In difesa di Jacob e di una visione delle serie televisive meno frenetica

01 giugno 2020
3,5 di 5
51

Chris Evans è il protagonista di una serie televisiva thriller e processuale per Apple TV+ che punta su ritmi non frenetici e si prende il suo tempo per invitare a vivere la quotidianità di una famiglia sconvolta da una tragedia.

In difesa di Jacob e di una visione delle serie televisive meno frenetica

Il lancio di Apple TV+ è stato graduale, quasi in sordina, con appena poche decine di film e serie, per sondare un mercato in grande crescita come quello delle piattaforme streaming, poi esplose anche grazie alla pandemia di Covid 19. Netlix, Amazon Prime Video, Disney +, ma il futuro sarà sempre di più anche in mano alla casa di Cupertino, che si è aggiudicata il nuovo film con Tom Hanks, ma anche Sofia Coppola e, soprattutto, l’atteso ritorno di Martin ScorseseUna delle prime serie programmate è il thriller In difesa di Jacob, tratta dal romanzo omonimo pubblicato in Italia da Timecrime, che si sviluppa in otto puntate molto compatte, tutte scritte da Mark Bomback, creatore e showrunner, e dirette dal norvegese Morten Tyldum (Passengers e candidato all’oscar per The Imitation Game)

In difesa di Jacob è una serie che si gusta al suo meglio a piccole dosi, come sceglie di proporre i suoi contenuti Apple TV+ che, dopo una prima data in cui inserisce tre episodi, buoni per farsi un’idea e probabilmente decidere se proseguire o no nella visione, mette online un episodio a settimana, come accaduto al bestseller The Morning Show, riproponendo le abitudini di visione dei telefilm, delle serie di molti anni fa, prima dell’irruzione dello streaming nelle case e dell’esplosione di Netflix e compari. 

Una visione, insomma, che nega il binge watching, pur possibile una volta che tutta la serie è disponibile online, e pretende dei tempi diversi, potremmo dire “vecchio stile”; una fruizione più meditata e meno frenetica rispetto al binge watching, che risponde a un bisogno quasi bulimico ma rischia di “consumare” i prodotti come fosse una foto su Tinder a cui rispondere con un yes o un no. Un approccio quindi bidimensionale che probabilmente ci ha fatto perdere il piacere di degustare storie come In difesa di Jacob, che non sono tanto costruite su cliffhanger, colpi di scena a fine di ogni episodio, seminate per far venire la voglia di continuare agli spettatori, ma costruiscono piano piano un’atmosfera, un mondo. In particolare qui si ricrea una nuova intimità, una routine quotidiana impossibile, in una famiglia sconvolta da un evento drammatico, in attesa di un verdetto che potrebbe rendere definitiva questa rottura brutale del tessuto familiare.

Siamo nei pressi di Boston, nel New England suburbano pieno di verde, di villette a schiera eleganti e con giardino. Andy Barber (Chris Evans) lavora come braccio destro del procuratore distrettuale, è sicuro di sé, delle sue ottime prospettive di ulteriore carriera e della sua capacità di scavare nell’animo umano e di portare a casa i verdetti sperati in tribunale. Tutti lo rispettano, ha una moglie bella e adorabile (Michelle Dockery) che lavora in una organizzazione benefica e un figlio (Jaeden Martell) di quindici anni che è riempito d’amore all’interno della loro bella casa.

Un giorno Barber si porta a casa le angosce, le colpe nascoste e la paura che vive ogni giorno nei suoi casi criminali, visto che il figlio viene indagato per l’omicidio di un suo compagno di scuola, accoltellato a morte in un parco fra la loro abitazione e la scuola. Un’accusa inaudita, che presto gli costerà la revoca del caso, su cui stava già iniziando a indagare, ma soprattutto un periodo pieno di tensione domestica, arrivando fino al dubbio, incubo di ogni genitore: la paura di confessare di non essere pienamente certi dell’innocenza del figlio. Una radiografia insomma di ogni angolo più nascosto della vita all’interno di un nucleo familiare, fra dubbi e grigi, verità e segreti mantenuti tali per anni, magari in buona fede.

Chi è suo figlio veramente? Un normale adolescente alle prese con gli anni più complessi che si possano vivere, un alieno per i genitori o il degno erede di geni segnati dal crimine, che riconducono al padre di Barber?

Scordatevi frenetici colpi di scena, ma la serie di Bomback si fa apprezzare invece proprio per il modo insinuante e sottile con cui scava nei piccoli gesti, nelle apparenze e nelle pieghe più nascoste di casa Barber, fino a un processo finale che non delude, né fa crollare quanto con pazienza è stato costruito negli episodi precedenti. Nessuna scorciatoia o facile riconciliazione, non spetta certo a noi spoilerarvi alcunché, ma per la famiglia Barber, come per chiunque è coinvolto in un crimine del genere, a prescindere dalla colpevolezza o meno, ci sarà per sempre un prima e un dopo.

Infine fateci elogiare il cast della serie, con Chris Evans che è una nostra passione, specie quando lascia a casa lo scudo da supereroe, una sorprendente e intensa Michelle Dockery (la Lady Mary di Downton Abbey) e la novità Jaeden Martell, il figlio, che è stato recentemente lanciato dai due film basati su It di Stephen King. Per tacere di J.K. Simmons, un fuoriclasse che accompagna i momenti in cui vola più in alto questa dolente serie televisiva, con i suoi ritmi blandi e le varie sfumature di grigio.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento