Tremors, ha 30 anni l'intelligente monster movie con i vermoni Graboid

08 luglio 2020
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30 anni fa usciva in Italia Tremors con Kevin Bacon e Fred Ward, un monster movie vecchio stile che, come il miglior cinema di genere sa fare, ha qualcos'altro da dire a chi voglia ascoltare.

Tremors, ha 30 anni l'intelligente monster movie con i vermoni Graboid

Val (Kevin Bacon) e Earl (Fred Ward) sono due amici factotum nella piccola comunità di Perfection, vicino alle montagne della Sierra Nevada. Stanno proprio pensando di lasciare i loro amici per la città, quando quattro misteriosi giganteschi vermoni, battezzati al volo "Graboid", cominciano a muoversi come trivelle nel sottosuolo, di quando in quando spuntando per banchettare con qualche malcapitato. Isolata, inerme, Perfection dovrà usare il cervello per sopravvivere.

Nell'estate italiana del 1990 apparve timidamente nelle sale questo Tremors di Ron Underwood, un monster movie classico che all'uscita si rivelò un flop. Incredibilmente, visto che era costato molto poco, solo dieci milioni di dollari, portandone a casa negli Usa a stento sedici. Incredibilmente, perché a partire dal 1996 fino al 2020 ha continuato a generare seguiti (ben sei!) e una serie tv nel 2003. L'enigma è spiegato: Tremors in effetti, pur apprezzato dalla critica, si fece davvero amare nel mercato dell'home video e in tv, tanto che Tremors 2 arrivò solo nel 1996, il tempo per far assaporare freddo ai suoi autori Brent Maddock e S. S. Wilson il gusto della vittoria, decretata da un numero crescente di fan che scoprirono lentamente il divertimento semplice e pulito che offriva.

Come il coevo (ma più fortunato al boxoffice) Tartarughe Ninja alla riscossa, Tremors rappresenta quegli ultimi fuochi di un cinema dagli effetti speciali e visivi di stampo analogico, ottico e artigianale, sotto l'occhio attento della producer Gale Anne Hurd, già dietro alla saga di Terminator e guarda caso dietro al televisivo The Walking Dead, un'altra storia di sopravvivenza. L'ambientazione desertica richiama le suggestioni di Them!, noto in Italia come Assalto alla Terra, dove le formiche crescevano fino a diventare gigantesche. La sceneggiatura di Tremors tuttavia, pur attenendosi agli ingredienti del monster movie, rispetto a quelle radici mostra un distacco autoironico e una lettura non metaforica, almeno in apparenza: le battute si sprecano, la recitazione di Ward e del Bacon reduce da Footloose è consapevolmente caricata, le musiche di Ernest Troost passano dal country all'epico senza porsi troppe remore. La dinamica dell'attacco sotterraneo farà anche risparmiare sugli effetti speciali, ma funziona ed è gestita con suspense guardando pure allo Squalo, in buon equilibrio col tono umoristico di cui sopra.

A trent'anni di distanza però, immersi come siamo nei dibattiti sulla rete, in un periodo in cui l'America riflette sempre più spesso su se stessa, forse alcuni elementi di Tremors sono più significativi di come appaiano a uno sguardo superficiale, magari nerdicamente più concentrato sui disgustosi vermoni. L'ambientazione è suggestiva non solo per le location comunque bellissime: il film fu girato in realtà nella zona di Lone Pine in California, ma orientandosi ugualmente verso la Sierra Nevada. C'è una grande attenzione nel caratterizzare con simpatia questa combriccola di personaggi un po' "hillbillies", zoticoni rurali portatori però di una genuinità e di un'arte d'arrangiarsi affinata da un isolamento quasi totale, e chissà se psicologicamente oggi la grande connettività ha davvero cambiato le cose sul piano culturale. I coniugi Burt & Heather, paranoici fieri portatori di un arsenale che si rivela utilissimo, sono dipinti con simpatia ("Non prenderò più in giro il vostro stile di vita!"): difficile non rivedere in loro i tanti feticisti americani delle armi da fuoco.
Alla fine hai la sensazione che, oltre al divertimento, Tremors sia portatore di quella profondità involontaria del miglior cinema di genere. Se ti allontani dal meccanismo narrativo e allarghi lo sguardo, scopri che compreso nel prezzo dei Graboid ti è stato regalato con naturalezza e senza volontà morali uno spaccato sociale, un viaggio in un mondo descritto nei dettagli: parlate, mezzi di locomozione, cisterne, sterpaglie, paure, riscatti sempre rimandati. Un buon affare.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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