Domina, recensione della nuova serie Sky con Kasia Smutniak: Essere femministe nell'antica Roma

10 maggio 2021
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Gli otto episodi del drama saranno tutti disponibili su Sky e in streaming su NOW il 14 maggio: ecco la nostra recensione in anteprima.

Domina, recensione della nuova serie Sky con Kasia Smutniak: Essere femministe nell'antica Roma

Se per caso vi venisse voglia di cercare su Google Livia Drusilla durante la visione di Domina, la nuova serie Sky Original in arrivo il prossimo 14 maggio con 8 episodi subito disponibili su Sky e in streaming su NOW, rimarreste sorpresi nello scoprire che non solo Livia - qui interpretata con grande grazia da Kasia Smutniak - è realmente esistita. Ma anche che ciò che ci è stato raccontato di lei, la terza moglie di Ottaviano Augusto, trova ampiamente spazio in questa serie. Perché Domina non fa altro che partire da una storia vera, che è già assai affascinante di per sé, e riproporla da un punto di vista che gli storiografi (uomini) non hanno mai considerato: quello femminile. A testimonianza del fatto che i libri di storia romana sono una fonte inesauribile di storie affascinanti ed eterne, basta saperle raccontare. E, come capirete da questa recensione, Domina ne è più che capace perché è in grado di conciliare intrattenimento e raffinatezza tecnica, racconto avvincente e un'accuratezza storica che è raro trovare in prodotti del genere. 

Domina, la trama: La lotta per la sopravvivenza, in un mondo per soli uomini

Creata da Simon Burke (Fortitude) e Prodotta da Sky Studios, Fifty Fathoms e Tiger Aspect Productions, con Cattleya nel ruolo di executive production service, Domina racconta le lotte per il potere durante il principato di Gaio Ottaviano, che poi diventerà Cesare Augusto, primo imperatore romano. La serie parte all'indomani dell'assassinio di Giulio Cesare, nel 44 a.C, uno del periodi più turbolenti e più affascinanti della storia romana. La novità è che la storia viene raccontata dal punto di vista di Livia Drusilla, una donna proveniente da una delle famiglie repubblicane più in vista di Roma, che dopo la fine della Repubblica perde tutto. Eppure si rialza, più determinata che mai a riavere ciò che la storia le ha tolto, sposando proprio l'uomo responsabile della rovinosa caduta della sua famiglia. Livia è l'esempio perfetto di ciò che oggi verrebbe definita, con una parola che va molto di moda, resilienza: si piega ma non si spezza, scende a compromessi ma riesce sempre a far andare le cose a suo favore. Lo fa non tanto (o comunque non solo) per il potere ma per una questione di sopravvivenza in un mondo in cui le donne sono solo pedine nelle mani degli uomini. Lei ribalta la situazione, diventa consigliera di suo marito e - non crediamo sia uno spoiler se avete frequentato la scuola dell'obbligo - riesce a sopravvivere più che bene, visto che muore a 86 anni.

Domina

Domina, la recensione: Il fascino eterno della storia romana in una serie che sa anche intrattenere

Gli 8 episodi di Domina scorrono velocemente: si va dalla gioventù della protagonista - interpretata nella sua versione più giovane da una notevole Nadia Parkes (Doctor Who, The Spanish Princess) - fino alla sua definitiva ascesa come imperatrice di Roma. La vera storia di Livia Drusilla è così incredibile che per raccontarla non sono stati necessari mirabolanti espedienti narrativi o personaggi creati ad hoc (l'unico, comunque verosimile, è quello dell'ancella e poi liberta Antigone affidato a Colette Dalal Tchantcho). Sono bastati un cast all'altezza (anche i ruoli "minori" di Isabella Rossellini e Liam Cunnigham sono magistralmente interpretati), un ritmo travolgente e gli spettacolari studi di Cinecittà, con le maestranze di cui l'Italia può andare fiera (scenografia di Luca Tranchino e costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci, solo per citarne alcune). È una serie piacevole che conserva tutti gli aspetti di una grande co-produzione internazionale e mantiene le promesse. Meno cruenta e più pudica di Roma di HBO ma sicuramente più audace e interessante, a livello narrativo, di Spartacus - solo per citare alcune celebri produzioni tv ambientate nell'antica Roma - è una serie per tutti. Piacerà sia a chi cerca evasione e intrattenimento che agli appassionati di storia antica.

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Livia: Donna morigerata e fedele o manipolatrice?

È vero che in Domina trovano spazio anche le altre donne della vita di Augusto (Matthew McNulty, nei primi due episodi Tom Glynn-Carney): la seconda moglie Scribonia (Christine Bottomley), l'amata sorella Ottavia (Claire Forlani) e la problematica figlia Giulia (Liah O'Prey). Ma l'attenzione è inevitabilmente catturata da Livia che pure la storiografia ufficiale ci presenta con una doppia faccia: da un lato donna morigerata e austera, dall'altro manipolatrice ("Ulisse in gonnella", come Svetonio ci dice che la chiamò Caligola). La serie ce la mostra forse come una via di mezzo, una matrona capace di decidere per sé e di autodeterminarsi, ma anche ben consapevole dei limiti a cui dovevano sottostare le donne della sua epoca. Non sta né a noi né al creatore della serie Simon Burke dare un giudizio definitivo. Domina, come tante altre serie tv, racconta soltanto una storia. Ma lo fa in modo impeccabile.



  • Giornalista professionista
  • Appassionata di Serie TV e telespettatrice critica e curiosa
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