High Fidelity, Recensione: Il reboot di cui non sapevamo di aver bisogno

16 marzo 2020
4,5 di 5

Vi diciamo perché abbiamo amato alla follia la serie con Zoë Kravitz nei panni del celebre protagonista di Nick Hornby.

High Fidelity, Recensione: Il reboot di cui non sapevamo di aver bisogno

Cambiano gli anni, le mode, la società, le modalità di ascolto e di scoperta, ma la musica continua ad essere una costante irrinunciabile nella vita di tanti che ancora oggi, a distanza di 25 anni dall'uscita di High Fidelity (da noi tradotto Alta Fedeltà), il romanzo di Nick Hornby, non sanno dire con esattezza se sia nata prima la musica o la sofferenza. Un quesito quasi impossibile da sbrogliare, che ci era stato posto sul grande schermo da John Cusack nel bellissimo adattamento cinematografico del 2000, di cui Sarah Kucserka, Veronica West e Zoë Kravitz hanno voluto realizzare un reboot fresco e attuale, col beneplacito dello stesso Hornby. Ma perché, secondo loro, noi appassionati di musica di tutto il mondo saremmo stati felici di poter riabbracciare (metaforicamente, s'intende, dati i tempi che corrono) Rob e le sue turbe mentali? Perché, come ha spiegato lo stesso Hornby in un editoriale su Rolling Stone: "Rob è riuscito a sopravvivere all'ingresso nel 21esimo secolo grazie al fatto che le persone sono ancora disposte a pagare per il lusso di una compagnia onnipresente come l'aria che respiriamo. E anche se adesso le playlist si creano in digitale, i cuori si infrangono nello stesso, doloroso e sconveniente formato analogico".

Perché il reboot di High Fidelity funziona bene

Come tanti suoi lettori, inizialmente anche l'autore era piuttosto scettico all'idea che la sua storia potesse essere aggiornata, ma è bastata una playlist realizzata da Zoë Kravitz a convincerlo del contrario: doveva solo essere sicuro che ad interpretare il suo protagonista fosse una vera "cercatrice d'oro vinilico" e non una sprovveduta millennial affascinata dalla nostalgia di epoche mai vissute, che non sa neanche come tenere in mano un 33 giri. E questa rielaborazione da una prospettiva femminile funziona soprattutto perché è lei a dare vita a Rob - diminutivo di Robyn - la proprietaria di un negozio di dischi decadente e in costante perdita nel quartiere di Crown Heights a Brooklyn, che a un anno di distanza dalla rottura con l'uomo della sua vita (Kingsley Ben-Adir), si mette in testa di ricontattare i suoi ex più importanti per scoprire la vera ragione per cui è "destinata ad essere rifiutata".

I nuovi amici di Rob

Al suo fianco non ci sono più il sociopatico Dick e l'incontenibile Barry: c'è invece proprio uno dei suddetti ex, Simon (David H. Holmes), che ha scoperto di essere gay mentre stavano insieme ma le è rimasto accanto in veste di amico, confidente e dipendente, e poi Cherise (Da'Vine Joy Randolph), una vera nerd della musica che maschera le sue insicurezze dietro un'arroganza snob, mentre cerca di debuttare come musicista. Le basi del racconto, quindi, sono molto diverse rispetto al film e al libro, ma senza essere forzatamente politically correct o creare una realtà impossibile in cui tutti ascoltano ancora vinili e odiano Spotify e simili. Il Championship Vinyl è quasi sempre vuoto, gli appassionati di musica, abituati ad avere la possibilità di ascoltare tutto in ogni momento, sono diventati veramente degli onnivori del suono, lasciando da parte i fanatismi per gruppi o artisti singoli e sostituendoli con pura ammirazione e genuina curiosità.

La colonna sonora di High Fidelity

Queste due caratteristiche fondamentali si riflettono nell'imponente colonna sonora su cui hanno lavorato Questlove, il batterista dei Roots nonché un professionista di grandissima cultura musicale, che ha agito da consulente esterno e produttore esecutivo, accanto ai music supervisor Manish Raval, Tom Wolfe (autori delle scelte sonore di Girls e Green Book) e Alison Rosenfeld (Preacher, Mr. Robot, Girls). Nonostante sentissero il peso della responsabilità - perché in fondo gli appassionati di musica sono tra i critici più spietati al mondo - hanno tutti collaborato a stretto contatto con Zoe Kravitz, per dare a ciascun personaggio una propria identità a tutto tondo e permettere a tantissimi giovani inesperti di scoprire pezzi da novanta della storia della musica.  

Gli omaggi al film di Stephen Frears con John Cusack

Oltre ad un'ottima colonna sonora e delle credibilissime interpretazioni da parte del cast, c'è anche una sapiente selezione degli omaggi al film tanto amato di Alta Fedeltà e una rielaborazione di alcune delle sue battute più famose. Ad esempio, la scena in cui John Cusack annuncia che "venderà cinque copie dell'album della Beta Band" è stata aggiornata con Swamp Dogg; la ex di Rob che ama tanto pronunciare la parola "notevole" passa dall'essere un'esperta d'arte all'organizzare party per influencer di Instagram come lei; l'urlo inquisitorio di Rob alla scoperta dell'esistenza di un'altra persona nella vita del proprio ex c'è ancora, ed è anche più sentito dell'originale grazie all'aggiunta del brano "Arrow Through Me" dei Wings subito dopo; i vari scenari possibili immaginati da Rob nell'incontrare la propria rivale in amore sono rimasti inalterati e sono uno dei momenti più esilaranti di tutta la serie; la scena della vendita della collezione di dischi più quotata che esista, che fu invece eliminata dal montaggio finale del film, è stata impreziosita da un confronto diretto tra Rob e il proprietario, che è l'emblema del misogino, arrogante e sedicente esperto di musica che tratta gli altri come fossero capre ignoranti. Insomma, è una forma di nostalgia intelligente, che non si limita a copiare, ma reinventa con piccoli dettagli significativi.

L'episodio dalla prospettiva di Simon e la probabile stagione 2 di High Fidelity

Di più di questo, c'è anche un episodio interamente dedicato a Simon e fortemente voluto dalle showrunner Sarah Kucserka e Veronica West, che grazie alla sceneggiatura di Solomon Georgio, dà allo spettatore un quadro ancora più ampio della storia e gli fa prendere una giusta pausa dalla confusione di Rob. Per concludere, l'unica cosa che manca a questa serie, per il momento, è una seconda stagione. Ma molto presto, probabilmente, avremo buone notizie al riguardo. Nel frattempo, per vedere in Italia la prima stagione di High Fidelity, attualmente disponibile solo su Hulu, dovremo aspettare che Sky, Netflix, Prime Video o altre piattaforme di streaming la distribuiscano.



  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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