Perez. Recensione

Titolo originale: Perez.

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Perez - la recensione del noir di Edoardo De Angelis con Luca Zingaretti

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Perez - la recensione del noir di Edoardo De Angelis con Luca Zingaretti

Dalla bufala al toro, dalla commedia al noir. Edoardo De Angelis si allontana dalle atmosfere del suo film d’esordio, Mozzarella Stories, pur confermando anche in Perez. la sua attenzione per la caratterizzazione dei luoghi. Non più le campagne casertane, ma il lunare Centro direzionale di Napoli. Simbolo di ambizioni frustrate, di gigantismo smentito dalla realtà, è un luogo profondamente cinematografico, con le sue imponenti verticalità di uffici e abitazioni, spettrali, desolate, ma affascinanti.

Un film costruito su misura per Luca Zingaretti, qui anche produttore, per superare la sua immagine pubblica da simpatico muscolare. Qui interpreta un uomo che ha rinunciato a lottare per essere felice, oltre a una carriera di successo come avvocato di clienti facoltosi per rifugiarsi nell’anonimato dei difensori d’ufficio, fra casi disperati che nessuno vuole in cui il suo ruolo è di imbratta carte. La moglie è andata via da anni e la figlia si innamora del figlio di un boss della camorra. Un giorno un mafioso lo ingaggia per difenderlo e provocarlo, mettendo a dura prova le sue capacità di reagire e uscire dalla buca in cui si è ficcato. Perez si crogiola nel suo guscio di normalità marginale, rifugio contro l’infelicità dovuta a un nuovo fallimento. Allora meglio la mediocrità.

La legge è un accessorio, così come gli ideali non fanno parte della sua vita, guidata dalla paura. De Angelis applica gli stilemi del genere raccontando un percorso di caduta e rinascita, di personaggi arroccati in alto, in case che sembrano castelli, soffocanti nonostante le viste spinte all’orizzonte. Un film grigio, come i palazzi di una Napoli inedita e come le zone in cui si muovono i personaggi, fra criminali raccomandabili e integerrimi paladini della legge pronti a rinnegarla alla prima tentazione.

La costruzione di questo noir richiede una cura attenta che De Angelis si concede senza fretta e stratificando la vicenda del debole avvocato, insonne e dal whisky facile, della figlia che si ribella innamorandosi dell'uomo sbagliato e dell’affascinante criminale in cerca di redenzione. Non si notano troppo alcune sfilacciature della sceneggiatura, superate dal ritmo sinuoso di un film che si avvale di buone interpretazioni - da segnalare il talento febbrile dell’esordiente Simona Tabasco - e di una conclusione in linea con una storia di marginalità, senza eroi né vincitori, ma al massimo con personaggi che si difendono e facendolo si scoprono incassatori di livello e forse anche attaccanti, di rimessa.


 

Perez.
il trailer ufficiale del film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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