Benedict Cumberbatch: Auguri ad un attore unico e inimitabile per i suoi splendidi 40 anni

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Benedict Cumberbatch: Auguri ad un attore unico e inimitabile per i suoi splendidi 40 anni

Sosteniamo da sempre, con tutto l’amore per le star di altri paesi, che gli attori inglesi hanno una marcia in più. Sarà la consuetudine col teatro – soprattutto con l’opera del Grande Bardo, William Shakespeare – ma la Gran Bretagna ci ha sempre dato una quantità impressionante di attori meravigliosi, capaci di passare in un batter d’occhio dal ruolo di caratteristi a protagonisti di primo piano, dalla commedia alla tragedia, dal cinema impegnato a quello puramente d’evasione.

Oggi, 19 luglio, gira la boa dei 40 anni uno di questi magnifici interpreti, degno erede di attori come Alan Bates, Albert Finney, David Warner e Robert Shaw, per citarne solo alcuni. Come loro, Benedict Cumberbatch è in grado di dare il massimo a teatro, al cinema e in televisione, tre forme d'arte che affronta con la stessa vorace passione. Di lui ci piace tutto: gli occhi cangianti, la voce (è un dolore sentirlo doppiato, soprattutto in Sherlock), l’aspetto aristocratico da vero sangue blu (da parte paterna), il suo essere così british e tradizionale da fare le pubblicazioni ufficiali del suo fidanzamento sul Times, il guizzo di follia nel sorriso e nello sguardo da ragazzino, la sua disponibilità a mettersi in gioco e prendersi in giro (come dimenticare la sua bizzarra apparizione in Zoolander 2?).

Figlio di attori – i suoi, Timothy Carlton e Wanda Ventham, sono anche apparsi con lui in un episodio come genitori del suo Sherlock Holmes – ha commosso alle lacrime il padre che l’ha visto a teatro ed ha superato in talento entrambi. Al cinema è arrivato tardi, ma dopo una serie di particine ha conquistato sempre più spazio, fino ad arrivare alla sua prima e meritatissima candidatura all’Oscar nel 2015 per il dolente e appassionante ritratto di Alan Turing in The Imitation Game. A sottrargli la statuetta in quel caso è stato l’amico Eddie Redmayne per il ruolo di Stephen Hawking, che anche lui ha interpretato in maniera splendida in tv nel 2004.

Coi capelli ossigenati è stato Julian Assange, la Creatura e il barone Viktor Frankenstein a teatro, ci ha regalato uno dei migliori cattivi di sempre di Star Trek in Into Darkness e manco a dirlo sembra balzato fuori dalle pagine di Arthur Conan Doyle con la sua versione unica e inimitabile del detective nevrotico, misogino, cocainomane e geniale. E sarà, ne siamo certi, un fantastico Doctor Strange: del resto uno che ha insegnato inglese in un monastero buddista, di spiritualità qualcosa deve pur sapere. Auguri dunque a questo grande attore con una gallery delle sue interpretazioni non solo cinematografiche, perché, per lui, questo sarebbe davvero molto riduttivo.


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