Un ritorno pieno di emotività e azione: Alessandro Borghi e i suoi due complici in Suburra 2

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Un ritorno pieno di emotività e azione: Alessandro Borghi e i suoi due complici in Suburra 2

È il suo anno, non lo nasconde quando glielo si fa notare. Non solo in Italia, visto che gli si sta per spalancare una carriera anche all’estero; “hanno capito dopo anni che anche noi possiamo recitare in inglese”, dice al proposito. Stiamo parlando di Alessandro Borghi che, maglione scuro, questa volta senza loghi in vista, ha presentato la seconda stagione della serie televisiva Suburra. Un momento decisivo per Netflix in Italia, quello della messa online della prima stagione della serie, così come per la carriera del nostro attore del momento, dopo la fresca candidatura ai David per Sulla mia pelle e il muscolare ruolo prelatino ne Il primo re di Matteo Rovere. “Devo tutto a Suburra, prima al film e poi alla serie”, dice con convinzione. Sono stati loro a credere in un giovane, ma non più giovanissimo, che da anni cercava di fare l’attore.

Aureliano Adami, famiglia di storici boss di Ostia, infatti, l’ha interpretato prima al cinema e poi nella serie. Come lui anche Giacomo Ferrara, lo zingaro Spadino, nome vero (del personaggio) Alberto Anacleti, giovane in ascesa poco ligio ai dettami famigliari di un clan sinti della periferia romana, molto somigliante ai Casamonica. Insieme a loro un personaggio nato nella prima stagione e ancor più in primo piano nella seconda, quello di Gabriele ‘Lele’ Marchilli (Eduardo Valdarnini), piccolo spacciatore e figlio di un poliziotto, che in questi nuovi otto episodi troviamo arruolato in polizia, già promosso al grado di vice ispettore. Sono loro i tre giovani astri nascenti della criminalità locale romana, pronti a creare problemi alle generazioni precedenti, su tutti a Samurai, da anni ‘il re di Roma’ che gestisce i traffici, gestendo il rapporto con la mafia che viene dal sud.

Come cresce il loro rapporto nella seconda stagione, i tre attori si fanno forza a vicenda anche presentandosi ai giornalisti, attività non fra le preferite di Borghi. Scherzano, sdrammatizzano, ma sembrano sinceri quando ricordano la loro bella avventura sul set, anche in questa seconda incarnazione. 

Sollecitato sulla Roma che sembra sempre uguale, incapace a rinnovarsi, Borghi ha risposto così. “Quando faccio la serie mi lego molto poco emotivamente all’idea che sto raccontando la mia città. Cerco di levarmi questo fardello dalla schiena, anche perché lo faccio molto con il cinema. In Suburra ho cercato di rapportarmi a un’idea di intrattenimento puro, vicina a uno standard internazionale, cercando di dare a spettatori di 190 paesi la possibilità di empatizzare con una storia che sia prima di tutto interessante da guardare. Non mi sembra che sia la piattaforma giusta per fare alcun tipo di denuncia. Poi dopo aver ricevuto tanti messaggi fin dall’Arabia Saudita il pensiero è dare loro una cosa fica da vedere”.

“La caratteristica di Suburra è quella di vedere ogni sfaccettatura del personaggio”, aggiunge Spadino. “Roma è presente, ma rimane sullo sfondo. L’animo umano è quello che, almeno parlando come attore, mi interessa raccontare.” Anche il terzo giovane protagonista, Eduardo Valdarnini, sottolinea come “rispetto alla prima stagione, in cui Roma era più protagonista, in questa seconda sono i personaggi al centro.
”Tre personaggi, i loro, che si liberano nella prima stagione di fardelli famigliari e diventano sempre più potenti, nei loro rispettivi ambiti. Sarà scontro finale? “Prima ci siamo trovati nostro malgrado ad accordarci”, aggiunge Giacomo Ferrara, “mentre in questa seconda ci accorgiamo come ognuno abbia bisogno dell’altro, per arrivare a ottenere quello che vuole. Soprattutto il mio personaggio cerca di essere il collante iniziale, cercando di costruire un triangolo, visto che in famiglia la sua posizione non è ancora salda. Sono il primo che si rende conto di aver bisogno di Aureliano e Lele. Poi vuole esplorare la sua sessualità, perché decide alla fine della prima stagione: zingaro e frocio, quindi vuole tutto. Prima pensava di dover fare un scelta, invece stavolta non ci sta a fare compromessi. Vuole tutto: il potere, la famiglia ed esprimere la sua sessualità, non vuole lasciare resti a nessuno”.

“C’è una battuta molto significativa che si sente anche nel trailer”, ci ha detto Borghi, “prima il problema erano mio padre, tuo padre e tuo fratello, ora non ci stanno più, ma il problema ce l’abbiamo lo stesso. Il problema è Samurai. Superata la fase d’identificazione in cui ognuno di noi cerca il posto giusto, ora bisogna capire come ottimizzarlo e capiamo come da soli valiamo poco, insieme siamo più potenti. Poi vedrete, succederanno tante cose, un sacco di dinamiche che riguardano le relazioni dei personaggi; è questo il valore aggiunto della seconda stagione rispetto alla prima: c’è molto meno plot e più persone, emotività. Torniamo dopo tre mesi e ho pensato che andavo a raccontare un personaggio a cui hanno ammazzato il padre, la fidanzata davanti agli occhi e la sorella se n’è andata e non sa più dove sta. Aiutami a dire tragedia, te la devi per forza portare dentro. A volte avrei voluto mettere più ironia nel personaggio di Aureliano, ma mi sentivo in difetto nei confronti di chi, guardando con attenzione lo sviluppo dello storytelling, avrebbe potuto dire: ma questo perché fa le battute che gli hanno sterminato la famiglia? Quindi ho cercato una misura e, se nelle prima stagione ogni tanto si lascia andare, nella seconda è un blocco di cemento, va dritto valutando quale siano le cose da fare per arrivare dove vuole”.

Suburra 2 sarà in streaming online su Netflix dal 22 febbraio.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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