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La donna alla finestra: spiegazione, domande e risposte sul thriller di Netflix con Amy Adams

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Raffinato e articolato, il finale del film La donna alla finestra potrebbe lasciarvi con qualche domanda alla quale tentiamo di dare risposte.

La donna alla finestra: spiegazione, domande e risposte sul thriller di Netflix con Amy Adams

Rimane ancor oggi un thriller senza eguali La finestra sul cortile, uscito al cinema nel 1954. Il capolavoro di Alfred Hitchcock viene omaggiato nelle primissime immagini da La donna alla finestra, una sorta di cenno di riconoscenza nei confronti del film dell'insuperabile maestro del brivido al quale questo titolo, distribuito da Netflix sul proprio servizio streaming, si ispira. Tratto dall'omonimo romanzo di A.J. Finn, La donna alla finestra non eccelle per originalità, ma vuole difendere la propria personalità nella selva di titoli thriller che promettono di staccarci dalla realtà per un paio d'ore.

Diretto da Joe Wright che si impegna per conferire raffinatezza alla sua regia, probabilmente dando un'enfasi eccessiva alla teatralità della storia, il film ha una struttura articolata che procede a zig zag verso la risoluzione finale. Le righe che seguono non vogliono entrare nel merito del valore artistico, bensì della sua costruzione narrativa per capire se ciò che viene raccontato rende La donna alla finestra un thriller plausibile all'interno delle sue stesse regole.
Non dobbiamo dirvi che se non avete ancora visto il film incappate in severi spoiler, giusto?

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La donna alla finestra: spiegazione e analisi di alcuni snodi della trama

Il film è stato girato a cavallo tra l'estate e l'autunno del 2018 ed è uno degli ultimi progetti della 20th Century Fox prima della acquisizione della società da parte della Disney. Avrebbe dovuto uscire al cinema nell'ottobre del 2019, se alla proiezione test della prima versione un selezionato numero di spettatori non fosse rimasto interdetto. Il produttore Scott Rudin a quel punto ha ingaggiato lo sceneggiatore Tony Gilroy per riscrivere alcune scene e aggiungerne altre, nel tentativo di sbrogliare i nodi della storia che avevano generato confusione. La pandemia ha costretto poi a un nuovo rinvio dell'uscita in sala di La donna alla finestra, fino a quando è stato chiuso l'accordo in esclusiva con Netflix.

Il personaggio principale interpretato da Amy Adams si chiama Anna Fox. Ciò che dobbiamo sapere sul suo conto, per quanto riguarda la premessa, ci viene rivelato subito e in pochi minuti. La donna è in cura da uno psicanalista (l'attore Tracy Letts che è anche lo sceneggiatore) che la visita nella casa dalla quale non esce mai. La sua è una situazione che perdura da almeno un anno e tutto ciò che le serve per vivere lo ordina con consegna a domicilio. Anna è dunque sotto cure mediche per forti stati d'ansia e non esce in strada perché agorafobica. Questa condizione la porta a trascorrere molto tempo alle finestre dei diversi piani della casa, tanto da collezionare pettegolezzi su vite altrui che interpreta dal suo punto di vista. Assume farmaci, beve molto vino, e non si dimostra per niente saggia nel mescolare le due cose insieme. Tutte queste informazioni servono per conferire una limitata credibilità a ciò che Anna dice e vede, facendo di lei un personaggio in buona fede ma non attendibile.

Non nasconde misteri il colpo di scena finale, tanto da necessitare di una spiegazione. Per vedere però se tutto collima, possono sorgere alcune domande alle quali rispondiamo qui sotto.

Perché Katherine lascia credere ad Anna di essere Jane Russell, senza dirlo esplicitamente, ma facendole un grezzo ritratto firmato con quel nome?

Katherine, interpretata da Julianne Moore, è la madre biologica di Ethan ed è una donna dalla quale la famiglia Russell cerca di stare lontana da tempo. Come rivela David nel terzo atto del film, Katherine è fuggita dal marito quando era incinta di otto mesi e soltanto due anni più tardi Alistair è riuscito a rintracciarla in una comunità per tossicodipendenti prendendosi il piccolo Ethan e mandando lei in prigione. Negli anni la donna è diventata una stalker per Alistair, suo figlio e la nuova moglie Jane, tanto da indurre l'uomo a pagarla per stare lontano. Katherine rasenta la psicopatia e questo è un motivo più che sufficiente per giustificare il suo comportamento ambiguo con Anna. L'incontro tra le due donne rimane comunque casuale, avendo Katherine soccorso Anna sull'uscio di casa quando i ragazzini le lanciavano le uova.

Perché l'assistente di Alistair muore per una caduta dal sesto piano del suo appartamento?

Non è chiaro che rapporto avesse Pamela Nazin con il suo superiore, se si trattasse di qualcosa al di fuori della sfera professionale o no, né se la responsabilità della sua morte sia da attribuire a Ethan, nonostante lui stesso ammetta di averla guardata morire sull'asfalto del parcheggio. È legittimo supporre però che, dopo aver compreso quanto sia deviata la mente di Ethan, il ragazzo si sia presentato a casa della donna e per qualche malsana ragione l'abbia spinta giù dal balcone, iniziando così la sua "carriera" di serial killer. Se ci fate caso, quando Anna trova sul web la notizia della morte di Pamela, accanto all'articolo compare (non casualmente) un annuncio sponsorizzato per l'acquisto di un binocolo.

Perché Alistair Russell non dice alla polizia di Katherine e del fatto che sia riuscita a rintracciarli nella loro nuova abitazione?

Perché entrambe le occasioni in cui intervengono i due detective sono successive all'accoltellamento di Katherine. Alistair Russell (Gary Oldman) e la moglie Jane (Jennifer Jason Leigh) hanno chiaramente coperto Ethan aiutandolo a disfarsi del cadavere di Jane, ponendo così fine al loro incubo personale. La certezza che siano coinvolti arriva al secondo incontro con la polizia, quando è presente anche David che dice della notte trascorsa con una donna di nome Katherine che ha dimenticato il suo orecchino. Sentendo quelle parole Alistair non dice nulla.

Perché Anna non ricorda che suo marito e sua figlia sono morti?

A parte alcuni stati confusionali in cui si trova, dovuti alle medicine e all'alcol, Anna sa benissimo che Ed e Olivia (Anthony Mackie e Mariah Bozeman) sono morti. È il modo in cui sono trattate quelle informazioni che ci induce a pensare che siano vivi. Anna dice che è separata in due occasioni, una volta a Ethan e una volta a Katherine (quando crede sia Jane Russell). Semplicemente, lei sceglie di non informare i nuovi vicini della tragedia che le ha cambiato la vita e di cui sta pagando le conseguenze. Anna vive col senso di colpa per aver causato l'incidente che ha provocato la morte del marito e alla figlia e non riesce a elaborarne la perdita, tanto da conversare con loro nella sua testa. La sentiamo pronunciare frasi come "gli parlo tutti i giorni" o "mia figlia è con il padre" che offrono una doppia lettura a seconda di quanto si sappia sul loro conto e, quando la detective dice "la sua famiglia è morta", non è tanto a lei che si rivolge ma a noi. Anna non reagisce alla notizia, se non ripensando alla notte dell'incidente che ha il compito di mettere noi che guardiamo al corrente del suo passato.

Perché David non racconta alla polizia quello che svela successivamente a Anna?

Come abbiamo visto, David (Wyatt Russell) è in libertà vigilata ma ne sta violando i termini a livello geografico. Non dovrebbe allontanarsi da Springfield nel Massachusetts e invece è a New York. È comprensibile che non voglia immischiarsi in nessuna situazione che possa complicargli maggiormente la vita, specialmente con la polizia. Inoltre è convito che Anna si sia immaginata la morte di Katherine e non le dà credito.

Perché Ethan si nasconde in casa di Anna?

Il quindicenne Ethan (Fred Hechinger) non ha avuto un'infanzia felice e ne vediamo i risultati. Il ragazzo è molto disturbato e nel confronto finale con Anna le rivela di essersi nascosto in casa sua nei giorni passati, invece di andare nel New Hampshire per un programma di ecoterapia dove presumibilmente i genitori lo avevano inviato il giorno seguente l'omicidio di sua madre Katherine. Ethan aveva un mazzo di chiavi della porta di casa di Anna, perché è stata quest'ultima a darglielo quando era andato da lei molto scosso. Nel tentativo di proteggerlo da quello che credeva un padre violento, Anna gli aveva detto di entrare in casa quando ne aveva bisogno. È dunque lui ad aver scattato la foto ad Anna mentre lei dormiva.
Qui sotto il trailer di La donna alla finestra.

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