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The Young Pope, Il mistero di Papa Belardo: ne parlano Paolo Sorrentino, Jude Law e Silvio Orlando

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L’attesa serie televisiva di Sky è stata presentata alla stampa.

The Young Pope, Il mistero di Papa Belardo: ne parlano Paolo Sorrentino, Jude Law e Silvio Orlando

Sala piena e atmosfera carica come nelle occasioni solenni per la presentazione della serie televisiva di Paolo Sorrentino, The Young Pope. Il cast praticamente al completo ha risposto per oltre un’ora e mezza alle domande della stampa, a qualche giorno dalla messa in onda della prima puntata, prevista per il 21 ottobre su Sky Atlantic. Il maestro di cerimonia è stato ovviamente il regista napoletano - già al lavoro sulla scrittura della seconda stagione - che ha raccontato un kolossal con pochi precedenti per la televisione italiana, costato 40 milioni di euro e girato come fosse un vero e proprio film di dieci ore e dieci puntate. I produttori presenti, Lorenzo Mieli per Wildside e Andrea Scrosati per Sky, hanno ricordato come l’80% del budget sia stato investito da partner stranieri del prestigio della francese Canal Plus e dell’americana HBO, per la prima volta coinvolta in un progetto nell’Europa continentale. Sono 80 i paesi che la trasmetteranno.

“È il risultato dell’intelligenza dei committenti”, ha dichiarato Sorrentino, “su tutti Sky e Willside, che hanno intuito come una serie televisiva possa realizzare le ambizioni di qualità autoriale una volta portate avanti dal cinema, accettando le due condizioni necessarie: la libertà creativa e una disponibilità economica importante. Si è ripristinata una sana dialettica fra regista e produttori, creando un equilibrio in cui ci si ascolta; una dinamica che ha fatto grande il cinema del passato.” Tanto ambizioso come progetto da richiedere l’intervento di partner internazionali di grande autorevolezza, mettendo in piedi un spettacolo internazionale, ma dall’anima e dalle ricadute economiche totalmente italiane.

Per una serie del genere ci voleva un protagonista di livello, come ha dimostrato la scelta di Jude Law, secondo molti nella sua interpretazione più convincente da molti anni a questa parte. “Il mio istinto inziale è stato quello di fare ricerche sulla storia del Vaticano, del papato, sull’influenza dei papi nella fede cattolica. Un mucchio di materiale che mi ha spaventato subito, non riuscivo a trovare un’indicazione chiara su chi fosse Lenny. Allora grazie a Paolo ho capito che era un mondo che ruotava intorno alla sua figura: un cardinale diventato papa che suscita molta curiosità, ama che la gente si domandi chi lui sia veramente. Per indossare i suoi panni bisognava inevitabilmente tornare alla sua infanzia da orfano, al suo passato. Parlando di postura, erano i vestiti a impormela; mi sono sempre domandato perché i papi mettono le mani giunte sulla pancia, o dietro la schiena. Quando ho indossato il loro abito ho capito il perché: posso metterle solo lì”.

Il Vaticano non è certo un terreno vergine per cinema e televisione. Il tentativo di Paolo Sorrentino, come lui stesso ha ricordato, era quello di rappresentare il clero in maniera diversa, “più credibile, visto che è stato sempre visto o come santo o malvagio, mentre noi volevamo raccontare degli esseri umani, con i loro limiti e pregi, una cosa che pensiamo non sia mai stata fatta prima. A chi pensa sia provocatorio il modo in cui l’ho raccontato, dico di avere la pazienza di vedere tutti gli episodi. Io li ho già visti, so come va a finire”, ha aggiunto, con uno dei suoi tipici sorrisi sardonici.

La figura di Lenny Belardo è contraddittoria e molto affascinante, l’anima stessa di The Young Pope. Jude Law è sinceramente entusiasta quando rievoca i mesi di lavorazione in Italia, e il lavoro fatto per comprendere un personaggio così sfaccettato. “Lui in realtà non mente, pur essendo pieno di contraddizioni. Ho cercato di comprendere come potesse sinceramente credere che una cosa fosse bianca, e un minuto dopo nera.” In un’epoca basata sull’apparire, Sorrentino ha scritto un personaggio che “lamenta come nella contemporaneità i potenti hanno perso totalmente la loro carica di mistero, non c’è più pudore nello svelarsi continuamente. Viene ritenuto un modo di agire arricchente e proficuo. Invece lui, pur essendo moderno in quanto neanche cinquantenne, reclama una strategia che alimenti il mistero intorno alla sua immagine.”

Non è mancato un appello del regista napoletano, “senza alcun intento polemico e riconoscendo il grande lavoro fatto in doppiaggio”, a favore di una visione in lingua originale con sottotitoli della serie. Una possibilità offerta da Sky Atlantic, su cui The Young Pope andrà in onda a partire dal 21 ottobre, ogni venerdì.

“Alla fine del film mi sono sentito come l’astronauta Cristoforetti”, ha dichiarato Silvio Orlando, alias il segretario di stato Cardinale Voiello, riguardo alla sua recitazione in inglese. Di questo e altro abbiamo parlato con lui in un’intervista video che trovate qui di seguito.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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