Interviste Cinema

Tutti i segreti dei Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, raccontati dai protagonisti

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Presentato a Roma il film con Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Kasia Smutniak.

Tutti i segreti dei Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, raccontati dai protagonisti

Un tempo, neanche troppo lontano, si sarebbe definito Perfetti sconosciuti “uno psicodramma sul crollo delle maschere e delle ipocrisie borghesi”. Oggi, invece, il film di Paolo Genovese è “una commedia che racconta la vita segreta di tutti noi”, quella che al posto di essere chiusa nelle nostre coscienze o vergata con mano sofferente in diari col lucchetto, è affidata alle memorie dei nostri smartphone.
Tutto, in Perfetti sconosciuti, nasce infatti quando, durante una cena fra amici, qualcuno propone di giocare a un gioco che - si sa dall'inizio - finirà malissimo: mettere tutti i telefoni sul tavolo e rendere pubblici messaggi, mail, telefonate che arrivano nel corso della serata.

L'idea di raccontare la vita segreta delle persone era molto interessante per me,” racconta Genovese. “E per segreti non parlo solo di amanti o tradimenti di varia natura, ma di tutto quello che vogliamo tenere nascosto, per qualsiasi motivo, anche agli amici più cari.”
Quella di mettere lo smartphone al centro di tutto, però, non è arrivata subito: “Non è stato facile trovare il modo giusto per raccontare questa storia,” dice il regista, anche sceneggiatore assieme a Rolando Ravello, Paola Mammini, Paolo Costella e Filippo Bologna. “Oggi, dato che non possibile essere originali nelle idee, la sfida è esserlo nel punto di vista. In origine il gioco del cellulare era solo in una scena del film, e poi veniva abbandonato. Ma a un certo punto ci siamo chiesti 'e se diventasse tutto il film?'. Abbiamo provato, abbiamo visto che funzionava, e abbiamo scritto di getto.”

Film dall'impostazione teatrale per via dell'ambiente, praticamente tutto girato dentro un appartamento, e quasi sempre attorno a un tavolo, Perfetti sconosciuti, per funzionare, aveva bisogno di un cast di livello e affiatato. Genovese si è affidato un gruppo di interpreti, quasi tutti romani e quasi tutti amici da anni, che l'ha reso “orgoglioso” del risultato: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Kasia Smutniak. “Data la difficoltà del lavoro, e le sfide che comportava, abbiamo provato a immaginare fin dal lavoro di scrittura chi avrebbe interpretato chi: quando ci raccontavamo questo film, chiamavamo i personaggi coi nomi degli attori,” spiega il regista.

L'affiatamento del gruppo è stato tanto evidente sullo schermo quanto nel corso di una conferenza stampa dove, ognuno col suo stile e con la sua misura, il confronto ironico e goliardico tra gli attori l'ha fatta da padrone.
Ma non sono mancati i momenti seri, come quanto Valerio Mastandrea ha confessato che “questo film mi ha aiutato a vincere certe mie rigidità nella distinzione tra dramma e commedia che hanno accompagnato la mia carriera, e il risultato mi ha stupito”; o quando Edoardo Leo ha ammesso che sì, "c'è stata improvvisazione sul set, ma perché ce lo potevamo permettere per via di una partitura molto solida, con personaggi molto ben definiti. E poi durante le riprese ci siamo liberati dell'ansia che di solito accompagna il commento sul lavoro altrui, e ci siamo dati un sacco di consigli, andando così tutti molto liberamente nella stessa direzione”; o quando, ancora, Anna Foglietta ha parlato del film come di “un inno a andare oltre la superficialità, a dirsi le cose, a prendere di petto la vita, magari non catartico ma utile per sviluppare una nuova consapevolezza nell'uso degli strumenti tecnologici.”

Così, mentre Giallini gigioneggia sornione, e Smutniak e Rohrwacher dichiarano il loro odio per la festa di San Valentino, che cade a pochi giorni dall'uscita di Perfetti sconosciuti, prevista per l'11 febbraio, c'è tempo anche per Giuseppe Battiston di fare battute su certi argomenti sui quali “a Roma non si scherza”, e che non vi raccontiamo per non spoilerarvi il film.

Qualcuno, poi, dalla platea, evoca anche il fantasma di Ettore Scola. “Vuol dire che abbiamo fatto un bellissimo lavoro,” ride Giallini, mentre Genovese il confronto serve per ribadire quanto ama e amerebbe che si riprendesse tutti “quel modo di fare commedia, quella commedia che non è solo riso, e che contiene tutto, anche il drammatico. La commedia è un genere complesso.”

L'importante, ovviamente, è farla bene.
E per dirla con Valerio Mastandrea, questi sono i tempi giusti di smetterla di scrivere i film pensando al pubblico o agli incassi ma solo “a fare dei bei film.”
A far pensare che Perfetti sconosciuti sia uno di questi film, il fatto che già da cinque paesi hanno chiesto i diritti per un remake, e che le vendite internazionali siano già cominciate. Vedremo come reagirà il pubblico dall'11 febbraio di fronte alle oltre 500 copie con le quali il film di Genovese invaderà le nostre sale.

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