Scusate se esisto!: che succede se Paola Cortellesi è sceneggiatrice e Raoul Bova fa il gay

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Scusate se esisto!: che succede se Paola Cortellesi è sceneggiatrice e Raoul Bova fa il gay

Ritmata, scoppiettante, esilarante, attuale e soprattutto autoironica come Paola Cortellesi che l’ha scritta, Scusate se esisto! è una commedia per metà in dialetto umbro in cui si parla di Italia, discriminazione femminile nel lavoro e di segreti che, un po’ per paura e un po’ per convenienza, si preferisce non rivelare.

Alla proiezione stampa perfino i giornalisti più seriosi ridevano di gusto – complice, in particolare, una zia ottantenne – e c’è da aspettarsi una calorosa accoglienza anche da parte del pubblico in sala.
La regia del film è di Riccardo Milani, alias Mr. Cortellesi, e questo spiega l’apertura al sociale e la lucidità di fronte ad alcuni argomenti comunque “caldi”.
Quanto al puro piacere per gli occhi, ci pensa Raoul Bova, che ritrova la talentuosa Paoletta a quattro anni di distanza da Nessuno mi può giudicare, dove interpretava un coatto di periferia.
Qui invece è un ristoratore dagli addominali e pettorali perfettamente scolpiti e un gay irrisolto: “ “Sapevo che il tema dell’omosessualità sarebbe stato affrontato in modo diretto” – dichiara l’attore. “Il mio personaggio poteva benissimo essere uno stereotipo, io ho cercato di non farlo sembrare tale. Con l’omosessualità si tende a esagerare o a scivolare nel vittimismo. Francesco è stato trattato con sensibilità. Purtroppo l’omosessualità è ancora discriminante: dovrebbe invece essere una normalità, un’accettazione sociale. Il nostro paese è ancora molto indietro su questo, come sulle donne”.

Al suo primo copione cinematografico, Paola Cortellesi spiega quanto ci sia di autobiografico nella storia dell’architetto Serena Bruno: “Come sapete ho fatto tanta Tv e, sedendomi a tavoli in cui ero l’unica donna, mi è capitato di avere la netta sensazione di essere trasparente. Mi sono accorta che il mio interlocutore, solitamente uomo, anche quando si rivolgeva a me guardava i miei colleghi uomini. Nel film volevo parlare dell’eterna vice: della donna – e ce ne sono tante – che vive nell’ombra del suo capo e che, pur essendo più preparata di lui, gli porta il caffè… non credo che un vice uomo farebbe tanto per il suo capo in gonnella. Infine volevo raccontare una storia d’amore insolita, la storia di una coppia di fatto che non condivide la sessualità, ma che comunque si ama e si rispetta”.

Felice di lavorare con sua moglie e di immergersi nelle fortunate acque della commedia, Riccardo Milani parla del significato del film: “Il cuore di Scusate se esisto! è la convinzione che nel nostro paese ci sia effettivamente del buono. In Italia c’è anche gente che non si rassegna, che combatte, che ritorna nonostante all’estero le condizioni lavorative siano migliori. Io credo nell’Italia, non sono fra quelli che vedono solamente il peggio”.

Le parole più incisive le pronuncia, davanti a una platea piuttosto nutrita, Ennio Fantastichini, che nel film fa la parte del titolare di uno studio di architettura, un tipaccio poco preparato e decisamente maschilista: “Mi piace ricordare, con i personaggi negativi che interpreto, che il mondo è pieno di stronzi. In Italia ogni tanto ci dimentichiamo chi siano veramente gli stronzi”.

Ecco il regista Riccardo Milani insieme ai protagonisti Raoul Bova e Paola Cortellesi e agli altri interpreti Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Marco Bocci e Corrado Fortuna, durante il photocall di oggi:










Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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