Interviste Cinema

Crudelia, il trionfo di costumi, trucco e scenografie

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Crudelia targato Disney racconta Crudelia De Mon anche grazie a un lavoro esteso ed elaborato su scenografie, costumi e trucco: le responsabili dei settori e il regista Craig Gillespie ci spiegano il loro impegno.

Crudelia, il trionfo di costumi, trucco e scenografie

Dal 26 maggio in sala e dal 28 in streaming su Disney+ in Accesso VIP, Crudelia racconta l'origin story di Crudelia De Vil, una delle cattive più iconiche dell'universo Disney, interpretata per l'occasione da Emma Stone, sullo schermo acerrima rivale della stilista / mentore Baronessa, alias Emma Thompson. Un film come Crudelia, diretto da Craig Gillespie, vive tuttavia anche del suo allestimento: trucco, acconciature, costumi e scenografie sono importanti tanto quanto le performance. Abbiamo discusso di quest'aspetto in una conferenza stampa con il regista e Fiona Crombie (production design), Jenny Beavan (costumi), Nadia Stacey (trucco e parrucco). Leggiamo cosa ci hanno raccontato della loro esperienza...

Crudelia, un mastodontico lavoro di allestimento

È la scenografa Fiona Crombie (nomination all'Oscar per La favorita) a spiegarci quanto Crudelia sia stato mastodontico sul piano produttivo, almeno nella sua carriera: non solo si parla di ben 120 set differenti, ma tutti richiedevano una cura del dettaglio inusitata, anche quelli più ristretti. Nel caso poi di scenografie ampie come quelle dei ricevimenti che ospitano diverse scene chiave, c'era da progettare l'ambiente per le temute riprese a 360° (che quindi costringono a realizzare le scenografie interamente!). Le sfide e gli imprevisti erano dietro l'angolo: persino una grande torta ha rappresentato un impegno considerevole, perché tendeva a collassare! Ogni ambiente aveva una palette di colori a sé stante, rispettata sia da Fiona sia da Jenny nei costumi.
Essendo Crudelia un film incentrato sulla moda e sull'apparire, la fatica di Nadia Stacey su trucco & parrucco ha tenuto testa agli altri reparti: solo una scena ha richiesto oltre 120 parrucche per tutte le comparse. "La notte non riuscivo a dormire: e se non le avessero colorate correttamente?"

Crudelia e la Baronessa, due stili a confronto, due sfide creative

Nel film il look di Estella / Crudelia cambia costantemente, riflettendo il modo in cui l'antieroina del film cerca se stessa e mantiene, almeno in questa origin story, due identità differenti, sulla strada per la "trasformazione". La Baronessa di Emma Thompson è stata relativamente più semplice da gestire: la Baronessa ha già trovato se stessa, e come fa notare la costumista Jenny Beavan, il suo look alla Dior è stabile nel corso della storia (e la presenza sul set della truccatrice personale di Emma Thompson le ha semplificato il lavoro!). Spiritosa la considerazione della veterana Jenny (Oscar per Camera con vista e Mad Max: Fury Road), su possibili paralleli tra lei e questi personaggi stilisti: "Ah, io non penso a me stessa come a una fashion designer, io racconto con i vestiti. E poi non sono cattiva come la Baronessa, i miei collaboratori li celebro e li sostengo!"
Gillespie conferma che una delle scene più divertenti e stimolanti sul piano creativo è stata la performance di Crudelia che salta fuori dall'immondizia, con un look che Jenny ha elaborato con estro. Idee memori della scena punk, ma non solo, perché Crudelia finisce per essere influenzata anche dal gusto della Baronessa, e il pastiche è dietro l'angolo: "Nel film c'è anche qualcosa di Vivienne Westood, Galliano... e costruiamo riciclando le cose, un tempo si faceva e fortunatamente la gente sta ricominciando a farlo". Jenny, classe 1950, è stata riportata indietro nel tempo dalla storia ambientata negli anni Settanta: "Cominci a lavorarci e dici: accidenti, io quello ce l'avevo, lo mettevo!"

Crudelia, una storia di ricerca e ispirazione

Il regista Craig Gillespie tradisce il suo sincero spasso per il progetto di Cruella: "I cattivi sono il meglio, con loro puoi spingerti oltre. Cercavamo un'empatìa divertente e un'area grigia tra il bene e il male". Area grigia sulla quale ha lavorato soprattutto Emma Stone, interprete di un personaggio sdoppiato in senso quasi psichiatrico. Come regista, Craig ha dovuto cercare l'ispirazione e trasmetterla: in puro stile Leone-Morricone, le sequenze che erano modellate sulla musica sono state girate con la musica diffusa proprio sul set, inseguendo le idee al momento.
Per i costumi di Jenny le ispirazioni arrivano in primis dalla sceneggiatura, poi da quanto era stato già fatto da Glenn Close nella Carica dei 101 del 1996 (la Close qui è executive producer). È stato poi il casting a guidare tutta la troupe nelle scelte migliori, a partire dalla giovanissima Tipper Seifert-Cleveland nei panni della Crudelia dodicenne (per Craig una folgorazione in mezzo a decine di provini londinesi), passando per l'umanità degli Orazio e Gaspare di Paul Walter Hauser e Joel Fry, meno tonti di come la gente li ricordava nel lungometraggio animato.
È evidente che Gillespie senta di avere fatto centro, sicuro di un'atmosfera ideale creatasi sul set ("I cani erano a loro agio, lo abitavano"), ricordata con affetto ormai a un anno e mezzo dalle riprese, dopo i numerosi ritardi nell'uscita di Crudelia dovuti alla pandemia.

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