Trolls: World Tour, la recensione del sequel DreamWorks Animation direttamente in streaming

10 aprile 2020
3.5 di 5
11

La Universal dirotta Trolls 2 dalla sala allo streaming: preparatevi a un'inondazione di colori e musica.

Trolls: World Tour, la recensione del sequel DreamWorks Animation direttamente in streaming

Proprio mentre Branch sta meditando di dichiarare il suo amore a Poppy, regina dei Pop Trolls, arriva un misterioso invito a una festa indetta da Barb, sovrana dei Rock Trolls. Esistono quindi altri mondi di Trolls? A quanto pare sì: cinque universi per cinque stili musicali, cioè pop, funk, classica, rock e country (più qualche altro disperso). Quale migliore gioiosa occasione per riunificarsi? Se però Poppy pensa a una riunificazione col sorriso, la durissima Barb ha piani diversi. Ma saranno poi così diversi?

Diretto da Walt Dohrn, questo Trolls World Tour, seguito del buon successo di Trolls di qualche anno fa, è un film di animazione al quale spetta suo malgrado un ruolo storico in ambito cinematografico, al di là delle intenzioni originali del team DreamWorks Animation. A causa dell'emergenza Coronavirus, la Universal ha deciso infatti di sfidare le convenzioni e dirottare in streaming, a noleggio e in vendita, un film concepito e prodotto con in mente il grande schermo, per dedizione tecnica e respiro. Allo spettatore si richiede quindi la maturità per apprezzare la differenza tra una qualsiasi overdose di streaming indirizzata ai più piccoli, in prodotti di budget televisivo, e un sequel con tutti i crismi del caso.
Messaggio e storia non potrebbero essere più chiari e più sintonizzati su dibattiti sempiterni, resi più veementi dai social: convinta che il rock sia l' "unica vera musica", Barb vuole recuperare le quattro corde magiche che forniscono l'anima musicale alle altre tribù, onde unificare il mondo sotto il dominio del rock. L'ironia della sceneggiatura è centrata, perché rimescola stereotipi sia sui singoli generi (come il country appesantito da testi tetri) sia sulle diatribe di superiorità e inferiorità tra gli stessi generi: chiunque si sarà imbattuto in rabbiosi discorsi di questo tipo sulla rete, e vederli trasposti in chiave fiabesca e comica è piuttosto divertente. Approfondimenti reali naturalmente mancano: a parole si rispetta anche la musica classica, nella pratica è la meno rappresentata nella vicenda, per fare un esempio. Ciò conferma indirettamente che, almeno per il grande pubblico, esistano effettivamente generi che alla prova dei fatti "soccombono" agli altri, a dispetto del volenteroso appello alla coesistenza pacifica.

Naturalmente, Trolls World Tour rimane un'opera per tutta la famiglia, umorismo e leggerezza la fanno da padrone, perciò prendere troppo alla lettera i suoi contenuti è un esercizio relativamente proficuo. Anche perché, se si accoglie il discorso sui generi musicali come metafora più generale, l'apologo sull'inevitabile diversità del mondo è condivisivile senza alcun dubbio: oltretutto, va proprio apprezzato che gli autori, a poco a poco, costruiscano un parallelo tra la dolcezza impositiva di Poppy e l'aggressività di Barb, che nei risultati alla fine non sarebbero poi così agli antipodi. Educativo.
Allo spettacolo si assiste con piacere, perché la direzione artistica e il tono lisergico della messa in scena non conoscono freni: sono curatissimi colori, animazioni e design degli ambienti (splendido il Grand Canyon di cuscini), in un bombardamento acido musical costruito su hit di repertorio e brani originali. La vivacità della regia supplisce a qualche gag più risaputa, ma potenzia con inventiva visiva spiritosa pure quelle meglio costruite.
Strana nella versione italiana la sostituzione di Alessio Bernabei ed Elisa (Branch e Poppy nel primo capitolo Trolls) con Stash e Francesca Michielin nel sequel: nel recitato se la cavano comunque sia loro sia Elodie nei panni della tostissima Barb e Sergio Sylvestre come minuscolo Diamante, pur dando il meglio naturalmente quando mettono alla prova la loro ugola. Visto che il film sarà distribuito in streaming, prendete in considerazione l'idea di attivare il doppiaggio originale per ascoltare il cameo di Ozzy Osbourne nei bofonchiamenti di Re Thrash. 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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