Scooby: la recensione del film di animazione con protagonisti Scooby Doo e Shaggy

13 luglio 2020
2.5 di 5
4

Scooby è dedicato al mitico cane creato da Hanna & Barbera e al suo inseparabile padrone Shaggy.

Scooby: la recensione del film di animazione con protagonisti Scooby Doo e Shaggy

Nel prologo di Scooby! scopriamo come il bambino Shaggy e Scooby il cucciolo si siano conosciuti (da subito inseparabili in nome del cibo) e come abbiano dato vita alla Misteri & Affini con i coetanei Fred, Daphne e Velma, in una notte di Halloween. Flash-forward ai giorni nostri, quando la gang si scioglie dietro insistenze dell'investitore Simon Cowell (proprio quello di America's Got Talent), che ritiene Scooby e Shaggy la palla al piede del gruppo. Delusi e soli, quest'ultimi rischiano di finire nelle grinfie del supercattivo Dick Dastardly, interessato per qualche motivo a Scooby: vengono salvati dal robot Cane Prodigio, che serve il figlio dell'originale super-eroe Blue Falcon di cui era spalla, con l'aiuto dell'intraprendente ragazza Dee Dee.

La sinossi che vi abbiamo proposto dovrebbe aver attivato in spettatori dalla buona memoria qualche ricordo. Scooby! della Warner Animation è un lungometraggio animato in CGI ad alto budget che non solo si propone di rilanciare il neo cinquantenne Scooby-Doo (classe 1969) e la sua Misteri & Affini, ma anche un "Hanna & Barbera Universe" che faccia concorrenza, in chiave umoristica, ai vari "universi" cinematografici Marvel e affini. Per questa ragione la sceneggiatura scritta a otto mani intreccia un successo come la serie di Scooby con un villain come Dick Dastardly (da Wacky Races e Dastardly e Muttley e le macchine volanti), passando per serie secondarie di Hanna & Barbera come Blue Falcon e Cane Prodigio e Capitan Cavey e le Teen Angels, della seconda metà degli anni Settanta.
Tony Cervone, regista designato di questo pastiche e veterano della divisione animata Warner televisiva dai tempi di Animaniacs nei Novanta, gestisce il traffico come può, ma l'amalgama è impervia. Il problema di Scooby! non è tanto la sua anima da crossover: il tono umoristico doc di Hanna & Barbera è soave e irresistibile, autoironico, capace di giocare sugli stereotipi narrativi in modo così spudorato da imbastire un gioco di cui lo spettatore è complice. Il mondo dei due compianti autori americani potrebbe quindi tranquillamente essere frullato senza troppi danni, ma se Scooby! arranca è perché i suoi autori si sono invece fatalmente presi troppo sul serio.

Il lungometraggio, dall'originale destinazione cinematografica ma dirottato sullo streaming a causa dell'emergenza Covid-19, non mostra il coraggio nell'affrontare il materiale con il vero tono svagato di Hanna & Barbera, ma anzi punta a scavare nelle motivazioni (con un flashback iniziale solo per una decina di minuti) e a mettere in crisi amicizie e status quo (ma uno scioglimento della Misteri & Affini c'era pure nello Scooby-Doo ibrido del 2002). Cosa peggiore, invece di giocare la carta delle manifestazioni sovrannaturali finte della serie Scooby, s'inerpica per una vicenda sul serio magica e per giunta contorta, appesantendo via via la semplicità del franchise, facendo scorrere parallelo il percorso narrativo di Scooby & Shaggy con quello dei ben meno famosi Blue Falcon e Cane Prodigio.
In linea puramente teorica, approfondire delle macchiette sarebbe un segno di ambizione, ma Hanna & Barbera sono la quintessenza della macchietta, la tipizzazione estrema innalzata a forma d'arte: nel caso specifico delle loro creazioni, approfondire può essere sinonimo di tradire. Basti vedere cosa succede a questo Dick Dastardly, per troppe scene presentato come una minaccia credibile, allontanato da Muttley con una sfumatura sentimentale forzata, peraltro sostituendo provvisoriamente il ridacchiante cane spalla con robottini fessacchiotti e simpatici che strizzano clamorosamente l'occhio ai Minion. La più superflua delle "innovazioni".

Alla fine Scooby! si trasforma in un paradosso: i fan di Hanna & Barbera dovrebbero da un lato accettare questo approccio, e dall'altro esaltarsi per strizzatine d'occhio nerdiche ai cartoon originali (il "Monte Messick" è un omaggio al grande doppiatore americano Don Messick, complice di Joseph & William nei tempi d'oro). Scooby! è una produzione colossale che perde per strada proprio quella magica diretta semplicità, marchio di fabbrica dei due grandi autori americani. Il film vorrebbe celebrare la tonteria di Scooby e Shaggy ma non ci scommette fino in fondo e distoglie l'attenzione da loro. Un'occasione sprecata anche perché, dal punto di vista tecnico, il lavoro su ambienti, modelli dei personaggi, luci e animazioni è stato curato dalla Reel FX a ottimi livelli: se i protagonisti rimangono riconoscibili nel trasloco dalla caricatura 2D alla CGI è grazie a una grande attenzione in recitazione e movimenti slapstick scomposti, ridicoli e meticolosamente cartoon. Le potenzialità c'erano.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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