Michelangelo - Infinito Recensione

Titolo originale: Michelangelo - Infinito

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Michelangelo - Infinito: la recensione del documentario d'arte

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Michelangelo - Infinito: la recensione del documentario d'arte

In questi ultimi anni si sono letteralmente moltiplicati - ed è un bene - i documentari sull'arte, che grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie e del 4k mostrano nel dettaglio dipinti e sculture, tecniche di realizzazione e documenti autografi in una sorta di realtà aumentata che permette allo spettatore di osservare l'opera ed entrare letteralmente all'interno della sua composizione, come non sarebbe possibile a occhio nudo. Nel proliferare dell'offerta, accolta con crescente entusiasmo da un pubblico ormai fidelizzato, è nata ovviamente anche una diversa attenzione alla narrazione, che pur restando rigorosa e documentata, si è avvicinata sempre più a quella cinematografica, come nel caso di Caravaggio – L'anima e il sangue, dove ai racconti dei critici e alla voce dello speaker che narrava e descriveva l'opera, si alternavano la voce del pittore, prestata da Manuel Agnelli, e sequenze di vera e propria video arte che ne evocavano i fatti della vita, i sentimenti e i pensieri.

Con Michelangelo – Infinito si va ancora oltre, riducendo a tre le voci narranti – lo speaker e due attori - ed eliminando totalmente le figure dei critici, che lavorano dietro le quinte ma non compaiono in scena. Si tratta di un tentativo lodevole, per quanto azzardato, di creare un ibrido tra documentario e fiction, che esordisce proprio con una figura di artista tra le più geniali e complesse mai esistite, già di per sé difficilmente riducibile all’ora e trenta di durata in tutta la sua parabola umana ed artistica. Per entrambi gli attori, che non si incontrano mai, le sequenze sono ambientate in una sorta di limbo artistico: Enrico Lo Verso si racconta nel ruolo principale dalla suggestiva e reale location nelle cave di marmo di Carrara da cui Michelangelo prendeva i blocchi che sarebbero diventate le sue opere immortali, mentre Ivano Marescotti, che è il critico e biografo aretino Giorgio Vasari, parla di lui da una sorta di teatro anatomico, in realtà una biblioteca a struttura circolare.

La sensazione però, è che la sua personalità resti nebbiosa, non giunga il lato umano di un uomo che è vissuto fino alla bella età di 89 anni. Mentre le vicende umane e le frequentazioni di Caravaggio compenetrano la sua arte, Buonarroti rimane un mistero. Di lui si conosce - per il racconto che ne fa lo stesso Vasari e per sua stessa confessione – l'eterna tensione verso la perfezione e l'infinito e la conseguente insoddisfazione (il famoso “Perché non parli?” rivolto secondo la vulgata al Mosé e nel film utilizzato in un'altra scena).

Ripercorriamo la storia delle principali opere scultoree e pittoriche di Michelangelo, dalla gioventù alla vecchiaia, dal David al Tondo Doni, dal Mosè al Sepolcro di Giulio II, dalla volta della Cappella Sistina fino agli Affreschi del Giudizio Universale (la parte più affascinante del film, che ricostruisce il luogo com'era prima che intervenisse l'artista e la sua opera in fieri) e gli ultimi, incompiuti, modernissimi lavori, come la Pietà Rondanini. Capiamo la fatica, il rapporto con la materia, l'orgoglio e l'ambizione, le sfide affrontate senza paura e la magistrale e quasi miracolosa capacità del Genio di vedere all'interno del marmo. Ma continua a sfuggirci l'uomo, non capiamo chi ha amato (nel film c'è un solo brevissimo accenno alla sua vita amorosa) e che vita ha vissuto al di fuori delle interminabili sedute di lavoro, svolte da solo, per l'impossibilità di affidare ad altri la sua unica visione.

A raccontarlo, certo, ci hanno pensato altri film e originali televisivi e forse per questo Michelangelo – Infinito sembra peccare di eccessiva ambizione nel suo tentativo di ibridare i generi, restando un'opera sfuggente come il suo soggetto. E la nuova forma scelta, tra auto/biografia e documento storico, pur nell'estrema accuratezza della ricerca e della realizzazione, finisce per far rimpiangere la vecchia, con il costante e illuminante intervento degli studiosi nostri contemporanei.

Michelangelo - Infinito
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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