Miss Sloane - Giochi di Potere Recensione

Titolo originale: Miss Sloane

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Miss Sloane: recensione del thriller politico con Jessica Chastain

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Miss Sloane: recensione del thriller politico con Jessica Chastain

Un bel giorno di tanto tempo fa, Ulysses S. Grant inventò il termine "lobbista" per descrivere i rappresentati di interessi particolari che come falchi lo attendevano nella lobby del Willard Hotel di Washington. La definizione del diciottesimo Presidente degli Stati Uniti (ammesso che la storia sia vera) era calzante e accompagnata probabilmente da un giudizio che sottintendeva ansia, fastidio e soprattutto rassegnazione. Già, perché la temeraria, spietata e insinuante categoria era ormai nata e, nei decenni e secoli a seguire, si organizzò in strutturati gruppi di pressione determinati a influenzare i detentori del potere politico e più tardi a incuriosire il cinema (e anche la migliore televisione). Cosa normale, quest’ultima, perché di solito i film si pregiano, in un modo o nell’altro, di essere lo specchio della realtà.

Piuttosto insolito, invece, è il fatto che i power broker e il loro modus operandi  - tra legalità e arti oscure - abbiano suscitato l’interesse di John Madden, un regista che ricordiamo soprattutto per Shakespeare in Love e i due Marigold Hotel, e che a un primo sguardo sembra poco aduso alla descrizione della spietatezza umana e a una fotografia del dietro le quinte dell’infame D.C., arena dove si vien dati in pasto a belve feroci e replica, su piccola scala, del contemporaneo mondo malato che in una struggente canzone Nick Cave descrive come un posto dove "Everybody fucks everybody else over". 

Ma il giudizio morale (o la denuncia di un marciume generalizzato) non è l’obiettivo principale del film, che nasce invece dal desiderio da parte del regista di rispondere a una domanda: un lobbista cosa fa? Come si comporta? Quali strategie usa per portare dalla sua parte il maggior numero di senatori possibile in modo da far passare un disegno di legge al Congresso? Con una simile premessa, Miss Sloane può diventare - senza essere noioso, documentaristico, didascalico o incomprensibile a chi non padroneggia determinati argomenti - un percorso di conoscenza, un viaggio che si fa via via più avvincente e avventuroso perché sposa il linguaggio del thriller politico, un discreto thriller politico, aggiungiamo noi, dove non manca qualche svolta inattesa e in cui il montaggio - ora veloce e ritmato, ora più lento - è in perfetto accordo con il mood dei personaggi e con l’alternanza di vittorie e impasse del piccolo studio legale intenzionato a far approvare un decreto a favore di una regolamentazione della vendita delle armi da fuoco.

E poi c’è un qualcosa in più nella nostra cronaca di una vittoria annunciata, un valore aggiunto, un valore avvolto in morbidi cappotti di cachemire e che ama calzare laboutins. Seducente ed elegante, il lobbista stavolta è donna, una donna che ha più testosterone di una squadra di rugby, certo, ma che una formidabile Jessica Chastain rende comunque femminile, oltre che grintosa, spietata e "kick ass". Sempre sull’orlo dell’esaurimento e sempre più inghiottita dall’ossessione di avere successo ad ogni costo, la sua Elizabeth Sloane è il vero cuore pulsante del film, anche se, al di là di un’interessante dialettica tra emotività e fredda compulsività e fra robotica precisione e barlumi di umanità, il personaggio finisce per essere troppo archetipico: nel non avere una famiglia e cercare il sesso a pagamento, nella dipendenza da farmaci, nella solitudine e in un opportunismo che si risolve in un’odiosa tendenza a giocare con le vite degli altri.

Ma la ragazza ha comunque fegato e intelligenza, e soprattutto è portatrice di quell’ironia sferzante che attraversa i dialoghi, che sono molti, anzi moltissimi: perché Miss Sloane è un film decisamente verbale, dove si parla in continuazione, e dove la carne da mettere al fuoco non è certo il secondo emendamento. Quello lasciamolo a Michael Moore e ad altri nati negli States. Al britannico Madden - che ci piaccia o no – interessa fare solamente capolino in un universo che con le sue regole e anti-regole offre lo spunto per fare dell’intrattenimento. Un intrattenimento non per "dummies", l'abbiamo già detto, che però alla fin fine, nonostante una bella svolta imprevista, non ci sorprende esattamente con la stessa prontezza e l’astuzia che il miglior lobbista dovrebbe possedere.

Miss Sloane è stato presentato in anteprima nazionale al Bari International Film Festival 2017

Miss Sloane - Giochi di Potere
Il trailer italiano del film - HD
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Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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