News Serie TV

Ecco Diavoli, la serie thriller che racconta la finanza e i suoi "monaci guerrieri" secondo Guido Maria Brera

Oltre cento giornalisti di tutta europa hanno assistito alla conferenza stampa online con Brera, Alessandro Borghi, Patrick Dempsey, Kasia Smutniak e altri protagonisti e realizzatori della serie, che sarà su Sky Atlantic e Now Tv dal 17 aprile.

Ecco Diavoli, la serie thriller che racconta la finanza e i suoi "monaci guerrieri" secondo Guido Maria Brera

Pubblicato nel 2014 da Rizzoli, “I Diavoli” è stato il best seller che ha fatto conoscere al pubblico Guido Maria Brera, che prima di essere uno scrittore è un importante operatore nel campo della finanza internazionale, prima all’interno del Gruppo Fineco e poi nel Gruppo Kairos, di cui è stato un co-fondatore. Ora quel libro, thriller che svelava molti retroscena del mondo della finanza internazionale, è diventato Diavoli, una serie televisiva prodotta da Sky e Lux Vide in collaborazione con Sky Studios, Orange Studio e OCS, che sarà trasmessa dal 17 aprile da Sky Atlantic e Now Tv, e sarà disponibile anche on demand.

Diavoli: la trama la serie

La trama di Diavoli si svolge nel 2011, parte da Londra e ruota attorno a due protagonisti legati tra loro da un profondo legame, eppure entrati inevitabilmente in conflitto. Il primo è l’italiano Massimo Ruggero (interpretato da Alessandro Borghi), un giovane uomo che si è fatto da solo, arrivando a diventare lo spregiudicato e geniale Head of Trading di una delle più importanti banche di investimento del mondo, la New York - London Investment Bank (NYL); il secondo è l’americano Dominic Morgan (interpretato da Patrick Dempsey), CEO della banca e mentore di Massimo, nonché uno degli uomini più potenti della finanza mondiale.
Quando Massimo è a un passo dall’essere premiato con la carica di vice CEO, l’apparente suicidio di un collega e uno scandalo che coinvolge l’ex moglie di Massimo portano Dominic a negargli la promozione. Massimo è determinato a scoprire la verità su quanto successo, ma realizzerà presto di essere al centro di una guerra finanziaria intercontinentale, nascosta dietro a eventi apparentemente slegati tra loro come lo scandalo Strauss-Kahn, la guerra in Libia e la crisi economica europea. Il legame tra i due uomini inizierà a sgretolarsi, e Massimo dovrà scegliere se continuare a fidarsi dell’uomo che gli ha regalato una nuova vita oppure provare a fermare i suoi piani apparentemente spietati e diabolici.

Diavoli: il trailer della serie

Diavoli dal libro alla serie: parla Guido Maria Brera

“Questa serie è figlia di un lavoro collettivo, di uno sforzo di gruppo fatto con tutti gli sceneggiatori, con i registi e con il cast, che sono stati preziosi per portare qualcosa di sistemico come il mondo della finanza in televisione,” ha detto Brera nel corso della conferenza stampa online di presentazione di Diavoli organizzata da Sky, definendo “quasi eroica l’ambizione di raccontare una cosa così difficile come la finanza.” Per Brera la finanza “è un nuovo potere politico che incide sulla vita dei cittadini,” ma questo potere “non lo voleva, così come non voleva i riflettori che ora ha puntati addosso, ma lo ha assunto di fronte al vuoto della politica, che negli ultimi trent’anni ha portato avanti l’illusione che si potesse fare a meno del ruolo dello Stato nella vita pubblica ed economica.”
Se per Brera il mondo della finanza è “molto laico”, lo scrittore definisce i protagonisti della serie dei “monaci guerrieri, di cui vogliamo mostrare i dilemmi, raccontando il loro lavoro secondo una chiave narrativa. Per quanto trovi singolare chiedere alla finanza di avere un lato umano, qui il lato umano della finanza è incarnato dall’essere un vero civil servant del personaggio di Dominic, e dal vedere Massimo che si spezza quando scopre che la finanza è uno strumento politico, perché lui pensava di essere pagato per fare i soldi non per influire sulla vita delle persone.”
Brera, che della serie è ovviamente anche sceneggiatore, ci ha poi tenuto a raccontare lo sforzo fatto per rendere comprensibili i meccanismi finanziari che racconta senza per questo rinunciare a una serie di termini “che non si potevano non utilizzare, e ai quali non ci siamo volutamente sottratti.”

Leggi anche L'intervista a Guido Maria Brera in occasione dell'uscita del romanzo "I Diavoli"

Il cast di Diavoli: Alessandro Borghi, Patrick Dempsey, Kasia Smutniak

“Chi sono i Diavoli? Sono quelli che non pensavo che fossero all’inizio di questa avventura,” ha spiegato Alessandro Borghi, che in Diavoli è Massimo Ruggero. “Lavorando a questa serie ho avuto modo di sfatare molti luoghi comuni sugli uomini della finanza, molti dei quali hanno un’etica rigorosa che mettono sempre al primo posto. I Diavoli sono coloro che hanno il compito di mantenere l’ordine in un momento di caos. Tutti i personaggi in questa serie,” ha continuato l’attore, “sono caratterizzati da un estremo dualismo, da una parte molto cattiva e una molto buona: se alla fine lo spettatore si sarà fatto un'idea chiara su questi personaggi, allora avremo fatto il nostro lavoro.”
“Le scelte che compiono sono alla base della loro affascinante ambiguità,” ha concordato Patrick Dempsey, che nella serie è Dominic Morgan, uno che di ambiguità ne ha a pacchi. “Di Diavoli mi piaceva molto la storia, la sceneggiatura, oltre all’opportunità che mi dava di imparare e lavorare in Europa,” ha aggiunto l’americano, “e sono molto fiero del risultato finale, che arriva anche sugli schermi con un timing straordinario rispetto a quello che stiamo vivendo in questi giorni.”
Anche a Kasia Smutniak la cosa che gli è piaciuta di più della serie in cui interpreta il ruolo di Nina, la moglie di Dominic che è legatissima a Massimo, “è stata la doppia faccia del mondo della finanza, e la la grandissima opportunità di raccontare e spiegare alcuni aspetti molto importanti e difficili da capire di quel mondo. È una storia che parla in maniera passionale e romantica di un mondo apparentemente noioso, che mi ha colpito tantissimo.” Del suo personaggio l’attrice ha detto che “che sta in mezzo tra il bene e il male, e mi ha permesso di esplorare nel profondo quello che è affrontare il dolore. Nina e suo marito Dominic sono due persone che affrontano il dolore in maniera diversa, uniti nel dolore ma divisi dal modo in cui lo affrontano.”

I registi di Diavoli: Nick Hurran e Jan Maria Michelini

Per una serie dalle ambientazioni e dalle ambizioni internazionali, che ruota principalmente attorno ai poli di Londra e di Roma, la produzione ha voluto due registi, un inglese e un italiano: Nick Hurran e Jan Maria Michelini.
“Quella di Diavoli è una storia davvero pregnante, anche per le tempistiche che l’hanno fatta arrivare al pubblico, che ci ha condizionati tutti per la sua energia instancabile ed estrema.” ha detto Hurran, che è stato anche il regista che ha studiato l’aspetto visivo della serie, caratterizzato da un’estetica che rimanda alle architetture di vetro e acciaio del Canary Warf, del Gerkin di Norman Foster, e della Nuvola di Fuksas all’EUR. “Sono superfici piene di riflessi, un simbolo della voglia di nascondersi e di creare un’illusione dei protagonisti, intenzionati a tenere occulto il motivo reale delle loro azioni, ovvero il potere.”
“Nick è stato geniale nell’impostazione della serie, con una paternità di stile e di direzione fantastica,” ha commentato Michelini, che ha poi sottolineato come i tanti richiami a fatti realmente accaduti della serie - dalla vicenda di Gheddafi a quella di Strauss-Kahn passando per il conio dell’acronimo PIGS - siano stati rispecchiati anche nello stile della regia attraverso l’inclusione di schegge di telegiornali e trasmissioni news nel flusso delle immagini.
Anche Michelini, poi, come tutto il resto dei presenti alla conferenza stampa virtuale di Diavoli, ha voluto sottolineare la “coincidenza incredibile del debuttare in un momento storico periodi di crisi come questo, nel quale chi è responsabile del potere finanziario e politico è in qualche modo libero di decidere se aiutare e sostenere le popolazioni in difficoltà o se infierire per arricchirisi con speculazioni. Vedremo come succederà.”

Diavoli: attualità di una serie

“L’attualità della serie è impressionante,” dice a chiare lettere Guido Maria Brera. Che, certo, è parte in causa, ma che torto non ha. Come sottolineato da Michelini, Dempsey, Hurran e tutti gli altri personaggi coinvolti nella sua realizzazione, arrivare sugli schermi in un momento come questo, che Brera definisce “la Chernobyl della globalizzazione”, rende quello che racconta particolarmente interessante. Tanto che, se questa prima serie racconta i postumi della crisi economica del 2008, le manovre politico-finanziarie attorno alla crisi della Grecia e molti altri avvenimenti, per una seconda stagione che Nils Hartmann di Sky racconta come già in fase di scrittura, si partirà proprio “dall’incontro di due protagonisti in un locale in una Milano deserta per via del Coronavirus”, per poi tornare indietro nel tempo e raccontare quel che era avvenuto prima.
A proposito della crisi che stiamo vivendo Brera ha parlato di “due tipi di reazioni: quella del sistema autoritario cinese, che pare aver funzionato, e quella del sistema occidentale che si è dimostrata fallimentare sotto il profilo politico. Piaccia o meno l’unica reazione diretta è stata quella dei banchieri centrali, che hanno regalato tempo, e che sono abituati a reagire con immediatezza grazie catena di comando molto rapida, laica e cinica se volete, ma capace di risolvere in breve tempo laddove la politica si perde in mille incertezze.
Quello che è certo, per Brera, è che “il capitale dovrà andare verso una crescita più sana, per salvare un pianeta drammaticamente consumato negli ultimi trent'anni.”
E, in fondo, è anche di questo di cui si parla in Diavoli.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming