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Nicholas Brendon di Buffy e Criminal Minds si racconta a Lucca Comics & Games

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L'attore, ospite della kermesse, parla senza peli sulla lingua della sua lotta con la depressione, dei suoi bizzarri fumetti e ovviamente delle serie a cui ha partecipato.

Nicholas Brendon di Buffy e Criminal Minds si racconta a Lucca Comics & Games

Quasi tutti, ne siamo sicuri, ricorderanno Nicholas Brendon per essere stato lo splendido interprete di quel pasticcione, dolce e spiritoso perdente di Xander, unico membro normale della Scooby Gang, che riscatta le sue debolezze umane facendo sempre la cosa giusta, in quella rivoluzionaria serie tv che è stata Buffy di Joss Whedon, che dal 1997 al 2003 ci ha deliziato coi suoi demoni, mostri e vampiri, creando personaggi iconici, importanti role model femminili e gettando le basi della tv di genere fantastico del decennio a venire. Dopo Buffy, Brendon non ha avuto una grande carriera, con l'esclusione della partecipazione a Criminal Minds, ma si è parlato più di lui per le sue disavventure giudiziarie e l'alcolismo, che per il suo lavoro. A Lucca, Brendon arriva sobrio, sincero, spiritoso e autoironico, a parlare del suo male oscuro, la depressione, che combatte col suo “Kicking Depression in The Gutter Balls Tour”, che dall'America lo ha portato in Europa e dove incontra i fan e chi soffre di problemi simili, col supporto di specialisti, in una serata al bowling o al karaoke, per parlare della malattia e trovare insieme la forza di superarla. A Lucca, dove resterà tutto il tempo, c'è la possibilità per venti persone di andare a cena con lui, in un ristorante top secret della zona (i dettagli sulla sua pagina Facebook).

Ci colpisce molto quest'uomo oggi 47enne, dal volto di ragazzino, che si presenta vestito molto casual e col cappello all'incontro stampa e di tanto in tanto si tira la maglietta come se gli desse fastidio, mostrando una fitta rete di coloratissimi tatuaggi. Nell'incontro, Brendon ha dichiarato di sentirsi molto meglio in Europa che in America, paese ipocrita dove in tv si possono far vedere morti ammazzati ma ci si scandalizza per un seno femminile, e dove nel suo tour di 150.000 chilometri è stato in posti assurdi in cui non tornerebbe mai. Oltre ad esprimersi in toni molto decisi contro quel “testa di... di Trump”, dalle cose che riusciamo a captare mentre salta di palo in frasca, seguendo il pensiero di un momento o la battuta che gli viene spontanea dai problemi di traduzione, ecco quello che ha detto sul suo (bizzarro) lavoro nel campo del fumetto, su Buffy – da cui, a quanto pare, è partita la sua depressione ("e dire che incontro tante persone che mi dicono che la serie li ha aiutati a superare i loro problemi", commenta con amara ironia) – e sul suo prossimo reboot, nonché su Criminal Minds.

I FUMETTI: METH MAN E JESUS

Col mio partner di scrittura ho scritto dieci fumetti ma lui ha firmato un contratto molto conveniente con la Pixar e in questo momento siamo fermi, Allora sto lavorando a un altro fumetto, Meth Man. Non so in Europa, ma in America c'è un'epidemia di metamfetamine adesso, e il mio protagonista tossicodipendente con questa sostanza ha cancellato una parte del cervello ma ora è in grado di utilizzare al massimo quella parte che in genere non usiamo. Diventa un supereroe ma vuole disintossicarsi, solo che il suo sponsor glielo impedisce perché deve salvare il mondo, per cui c'è questa dicotomia. Poi ho pensato a un graphic novel che vede il secondo avvento di Gesù a East Los Angeles, tra i latini, Maria è una ragazza di 18 anni, vergine, che resta incinta e viene lasciata dal fidanzato, Gesù, o meglio Jesus, entra in una gang e viene arrestato molte volte, viene mandato in riformatorio e lì trova i suoi discepoli. Dopo tutto Gesù frequentava gli ultimi, per cui non è lontano dalla realtà.

XANDER E BUFFY

Mi piaceva molto che Xander fosse il più normale possibile. Ero unico perché ero il solo a non avere dei poteri, mi piaceva essere quello debole, quello che faceva le battute e poi veniva picchiato. Ricordo un episodio di Halloween in cui diventavo un militare e l'ho odiato, non volevo che avesse nessun tipo di addestramento militare. Mi sono sentito onorato a essere unico. La cosa migliore di Xander per me era che era debole, umano e vulmerabile. Xander rappresentava Joss, se guardate il cast, tutti i personaggi erano ispirati a persone conosciute da Joss Whedon, con l'eccezione di Buffy, che era la sua idea per entrare in un vicolo buio da cui usciva l'oscurità, è come se Buffy fosse vista attraverso gli occhi di Xander. Adoravo il fatto di non avere poteri e non dover indossare un costume. Ridevo in faccia al pericolo.

Penso che il reboot potrebbe essere bello, è coinvolto Joss, è ambientato nello stesso periodo, solo 15 anni dopo. I nostri personaggi erano parte di quel mondo, quindi potrebbero far parte anche di questo. Non so di preciso se è un sequel, un reboot, un rimaneggiamento, una continuazione. Un giorno ho sognato che ripartivamo dalla stagione 8, non mi invitavano e io mi infiltravo sul set mentre giravano con Buffy e mi portavano via! Non so di preeciso cosa è, so solo che la nuova cacciatrice è di colore. Ho parlato con la nuova showrunner su Twitter e le ho suggerito di prendere come villain Dark Willow, che 15 anni dopo è diventata ancora più malvagia e fuori di testa, e in quel contesto Xander con lei è quello che avrebbe più senso. So che la Fox sta lanciando una piattaforma streaming tipo Netflix e che vogliono aprirla con il nuovo Buffy.

BUFFY E LE LODI DEI REPUBBLICANI

I fan di Buffy sono così fanatici e protettivi nei confronti dello show e stanno in entrambi gli schieramenti politici, che se parli male di Buffy perdi voti. E una serie che parla del trattare la gente con rispetto e del trattare se stessi con rispetto, per cui non vedo come si possa parlare male di questo. E il motivo per cui viene usato ora, nella nostra attuale situazione politica, è perché lui (Trump) è il mostro che uccidiamo in ogni episodio!

CRIMINAL MINDS

 Amo il personaggio di Kevin e mi è piaciuto essere nella serie. In parte la mia depressione è stata resa pubblica perché venivo arrestato spesso. Prendevo i medicinali sbagliati e mi facevano un brutto effetto. Potrei anche tornare, perché Kevin non è morto ma loro si sono resi conto che forse ero io la mente criminale, e non puoi fare uno show con quel titolo con un criminale dentro. Chissà, forse potrei tornarci, mi sono allontanato per lavorare su me stesso. E ora è un anno che non mi arrestano!



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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