Segnali dal Futuro: recensione del film di Alex Proyas con Nicolas Cage

18 marzo 2020
3.5 di 5
12

Il film ha una prima parte impeccabile, si fa meno efficace nella seconda meno "realistica", ma è un mix di generi appassionante visivamente molto affascinante.

Segnali dal Futuro: recensione del film di Alex Proyas con Nicolas Cage

Non era certo la più popolare fra le figure della mitologia greca, Cassandra, sacerdotessa del tempio di Apollo, tanto da diventare proverbiale per l'avversione che tutti provavano per lei. Tutta colpa della sua preveggenza che le permetteva di prevedere sventure terrificanti. Come dire, da grandi poteri ne derivavano anche all’epoca grandi responsabilità. Un ruolo che nel cinema americano d’azione contemporaneo, se ci consentite l'ardito ma spensierato parallelismo, spetta a Nicolas Cage in persona.

Di sicuro gli accade in Segnali dal futuro, più cassandramente titolato in originale Knowing, sapendo, diretto da quell'eterno incompiuto di Alex Proyas. Australiano, nato in Egitto da genitori greci, ha sconvolto molti amanti della fantascienza noir con Dark City, specializzandosi poi in questo genere, con film spesso promettenti, con delle premesse da fuoriclasse, ma uno svolgimento meno convincente. Tornando a Cage, fra le sue molteplici personalità cinematografiche, urlate o spettinate che siano, quella che più ci convince è proprio quella ostinata da Cassandra incompresa, quella di film fra action e avventura come il mistero dei Templari e seguiti, Lord of War o, per l'appunto, Segnali dal futuro.

Nel film di Proyas Nicolas Cage interpreta John Koestler, uno scienziato del MIT provato dalla morte della moglie l'anno precedente, sempre più scettico nei confronti di ogni fede nella vita, anche quella scientifica, convinto ormai com'è che le nostre esistenze siano solo una catena di coincidenze, guidate solo dal caso. A maggior ragione quando al figlio Caleb, promettente scolaro delle elementari, viene consegnata una strana busta lasciata cinquant'anni prima da un'allieva della sua scuola e raccolta insieme a molte altre in una capsula del tempo sigillata e mai aperta in mezzo secolo. Una schiva bambina aveva lasciato solo un foglio pieno di una lunghissima sequenza di numeri. Caleb lo lascia in salone e una notte John se lo trova li davanti e piano piano comincia a convincersi che qualcosa non torni, o meglio che qualcosa torni eccome, che ci sia un senso in tutti quei numeri. Come abbia fatto, lo ammettiamo, non è proprio credibile, ma in fondo aveva in mano il solito bicchiere bello carico, appena ricaricato, e tutti sappiamo le grandi proprietà di un bel torbato.

Fatto sta che la sequenza, a saperla leggere, regala le date di ogni importante catastrofe degli ultimi cinquant'anni, con tanto di numero di morti e coordinate geografiche. Il problema è ancora più grande, visto che rimangono solo tre altri eventi. Cosa succederà dopo l’ultimo, che termina con due lettere e non due numeri? Inutile dire che i due successivi malaugurati eventi serviranno a renderlo agli occhi degli altri meno folle e credibile, mentre agisce solo, senza l'aiuto dell'autorità, solo in coppia con la figlia dell'allieva che cinquant'anni aveva vergato quegli sfortunati numeri, Rose Byrne, e la figlia, che sembra avere qualche particolarità in comune con Caleb.

Nicolas Cage unica speranza per salvare il mondo dall'Apocalisse, volete mettere come premessa per un film? Si parte con una prima metà davvero ben costruita, con la giusta tensione montante e una bella ricchezza visiva, con effetti speciali davvero convincenti. Mescola tanti generi diversi, mentre quando si avventura nel soprannaturale forse perde un briciolo di credibilità, ma alla fine rimane un piccolo cult, ingiustamente sottovalutato all'epoca, vittima di un responso freddo al botteghino dovuto anche al coraggio inconsueto rispetto alla solita parabola conciliante del cinema hollywoodiano. Se ogni opera d’arte la si segue e apprezza in maniera diversa, in base alle differenti epoche in cui la si ammira, allora il tempo ha giovato a Segnali dal futuro viste le complessità globali del decennio successivo alla sua uscita ne ha guadagnato in capacità di colpire sotto la cintura. Non sveliamo nulla, ovviamente, anche perché, come dice Rose Byrne nel film, "alla fine moriremo tutti, non voglio sapere cosa mi riserva il futuro".

Segnali dal Futuro
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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