The Vatican Tapes: recensione dell'horror esorcistico di Mark Neveldine

19 dicembre 2015
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Un nuovo film sull'argomento dell'Anticristo che nonostante i bravi attori non aggiunge niente al genere.

The Vatican Tapes: recensione dell'horror esorcistico di Mark Neveldine

Una ragazza di 27 anni, Angela Holmes, inizia a manifestare strani comportamenti proprio nel giorno del suo compleanno. Peggiorando sempre più la situazione, dopo un incidente finisce prima in ospedale, dove tra le altre cose provoca la morte di un poliziotto, e viene poi trasferita in una clinica psichiatrica. Viene seguita nel suo preoccupante percorso da un sacerdote che, col permesso del padre e del fidanzato, contatta il Vaticano. Da Roma arriva il Cardinale Bruun per un esorcismo che si rivela più complicato del previsto. Perché la possessione di Angela non è a quanto pare opera di un semplice demone, ma proprio dell’Anticristo.

Anche se il sottofilone horror della possessione demoniaca ha un capostipite “ingombrante” per qualità e importanza storica come L’esorcista, non è assiomatico che non si possa scrivere niente di nuovo in materia. Lo stanno ad esempio dimostrando – per ora nel fumetto, presto in tv – Robert Kirkman e Paul Azaceta con la serie di Outcast – Il reietto, dove il diavolo non ha preso di mira un singolo individuo ma un'intera cittadina e al cui centro c’è un uomo con un passato oscuro e un potere misterioso sopra i posseduti, che opera assieme a un esorcista (che non è un prete ma un pastore).

Al cinema, però, sembra più difficile parlare seriamente di un argomento capace sulla carta di spaventare anche un non credente, visto che si parla di fenomeni documentati e non spiegabili. Negli ultimi anni ci hanno provato con più o meno successo film come Il rito, L’esorcismo di Emily Rose e The Last Exorcism, che si rifanno a casi dichiaratamente reali con stile a volte documentaristico, utilizzando l’ormai abusato found footage. The Vatican Tapes è un horror demoniaco-apocalittico che non fa eccezione a queste regole e mescola suggestioni, immagini e sequenze con cui siamo ormai famigliari, alle riprese video dell’esorcismo e della posseduta, che hanno in questo caso uno scopo ben preciso: servono infatti ad arricchire lo sterminato archivio segreto del Vaticano che da secoli raccoglie prove dell’avanzata di Satana nel mondo per prepararsi allo scontro finale.

Perché la puzza di zolfo si sente fortissima in occasione di periodi storici turbolenti come quello attuale: guerre, massacri, omicidi senza movente, terrorismo, atti di inspiegabile malvagità, fanatismo religioso, insomma, tutto quello che rende orribile il mondo in cui viviamo, per la Chiesa e per molti credenti vanno di pari passo col piede caprino del Maligno. E’ anche questo che The Vatican Tapes vorrebbe raccontare: l’epica lotta tra il Bene e il Male che si svolge ai nostri giorni e che vede al momento il primo in netta difficoltà. Ma per un horror a basso budget e privo di una forte sceneggiatura sono ambizioni troppo elevate.

Diretto in maniera sbrigativa da Mark Neveldine, noto per Gamer e Ghost Rider – Spirito di vendetta , con spreco di attori di buon livello come Dougray Scott e Michael Pena e una discreta performance della protagonista Olivia Taylor Dudley, il film risolve frettolosamente nel finale aperto (ma non crediamo che siano previsti sequel) la parte più interessante e degna di sviluppo e va ad aggiungersi a quella che è ormai la lunga lista dei “vorrei ma non posso” di cui il cinema horror recente è uno dei maggiori contributori.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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