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La casa di carta 4: Álvaro Morte ed Enrique Arce ci parlano dei nuovi episodi

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La serie di successo torna in streaming su Netflix con 8 nuovi episodi venerdì 3 aprile.

La casa di carta 4: Álvaro Morte ed Enrique Arce ci parlano dei nuovi episodi

Il conto alla rovescia sta finalmente per esaurirsi. Questo venerdì, La casa di carta torna su Netflix con la Parte 4. Come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione, i sentimenti e le questioni morali saranno ancora più centrali nei nuovi otto episodi. La situazione tra il Professore, i suoi ladri apparentemente allo sbaraglio e la polizia è precipitata velocemente da quando quest'ultima ha cominciato a giocare sporco. Prima Nairobi è stata colpita da un cecchino. Poi la finta esecuzione di Lisbona che ha lasciato il Professore sotto shock. Ora la scoperta di un infiltrato nella Banca di Spagna. Tutto sembra andare a rotoli e alla banda, così come al suo leader - mai così in disaccordo e disorganizzati - sembra importare più dei rispettivi affari di cuore che del colpo. Oppure no? Lo abbiamo chiesto ad Álvaro Morte ed Enrique Arce, gli attori che nella fortunata serie spagnola interpretano Sergio Marquina e Arturo Román, incontrati ad una roundtable virtuale causa Coronavirus insieme ad alcuni colleghi. Ecco cosa ci hanno raccontato della direzione intrapresa in questa nuova parte e, inevitabilmente, della difficile situazione che l'Italia, la Spagna e il resto del mondo stanno attraversando.

Quanto la riuscita del colpo è ancora importante per il Professore? A questo punto, sembra che a muoverlo sia il cuore più della mente? È giusto parlare ancora di Resistenza? Oppure la questione ormai è puramente personale?
Álvaro: Per iniziare, vorrei ringraziare e salutare tutti. È un piacere per me essere qui oggi a parlare con voi. E vorrei mandare un abbraccio forte a tutta l'Italia. Mi raccomando: forza, coraggio, in questa quarantena. Io credo che il Professore sia senz'altro una persona molto intelligente. Però, bisogna dire chiaramente che non ha assolutamente un'intelligenza emotiva. Sta vivendo per la prima volta una relazione sentimentale e non ha la minima idea di come gestirla. Non sa come portarla avanti. E questo è un punto fondamentale. Come qualsiasi persona, ha bisogno di trovare quell'equilibrio tra la parte razionale e quella più sentimentale. Di fatto, è molto in conflitto perché non è per nulla abituato a questo. Nella terza parte, ha una grossa lite con Raquel e, in effetti, è stata una delle scene che ho chiesto espressamente agli sceneggiatori. Non c'era alcun litigio tra i due e per me questo era imprescindibile, perché lui non aveva alcun tipo di esperienza nelle relazioni. In quel litigio, dice che si sente di tradire la banda, per tutta quella situazione. È molto destabilizzato. Non sa come gestire la relazione in termini razionali. E questo è il suo grande punto debole. Ma non credo che si sia mai dimenticato né di chi si trova nella banca né del motivo per cui stanno facendo un colpo né che bisogna riscattare Rio e, un'altra cosa importante, soprattutto per il Professore, rivendicare suo fratello.

La casa di carta

Quando penso ai ladri del cinema, mi vengono in mente George Clooney e Brad Pitt in Ocean's Eleven. Loro erano eleganti, affascinanti e iconici. In che modo i vostri personaggi sono riusciti ad essere altrettanto iconici?
Álvaro: Quando abbiamo creato la figura del Professore, sicuramente volevamo essere molto diversi dal George Clooney di Ocean's Eleven. I due personaggi sono sicuramente la testa dietro tutto quello che succede, però volevamo che il nostro fosse completamente diverso. Volevamo che avesse molto carisma, ma senza lo charme e l'eleganza di Clooney, ma esattamente l'opposto. Una persona piccola, con problemi di comunicazione, fondamentalmente timida. Volevamo un nerd e allo stesso tempo lo volevamo carismatico. È stato molto difficile trovarlo, però quando l'abbiamo trovato siamo riusciti a dare al personaggio quella carica umile che è la sua chiave. Perché il Professore non si dà mai importanza. E questo è uno dei motivi per cui il pubblico lo ama così tanto. È molto intelligente, però non se la tira.
Enrique: Per quanto riguarda Arturo, è una vera rottura di palle! Credo che, al di là di questo, fosse necessario trovare un contraltare. Diciamo un personaggio che all'inizio sicuramente non era molto divertente. Però, continuando a girare, siamo arrivati a capire che il personaggio aveva certi tratti tragicomici. Certo, anche profondi - è un ostaggio, ha un peso minore, però, fondamentalmente, è il contraltare tragicomico all'interno della storia.

Ci sono alcuni momenti in cui, vedendo Arturo, ci divertiamo tantissimo e altri in cui vorresti semplicemente prenderlo e buttarlo fuori dallo schermo. Abbiamo con lui un rapporto quasi conflittuale. Tu come vedi Arturo: come un aspirante eroe incompreso o come un piantagrane? Tu stesso l'hai definito un rompiballe.
Enrique: La cosa meravigliosa del lavorare con questo personaggio è che non è chiuso in questa semplice dicotomia. Ha una parte più divertente e più patetica, sicuramente scritta benissimo, e anche una parte eroica, che non tutti vedono, però fondamentale. Io non smetterò mai di battermi per questo. Voglio che il pubblico capisca. Perché se pensiamo a una situazione reale, in cui non siamo in una fiction, e il pubblico si identificasse con gli ostaggi e vedesse i ladri solamente come ladri, probabilmente Arturo passerebbe come un eroe. Cerca solo di sopravvivere e aiutare gli altri. Infatti, grazie alle sue azioni, nella prima parte scappano 19 ostaggi. Con lui, ho la possibilità di lavorare con un personaggio che non è chiuso dentro una struttura fissa. Ci sono stati episodi in cui effettivamente si è mostrato come un eroe, aveva scene mitiche, e poi aveva scene in cui si comportava malissimo, un codardo che cercava solo di salvare se stesso. Arturo è un personaggio che, quando inizia una stagione, non sai dove andrà a finire. Io lo sto vivendo in questo modo. Sicuramente è un rompipalle di prima categoria, però, magari, è anche la persona più umana e reale di tutte. Come saremmo noi in una situazione del genere? Forse proprio perché ci vediamo riflessi in certi personaggi che non ci stanno tanto simpatici.

La casa di carta

È giusto immaginarlo come un'altra minaccia per la banda, forse la peggiore?
Enrique: Credo che Arturo sia una minaccia a prescindere da tutto. Ricordiamoci che nelle prime due parti ci sono un paio di momenti in cui sta per scappare. Se non fosse stato per gli altri, sarebbe uscito. Senza contare che ha fatto in modo che 19 ostaggi si liberassero. È una persona che cerca di sopravvivere e non sono chiare le ragioni per le quali nella terza è entrato nella Banca di Spagna. È perché vuole davvero recuperare i rapporti con Stoccolma e vuole conoscere suo figlio? Oppure perché ha bisogno di rivivere quei cinque giorni di adrenalina, probabilmente la cosa più importante che gli sia successa nella vita e che lo ha fatto diventare un coach motivazionale? Io penso sia più probabile questa seconda ipotesi. Vuole vivere questa intensità mentre la sua vita era abbastanza mediocre da non averne. Se possa essere un personaggio pericoloso per la banda? Beh, la cosa buffa è il suo essere pericoloso a prescindere da quello che fa. Forse non vuole far saltare i piani della banda ma, alla fine, è così che sembra.

Anche in questi nuovi episodi, la storia si ingrandisce e succedono un sacco di cose sorprendenti!
Álvaro: Quello che hanno fatto gli sceneggiatori è portare le situazioni al limite, cercando di sfiorare l'inverosimile. E questo fa parte del fascino de La casa di carta.

Parliamo delle donne della serie. Hanno un ruolo sempre più importante e spesso, a causa di questo, c'è uno scontro con gli uomini. Le donne cercano una leadership, vogliono essere riconosciute nel loro valore, e gli uomini non sempre danno una bella immagine con la loro risposta. Cosa ne pensate?
Enrique: Ci sono state poche sequenze per me difficili da girare ma due tra le più difficili sono nella prima parte e in quest'ultima. Nella prima Arturo aveva una situazione strana con Mónica, la trattava un po' come un oggetto, cercava solo una gratificazione sessuale. L'altra mi ha fatto ancora più male. Ho chiesto ai produttori, al regista, di provare a cambiarla, perché proprio quando la stavamo girando in Spagna c'era stata una vicenda simile [l'attore si riferisce alla vicenda degli stupratori de La Manada], la miccia che ha fatto partire tutto quel movimento femminista che ha coinvolto poi tutto il mondo. Quello che fa è assolutamente inaccettabile. Ho litigato con gli sceneggiatori, gli ho detto che stavano condannando il personaggio. Penso sia stato davvero troppo. Non mi è piaciuto per nulla.
Álvaro: Mi considero totalmente femminista. Credo che anche La casa di carta cerchi in qualche maniera di esserlo, però non ci riesce al cento per cento. Ci manca ancora molta strada da fare per arrivare a definirci femministi. Abbiamo molto da imparare. Tutti, uomini e donne, dovremmo lavorare insieme per ottenere una vera uguaglianza di genere e magari un giorno, chissà, ottenerla.

La casa di carta

Come state vivendo questi giorni così difficili per tutto il mondo, soprattutto per la Spagna? I nuovi episodi de La casa di carta arrivano in un momento particolare. La serie sarà l'unica ad uscire il 3 aprile mentre il resto mondo dovrà restare a casa. Dal vostro punto di vista, sentite una maggiore responsabilità nei confronti del pubblico?
Enrique: Si sta parlando molto di questo, se non sia frivolo promuovere una serie come questa in un momento così difficile. In realtà, sono arrivato alla conclusione che, no, è tutto il contrario. In una situazione in cui il mondo è rinchiuso e mancano elementi che ci spingano ad andare avanti, forse è il momento giusto. Se ci pensate, La casa di carta ha numeri spettacolari. Probabilmente, e mi riferisco alla terza parte, siamo la serie che ha avuto il maggior numero di visualizzazioni di tutta Netflix. Adesso, ancora di più, non è soltanto una questione di intrattenimento ma è proprio un lavoro sociale. Il fatto che la gente aspetti con ansia positiva la nostra uscita fa sì che metta un attimo da parte i sentimenti meno positivi di questo periodo. Quindi arriva proprio nel momento giusto. Per quanto mi riguarda, non sento nessuna responsabilità. Credo che sarà una bomba e i numeri sicuramente saranno positivi.
Álvaro: Sottoscrivo tutto quello che ha detto Enrique. Se avessimo saputo che questa parte sarebbe uscita in questo momento storico, che fosse successo qualcosa del genere, forse sì, in quel caso avremmo avuto qualche genere di responsabilità sulle nostre spalle. Però abbiamo deciso questa data già da parecchio tempo. Netflix aveva proposto tutto questo in tempi non sospetti, pertanto non sento alcun tipo di responsabilità in merito alla questione. Però, sicuramente, sono orgoglioso - e felice, soprattutto - del fatto che possiamo effettivamente far vedere la serie alla gente in questo momento, perché magari siamo una piccola ventata d'aria fresca per quelle persone che stanno vivendo momenti difficili, così come di poterle aiutare a casa loro.

Anche nella quarta parte troviamo delle canzoni - anche italiane - che segnano alcuni passaggi fondamentali. Quale canzone vi piacerebbe avere come accompagnamento alla storia del vostro personaggio o quale canzone lo descrive meglio? E, se conoscete la musica italiana, quale canzone vi piacerebbe avere in futuro?
Álvaro: Cerco sempre di lavorare sui miei personaggi utilizzando la musica. Ci sono certe canzoni che mi ispirano quando devo creare il personaggio. Questo non significa che quella sia la musica che ascolterebbe il personaggio, ma è quella che ispira me come attore. Nel caso del Professore, ho lavorato con due canzoni molto diverse. Una è di un trombettista jazz, A Night in Tunisia, che sembra molto caotica ma in realtà è ben strutturata, e per i momenti d'azione, una canzone rock and roll di Jack White, Lazaretto. Per quanto riguarda la musica italiana, mi piace tantissimo, però mi piace molto di più quella classica e per La casa di carta userei Estate di Vivaldi. Nella prima parte abbiamo usato Allegro, ed Estate potrebbe essere altrettanto interessante.
Enrique: Anche a me piace molto la musica italiana. Ci sono alcune canzoni che vedo bene nella serie. Tra tutte, Nessun dorma.

La casa di carta sarà disponibile su Netflix con i nuovi otto episodi della Parte 4 da venerdì 3 aprile. Nell'attesa, ormai agli sgoccioli, vi lasciamo con il trailer ufficiale.



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