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Anteprima Big Little Lies 2: Gli aspetti e le novità che rendono questo ritorno un trionfo

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La serie di successo e il suo cast stellare tornano su Sky Atlantic e NOW TV con 7 nuovi episodi.

Anteprima Big Little Lies 2: Gli aspetti e le novità che rendono questo ritorno un trionfo

Dopo l'enorme successo della prima stagione diretta da Jean-Marc Vallée (Sharp Objects), Big Little Lies torna in tv - in Italia su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV da martedì 18 giugno - con sette nuovi episodi che propongono novità sostanziali, sia nel contenuto che nell'estetica del prodotto. Prima di tutto, il cambio dietro la macchina da presa: al posto del cineasta canadese subentra la britannica Andrea Arnold, che fin dalla prima puntata della nuova stagione si rivela decisamente più adatta a gestire il significativo scivolamento di tono della serie. Se infatti in precedenza Vallée aveva adoperato fotografia e montaggio in maniera (forse fin troppo) espressiva al fine di montare la tensione riguardante l'aspetto thriller della storia - chi è morto alla festa, e chi l'ha ucciso/a? - la prima parte della stagione 2 sviluppa invece il peso prima di tutto emotivo delle conseguenze di tali azioni. Ciò comporta che Big Little Lies sia ora più orientata verso il drama psicologico, e Arnold sa benissimo come esplorarlo senza sconfinare nel pietismo.

Anche a livello di scrittura e definizione dei personaggi le nuove puntate propongono uno studio psicologico molto interessante: ci riferiamo in particolar modo al personaggio di Celeste (Nicole Kidman), la quale non riesce a uscire completamente dal turbine di violenza e abuso in cui la relazione con suo marito, Perry (Alexander Skarsgård), l'aveva suo malgrado fatta sprofondare. Sotto questo punto di vista, il rapporto che la donna mantiene con la sua analista (una sempre perfetta Robin Weigert) diventa un punto focale per esplicitare che tipo di deviazioni anche mentali subisce chi è vittima di violenza domestica. Infatti, nonostante tutto il dramma che ha dovuto sopportare, Celeste continua a sentire la mancanza del coniuge, finché la Dott.ssa Reisman non la mette di fronte alla cruda verità: a mancarle non è tanto l'affetto quanto la battaglia. A livello emotivo è questo forse il turning point più emozionante e meglio definito dei primi episodi della seconda stagione, che in ogni caso certamente non dimentica gli altri personaggi.

Big Little Lies

Tutti, in maniera diversa, fanno i conti con quanto è accaduto nel finale del pluripremiato ciclo inaugurale. Bonnie (Zoë Kravitz) si chiude sempre più in se stessa, lei che in precedenza era il personaggio femminile più aperto al dialogo e al confronto pacifico. Ora, invece, il senso di colpa la schiaccia, e le uniche persone con le quali può confidarsi sono quelle stesse donne che l'avevano più o meno ostentatamente ostracizzata. Sebbene in maniera più subliminale, anche Madeline (Reese Witherspoon) e Renata (Laura Dern) sublimano il trauma degli eventi vissuti, attraverso un comportamento sempre più isterico - soprattutto la seconda - che corrode il rapporto con i rispettivi coniugi. Chi invece sembra iniziare un percorso di guarigione e affermazione personale è Jane (Shailene Woodley), la quale, seppur ancora bloccata a livello emotivo, inizia ad aprirsi verso l'altro sesso dopo aver incontrato Corey (Douglas Smith), un ragazzo che lavora con lei all’acquario.

L'altra grande novità di Big Little Lies 2 è ovviamente il personaggio di Mary Louise Wright (Meryl Streep), la madre di Perry, venuta a Monterey per sostenere la nuora e, più o meno inconsciamente, anche per capire cosa sia realmente accaduto a suo figlio. L'introduzione di questa figura spigolosa e al tempo stesso umanissima eleva le variazioni tematiche della serie, aggiungendo dilemmi morali e spessore emotivo alla vicenda narrata. Mary Louise è una donna ferita, disperata nella sua ricerca di un senso per ciò che è successo, e questo la porta a essere testarda, bigotta, decisa, passionale. Ancora una volta Streep riesce a sorprendere costruendo una figura sfaccettata, totalmente credibile nei suoi pregi ma ancora di più nei suoi difetti. Anche grazie a lei, la seconda stagione di Big Little Lies mette in scena una gamma ancora più variegata e precisa di ritratti di donna, sviluppandoli con pienezza ma senza benevolenza gratuita.

Se il lavoro fatto da Jean Marc Vallée nei precedenti sette episodi della serie voluta da HBO avevano costruito un mosaico stilizzato ed elegante di storie tutte al femminile, la nuova stagione realizzata ancora una volta dallo sceneggiatore David E. Kelley e dalla Arnold scavano più in profondità nell'universo complesso delle protagoniste, arrivando a momenti di introspezione psicologica di notevole impatto. Il risultato è un puzzle emozionale che si abbina perfettamente alla cornice elegante dell'ambientazione.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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