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L'amica geniale 2: Quale futuro per Lila e Lenù? La spiegazione del finale di stagione

La seconda stagione della serie TV tratta dalla saga di successo di Elena Ferrante si è conclusa lasciando diverse questioni in sospeso.

L'amica geniale 2: Quale futuro per Lila e Lenù? La spiegazione del finale di stagione

Dopo otto appassionanti episodi, la seconda stagione de L'amica geniale basata sul secondo volume della saga letteraria di Elena Ferrante, Storia del nuovo cognome, è giunta al capolinea su Rai Uno. Con gli episodi 7 e 8, intitolati rispettivamente "I fantasmi" e "La fata blu", si è conclusa una stagione particolarmente emozionante e ricca di colpi scena.

Il finale della seconda stagione

Per Lila (Gaia Girace) e Lenù (Margherita Mazzucco), gli otto episodi di Storia del nuovo cognome hanno segnato definitivamente il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Ritrovate ancora acerbe nei primi episodi della nuova stagione, le abbiamo viste crescere accusando i colpi della ristretta mentalità del rione. Nell'episodio finale abbiamo iniziato a conoscere due protagoniste più mature, indurite e rese più ciniche dalle circostanze delle loro vite.

L'amica geniale finale

La laurea di Lenù e il sentimento di inadeguatezza

Nel finale di stagione abbiamo visto Lenù spiccare il volo allontandosi finalmente da Napoli e dal rione. Gli anni universitari a Pisa l'hanno calata in circostanze assolutamente inedite per lei rendendola colta, aperta e più sicura di sé. Eppure, quel sentimento di inadeguatezza che l'ha accompagnata da tutta la vita, prende ancora il sopravvento nel monologo che chiude il settimo episodio. Prima di gettare i quaderni di Lila nell'Arno, quasi a volersi disfare degli ingombranti ricordi della sua amica geniale, Elena si sente ancora un passo indietro rispetto a Lila:

"All'improvviso mi resi conto che tutta la mia vita era un quasi. Ce l'avevo fatta. Quasi. Mi ero strappata a Napoli, al rione. Quasi. Avevo amiche e amici nuovi che venivano da ambienti colti. Quasi. Di esame in esame ero diventata una studentessa ben accolta dai professori pensosi che mi interrogavano. Quasi. Dietro a tutti quei 'quasi' mi sembrò di vedere come stavano le cose. Avevo ancora paura e sentivo che da qualche parte Lila, come sempre, era senza 'quasi'".

La miseria di Lila e il rogo con "La Fata Blu"

Tornata al rione dopo la laurea conseguita con il massimo dei voti, Elena non è più la stessa persona di prima. Se nei primi episodi di questa stagione ogni sua decisione era una conseguenza alle azioni di Lila, perché fedele alla sadica promessa del "quello che fai tu, faccio pure io" stretta con l'amica da bambine, sul finale Elena agisce per se stessa. Eppure è afflitta da un immenso senso di colpa che la spinge a cercare Lila. La trova mentre lavora in pessime condizioni nel salumificio di Bruno Soccavo a San Giovanni a Teduccio; Lila non è più la raffinata signora Carracci e, forse per la prima volta, è Elena a poter aspirare a un futuro migliore. Ricevuto da Elena il racconto "La Fata Blu" scritto a dieci anni, Lila lo getta nel fuoco dimostrando di voler rinunciare definitivamente ai sogni e alle speranze della sua giovinezza. Nonostante tutto, le due amiche si ritrovano e giurano di non volersi perdere mai più.

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Il ritorno di Nino Sarratore

Il colpo di scena che più ha sconvolto i fan sul finale, però, è stato il ritorno di Nino Sarratore (Francesco Serpico), riapparso alla presentazione del primo romanzo di Elena. Nonostante Lila abbia sempre sostenuto di aver partorito un bambino frutto della loro relazione, Nino non è mai stato vicino a Lila dopo la nascita del figlio. La sua apparizione improvvisa negli ultimi minuti del finale in difesa di Elena, inerme di fronte alle critiche mosse al suo romanzo da un giornalista, fa presagire un ritorno nella vita della ragazza, da sempre innamorata di lui.

Il finale di Storia del nuovo cognome, in definitiva, è di fatto un ponte verso una (già confermata) terza stagione che si preannuncia vibrante proprio come le raffinate e taglienti parole di Elena Ferrante che la serie di Rai Uno ha saputo magistralmente interpretare.



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