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The Warriors Gate, il viaggio epico in Cina con Dave Bautista, targato Luc Besson

Luc Besson è cosceneggiatore dell'action The Warriors Gate, che vede nel cast il roccioso Dave Bautista.

The Warriors Gate, il viaggio epico in Cina con Dave Bautista, targato Luc Besson

The Warriors Gate (2016) è un film d'azione ambientato in una Cina epica, con una presenza all'altezza della situazione, il roccioso Dave Bautista alias Drax dei Guardiani della Galassia. The Warriors Gate è concepito da Luc Besson, che lo ha prodotto e scritto insieme all'inseparabile collaboratore Robert Mark Kamen: mantenendo la confezione tipica dei film da esportazione dell'Europacorp di Besson, è una coproduzione tra Francia, Canada, Cina e Cambogia. La regia è affidata a Matthias Hoene, già nel 2012 autore del demenziale London Zombies.

The Warriors Gate, la Storia Infinita incontra Grosso guaio a Chinatown

Come spesso succede nelle sceneggiature di Luc Besson, si gioca con convenzioni cinematografiche o letterarie rodatissime. La storia di The Warriors Gate racconta infatti dell'adolescente Jack (Uriah Shelton), che vive solo con sua madre ed è preso in giro dai coetanei: il suo rifugio nel mondo dei videogiochi diventa una realtà quando il capo del negozio cinese in cui lavora, Mr. Cheng, gli regala una scatola magica che lo proietta nella Cina antica. Un contesto che gronda di anni Ottanta, dove non solo si sentono echi di La storia infinita, ma non manca nemmeno uno humor alla Grosso guaio a Chinatown.
Con suo sommo stupore, Jack capirà di essere fondamentale in quel contesto di antichi guerrieri: aiuterà l'audace guerriero Zhoo (Mark Chao) a difendere la principessa Sun Lin dalle mire politiche del crudele tiranno Arun (Bautista), intenzionato a sposarla per allargare i suoi possedimenti.

The Warriors Gate, una difficile coproduzione

The Warriors Gate fa parte di quelle operazioni in cui il mondo dell'intrattenimento occidentale sposa la causa dell'epica cinese, per far colpo in quel mercato. Non è però così semplice riuscirci a tavolino: con un budget di 48 milioni di dollari, il film ne ha incassati nel mondo poco più di 3.500.000, al 95% appunto in Cina, dove però un numero così risulta molto basso, tenendo presente l'enorme bacino di spettatori lì esistente. The Warriors Gate, al di là del boxoffice, è stato pensato però con onestà come evasione pura e semplice, alla quale il giovane regista ha cercato comunque di dare tutto se stesso, come ha dichiarato Hoene in un'intervista a SciFi Pulse.

Per me è eccitante che un regista tedesco, che è nato a Singapore e vive a Londra, possa lavorare con un produttore francese, uno sceneggiatore americano, una troupe cinese, francese e canadese, e con attori da tutto il mondo. [...]
Questo film in particolare è stato un viaggio iniziatico per il team dell'Europacorp. Lavorare con cast e troupe europei, americani e cinesi è stato molto più complicato in termini di comunicazione, che conta molto quando cerchi di mettere insieme un'avventura d'azione fantasy in costume, e ogni elemento dev'essere al suo posto. [...]
Ho fatto pubblicità, certo gli spot ti danno l'esperienza tecnica e la naturalezza sul set, utile quando passi poi al lungometraggio. Ma la narrazione degli spot si esaurisce in 10-20 inquadrature, mentre nei film non contano tanto le singole inquadrature, quanto le scene. E' la stessa differenza che passa tra uno sprint e una maratona.
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