di un pizzico, se non di sadismo, di furbizia, non di retorica, per carità, ma siamo proprio sicuri che l'odissea di Denny possa avere su di noi un effetto catartico? No, non ne siamo sicuri, perché tante lacrime non ce le meritiamo. Eppure, stando più attenti, possiamo anche cogliere, nel film, un invito all'ottimismo, alla positività, perché Attraverso i miei occhi ci dice qualcosa di molto importante, e cioè che se ci amassimo l’un l‘altro incondizionatamente e non affogassimo nei rancori e nel non detto, andremmo tutti più d'accordo, se insomma prendessimo esempio dal chihuahua della nostra vecchia zia, dal bassotto della vicina o dal pastore tedesco del bel ragazzo che va a correre al parco, potremmo cambiare la nostra prospettiva. Forse non nutriremo mai nei confronti dei nostri cari l'amore incondizionato di cui soltanto un cane è capace e non saremo rispettosi e vigili come i testimoni a 4 zampe di brandelli di esistenze, ma da loro abbiamo comunque molto da imparare.

Visto che ha un protagonista che percorre circuiti automobilistici senza arrivare sempre primo, Attraverso i miei occhi ci spiega che la vita è come una gara di Formula Uno, irta di imprevisti ma anche punteggiata di inaspettate sorprese. Di inaspettate sorprese non ce ne sono molte nei film di Simon Curtis, e manca anche un po’ di arguzia e di sana follia, nonostante qualche sequenza quasi da immaginario horror. Forse Enzo è troppo uomo e troppo poco cane. Se fosse stato più cane, avrebbe fatto come i nostri Bubu, Fido e Rex, che attribuiscono a cose per noi banali significati buffi e bizzarri, diventando così spassosi e imprevedibili. Ecco, se c'è qualcosa che manca ad Attraverso i mei occhi è l’imprevedibilità, e a tratti, ahimé, anche lo spasso.

Attraverso i miei occhi
Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento