Transsiberian - la recensione del thriller di Brad Anderson

27 gennaio 2020
4 di 5

Un teso thriller dai chari echi hitchcockiani, interpretato da un cast in gran forma e capace di sfruttare al meglio l'ambientazione (ferroviaria ma non solo).

Transsiberian - la recensione del thriller di Brad Anderson

In un'epoca in cui la pur sacrosanta ricerca della rapidità diventa troppo di frequente frenesia e ansia, è bello che al fianco delle utili e fondamentali linee ad Alta Velocità sia ancora viva la tradizione delle linee ferroviarie storiche: quelle capaci di evocare umori ottocenteschi ed eleganze d'altri tempi, come l'Orient Express. O di aprire altri universi d'immaginazione e leggenda, e raccontare altri scenari, come la Transsiberiana.
Alla costruzione dell'immaginario che circonda queste linee, e il viaggio in treno in generale, hanno contribuito senza dubbio sia la letteratura che il cinema, che da sempre hanno intuito la potenzialità del costringere una storia, meglio se gialla, all'interno di uno o più vagoni ferroviari. Da un lato, quindi, l'Agatha Christie di "Assassinio sull'Orient Express"; dall'altro - per fare un esempio facile e immediato - l'Alfred Hitchcock di La signora scompare, L'altro uomo e perfino Intrigo internazionale.
E poi c'è Brad Anderson, che ha scelto la storica strada ferrata che va da un capo all'altro della Russia per oltre 9000 chilometri, e che di recente è stata anche omaggiata in una delle sequenze più belle e poetiche del capolavoro La Flor di Mariano Llinás.

Sarà un caso, ma Transsiberian è un film profondamente hitchcockiano.
C'è la coppia di sposini candidi o presunti tali che incontra quella di scapestrati; c'è il gioco torbido della seduzione e quello paranoide della suspense; c'è una trama che prevede scambi: se non propriamente di persona, di oggetti e di bagagli. C'è una storia che gioca costantemente al rialzo senza mai perdere la misura, facendo di ogni scarto narrativo e ogni colpo di scena un'opportunità per svelare nuovi risvolti nella psicologia dei suoi protagonisti: il personaggio di Emily Mortimer, vera protagonista della storia, su tutti.
Onestissimo e solidissimo artigiano nato e cresciuto in un'era cinematografica dove invece impera la standardizzazione asettica più industriale, Brad Anderson si è fatto consoscere all'alba del millennio con film notevolissimi come Session 9 e L'uomo senza sonno, che con questo Transsiberian formano un trittico apprezzatissimo dagli amanti di cinema di genere.
Meno estremo nella sua trama dei due film precedenti, più legato alla realtà, più concreto e in un certo senso quotidiano, Transsiberian è a tutt'oggi il migliore dei film di Anderson, che dopo con il successivo Vanishing on 7th street ha faticato a tornare a certi livelli.

Supportato da un cast in gran forma (non solo la Mortimer, ma un insolito Woody Harrelson, gli ambigui e funzionali Eduardo Noriega e Kate Mara, oltre al solito sottile e tagliente Ben Kinglsey), Anderson utilizza al meglio le ambientazioni per alternare claustrofobie e paranoie, insinuandosi in scompartimenti, vagoni ristorante e anguste toilette, respirando a pieni polmoni la gelida magnificenza della natura siberiana, e perdendosi nelle ambiguità della Russia profonda post-collasso sovietico.
Del viaggio in treno, dei suoi tempi dilatati e della sua realtà sospesa fa tesoro anche nei ritmi del racconto - che si prende tutto il suo tempo per introdurre situazioni e personaggi, prima di iniziare a ribaltarli e confonderli - e nello stile della regia, capace di andare sottilmente vicina alla rappresentazione dell'incubo senza mai dare l'impressione di non essere in terreni concretissimi e di pura veglia.
E ci sono pure riflessioni su amore, moralità, sincerità, ma mai mai pedanti o d'intralcio all'intreccio e al thriller.

Sarebbe bello se qualcuno in Italia facesse tesoro di un piccolo gioiello come Transsiberian. Magari ambientando un film su quella che viene chiamata la Transsiberiana d'Italia, la storica linea ferroviaria panoramica che attraversa Abruzzo e Molise partendo da Sulmona e arrivando a Isernia, attraversando tutto l'Appennino. In fondo, il 2020 è stato nominato ufficialmente l'Anno del Treno turistico.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento