Hanna: Recensione della seconda stagione di una serie sempre più matura e appassionante

10 luglio 2020
3,5 di 5
7

Hanna è cresciuta, è diventata grande anche la serie, nella seconda stagione, con una maggiore profondità di analisi e allargando le vicende a una spy story internazionale sorprendentemente spietata e appassionante.

Hanna: Recensione della seconda stagione di una serie sempre più matura e appassionante

Hanna non scappa più, da preda è sempre più predatrice. È questa la grande differenza fra la prima stagione di Hanna, serie britannica targata Amazon Prime Video Amazon ancora debitrice dal punto di vista della trama al film che l’ha ispirato, rispetto a questa seconda stagione in cui la protagonista, Esme Creed-Miles, sempre più a suo agio, non subisce più le decisioni altrui. Prima era spaurita, nel suo passaggio da anni di educazione e formazione fra i boschi, con il padre che cercava di mettere a frutto la sua forza e agilità non comune. Ora invece ha imparato a vivere nella giungla urbana, a mimetizzarsi quando serve, con cappuccio della felpa d’ordinanza, ma anche a interagire con altre persone, iniziando a sciogliere quello strato di algidità con cui è stata educata provando anche emozioni e qualche forma di sentimento; ovviamente senza esagerare.

Ora Hanna prende le sue decisioni, e vede in Clara, ragazza cresciuta nel programma segreto del governo Utrax per la formazione di ragazze da mandare sul campo come killer, sfruttando esperimenti genetici che le hanno rese particolarmente efficaci, una sorella. Quando i fatti le allontaneranno prenderà la decisione di fare di tutto per ritrovarla e liberarla di nuovo da The Meadows, il collegio iper segreto e dalla sicurezza ossessiva in cui è addestrata, una via di mezzo fra una residenza britannica di campagna alla Downton Abbey e la sede degli X-Men.

È l’universo stesso a cambiare, a ingrandirsi fino a contenere molte più location, assumendo la prospettiva di una spy story a tutti gli effetti, in questo ripercorrendo i passi di un chiaro riferimento della serie, Jason Bourne. Hanna comincia ad avere dubbi sulla scelta (del padre) di crescere lontano da tutti, anche dalle ragazze come lei, e la conoscenza di Clara la spinge sempre più verso il ricongiungimento, l’istituto in cui avrebbe dovuto crescere.

Questo permette alla serie di ampliare la gamma di giovani personaggi femminili, fra i quali convincono soprattutto la bionda, ma spietata, Sandy (Aine Rose Daly), l’espansiva Jules (Gianna Kiehl), oltre alla fragile Clara (Yasmin Monet Prince). Fra tanto parlare di quote e di storie al femminile, qui si agisce, si costruisce una storia potente in cui credibilmente sono al centro queste figure create in laboratorio, senza passato, se non quello inventato dietro gli specchi di The Meadows, che le abitua alla vita che le attende, sempre sotto copertura.
Giovani, carine e pericolosissime, quando si tratta di usare arti marziali e di freddare chi ostacola la missione.

In questi nuovi episodi si assiste poi a un capovolgimento delle alleanze, con la fredda e calcolatrice Marissa (Mireille Enos) che mostra lati umani e diventa la protettrice e prima alleata di Hanna, mentre appare un nuovo nemico, un “pioniere” del programma Utrax, il viscido (quindi efficace) Dermot Mulroney nei panni di John Carmichael, con il braccio destro, l’affascinante, ma non meno pericoloso, Leo Garner (Anthony Welsh).

Ogni personaggio ha il suo spazio, si va in profondità delle loro psicologie e dinamiche, sempre lasciando in primo piano l’elemento action e ipercinetico che rendono questa serie così godibile. Gli ultimi episodi accelerano ancora di più, con una resa dei conti fra le colline e il mare di Barcellona, in cui la serie regala le cose migliori in assoluto, fra prima e seconda serie, e ci lascia anche con un certo magone nell’abbandonare personaggi delineati con cura, oltre alla soddisfazione di aver seguito una storia ben scritta e non banale. Sempre che li si abbandoni veramente, e non ci sia spazio per una terza serie. A noi non dispiacerebbe affatto, e sospettiamo neanche a David Farr. Scopri Amazon Prime Video



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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