Una commedia sulla paura di lasciarsi andare: Miriam Leone, Emiliano Corapi e Anna Ferruzzo presentano L'amore a domicilio

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Una commedia sulla paura di lasciarsi andare: Miriam Leone, Emiliano Corapi e Anna Ferruzzo presentano L'amore a domicilio

Ancora non ha una data d'uscita il secondo film di Emiliano Corapi, che è una storia d'amore fra le mura non di un carcere vero e proprio ma di una casa da cui, per legge, è impossibile uscire. Protagonista femminile della vicenda è Miriam Leone, alle prese con una ragazzaccia di nome Anna agli arresti domiciliari che, in un giorno di permesso, seduce un assicuratore che "si assesta" volentieri in una relazione che può tenere sotto controllo. A interpretarlo è Simone Liberati, che abbiamo conosciuto e apprezzato in Cuori Puri. L'attore non è l’unico personaggio maschile de L'amore a domicilio, perché il regista ha chiamato, per il ruolo di un evaso, Fabrizio Rongione. Nessuno dei due è andato al Bif&st ad accompagnare il film, che fa parte della sezione Nuovo Cinema Italiano in Anteprima. Insieme a Corapi c'erano però la Leone, accolta da fragorosi applausi e assediata dai vacanzieri del 1 maggio a caccia di selfie, e Anna Ferruzzo, che nel film è la madre di Anna.

Già autore del thriller con Vinicio Marchioni e Daniele Liotti Sulla strada di casa, Emiliano Corapi ha preso la parola per primo e ha spiegato la genesi del progetto, che lo ha portato a tentare - secondo noi con successo - il genere commedia sentimentale: "L'idea del film è nata tanto tempo fa e prende spunto da una cosa che mi è accaduta all'università, dove mi capitò di conoscere un ragazzo agli arresti domiciliari che, durante un permesso speciale per fare un esame, aveva incontrato una ragazza e si era fidanzato, movimentando così la sua piatta esistenza. Anni dopo, ripensandoci, mi è sembrato più interessante rendere una reclusa una ragazza bella, forte e un po’ folle, mettendo invece fuori dal carcere un giovane sentimentalmente pavido che non si avvicinerebbe mai a una donna del genere. La loro vicenda mi sembrava un ottimo pretesto per parlare della capacità di mettersi in gioco nei rapporti sentimentali e più in generale affettivi".

Girare L'amore a domicilio, che è un piccolo film indipendente, è stato appassionante e avventuroso, e ovviamente un po’ difficoltoso per tutti, ma Miriam Leone si è buttata a capofitto nell'impresa: "Abbiamo girato in condizioni di punk a bestia" - ha raccontato" - "quindi con grande creatività e amore, che poi sono le radici del nostro mestiere. E’ stato un lavoro di reclusione, visto che la location era praticamente sempre la stessa. Chiusi fra quelle quattro pareti, tutti quanti abbiamo cercato un orizzonte che fosse un po’ più in là, ma nello stesso tempo ci siamo dovuti per forza guardare dentro". 
Felice di dividere il set con Simone Liberati, "che è un bravissimo attore", la protagonista di Metti la nonna in freezer e Il testimone invisibile si è innamorata subito della sua Anna, e non per il suo coté dark e la sua aria da donna fatale: "Ringrazio Emiliano per avermi affidato questo personaggio diverso dagli altri che avevo interpretato. Anna, che vive in una reclusione sia fisica, perché è agli arresti domiciliari, che sentimentale, perché non ha un padre ed è in conflitto con la madre, ha una ferita profonda che forse solo l'amore può far guarire. Ho chiesto al regista di poter rendere il personaggio catanese, perché un po’ mi ricordava i tempi dell'università, momenti in cui di solito non te ne frega niente di niente e sei contro tutti perché sei contro te stesso. Anche Anna, in fondo, lotta contro se stessa".

La più grande avversaria di Anna, in una casa del quartiere romano di San Giovanni, è sua madre, che la Ferruzzo si è divertita a rendere imprevedibile, anticonformista e, come dice lei, "molto, molto rock". Di mamme l'attrice ne ha impersonate molte - facendo da genitrice a Isabella Ragonese ne Il padre d'Italia e a Beppe Fiorello in Chi m'ha visto? - e di fronte e file e file di sedie occupate, ha manifesta innanzitutto il suo entusiasmo per il festival e per la città che lo accoglie: "Mi fa piacere partecipare al Bf&st perché è una manifestazione della mia terra, vi sembrerà strano, ma è la prima volta che sono qui, i miei film sono stati tante volte a questo festival, ma non ero mai venuta a presentarne uno. Per me è stato molto divertente lavorare ne L'amore a domicilio, perché la mia Silvana si allontana dal cliché di madre, essendo una mamma senza maternage. Emiliano è stato molto preciso nel fornirmi la descrizione di questa donna, che doveva essere svagata, poco consapevole, a tratti inspiegabilmente tenera e anche… un po’ sfatta".
Alla Ferruzzo, Corapi ha dato un consiglio preciso, o meglio un ordine a cui lei, da brava scolaretta, ha obbedito: "Porto le lenti a contatto multifocali, che mi rendono molto presente, ho vissuto per anni nella miopia perché non amavo molto gli occhiali, poi ho trovato la felicità. Quando Emiliano ha saputo che le portavo, mi ha chiesto di girare senza. E’ stata una scelta vincente, perché la vista imperfetta mi dava quell'aria sbadata che era necessaria al personaggio. Mi sono divertita e grazie a Silvana ho tirato fuori una parte di me che vorrei esprimere più spesso al cinema, dove solitamente mi affidano ruoli molto drammatici".

Ha chiuso l'incontro di presentazione de L'amore a domicilio Miriam Leone, che subito dopo è corsa a dedicarsi una serie di interviste al sole e al vento. "L'amore a domicilio" - ha detto - "regala momenti di risate e anche di commozione. E’ molto difficile, al cinema, essere leggeri e dire contemporaneamente qualcosa di profondo. Questo film ci riesce, la sua leggerezza non è certo sinonimo di superficialità o semplificazione delle cose. Secondo me questa storia è piena di poesia e lontana da ogni retorica. Mi ha sorpreso tante volte, ecco perché sono orgogliosa di averne fatto parte". 



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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