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Penn Badgley ha rischiato di morire da bambino: "Mia madre doveva rianimarmi ogni giorno"

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L'attore, che rivedremo presto nella quarta stagione di YOU, ha raccontato di aver sofferto di una rara condizione di salute che ha richiesto particolari interventi nel suo primo anno di vita.

Penn Badgley ha rischiato di morire da bambino: "Mia madre doveva rianimarmi ogni giorno"

Oggi lo conosciamo come il Dan Humphrey di Gossip Girl e come l'indomabile stalker assassino Joe Goldberg di YOU (che tornerà con la quarta stagione su Netflix il 9 febbraio), con una carriera di attore ormai decollata. Ma Penn Badgley, in realtà, è un vero e proprio miracolato. È stato lo stesso attore a raccontare una storia molto personale: da bambino, durante il suo primo anno di vita, ha dovuto affrontare le conseguenze dell'essere nato prematuro, con due mesi in anticipo. A causa di questa condizione, prima i dottori e poi sua madre hanno dovuto rianimarlo più e più volte. "Altrimenti il mio cuore e i miei polmoni si sarebbero fermati", ha detto Badgley spiegando che questa sua esperienza da piccolissimo ha comunque influenzato pesantemente la sua prospettiva sulla vita e sulla genitorialità.

Penn Badgley sarebbe potuto morire nel primo anno di vita: Il racconto dell'attore

Ospite del podcast HypocondriActor, Penn Badgley ha rivelato di essere nato prematuro e di aver necessitato di cure particolari durante il primo anno di vita. I medici, ha raccontato, nelle due prime due settimane di vita hanno dovuto prestare degli interventi continui affinché il suo cuore e i suoi polmoni non si fermassero. Una volta tornato a casa con sua madre, è stata quest'ultima a dover imparare le manovre salvavita rianimandolo in più occasioni, anche più volte al giorno. "Ero attaccato a un monitor che emetteva un segnale acustico molto forte", ha raccontato la star di YOU ai conduttori del podcast Sean Hayes e Priyanka Wali. "I dottori sostanzialmente hanno detto a mia madre, tipo, 'Questo accadrà di continuo quindi dovrai rianimarlo', ed è successo fino a circa un anno di età".

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Gli effetti di quell'esperienza da bambino sulla vita adulta

L'attore, pur non avendo ricordi di quegli spaventosi momenti, ha riportato i racconti dei suoi familiari che l'hanno letteralmente riportato in vita quando affrontava certe crisi. "Magari ero sul sedile posteriore, seduto sul seggiolino e collegato al monitor. E se il monitor si spegneva, chi si trovava lì doveva semplicemente toccarmi. Un tocco umano mi svegliava", ha raccontato. Alla fine, per fortuna, tutto si è risolto. Ma Badgley è convinto che quel periodo della sua vita abbia lasciato un segno su di lui. "Sono estremamente sensibile al tatto. L'ho appena notato nella mia vita, e in seguito ho capito che probabilmente dipende da questo", ha riflettuto.

L'esperienza, secondo lui, ha influenzato anche il suo rapporto con la morte e il suo modo di essere genitore, ora che è padre di un bimbo di 2 anni. "La morte non mi spaventa. Sembra strano da dire, ma in qualche modo sento che abbiano lasciato un segno quelle prime esperienze che ho avuto... tipo, posso entrare in una modalità molto solitaria e meditativa", ha detto. "Pensando al mio bambino ora, mi rendo conto che in realtà mi ha influenzato. Ha influenzato il mio modo di vedere la vita. Il mio bambino è così gioioso, e penso che avrei potuto esserlo anch'io", ha concluso.

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