Le streghe: la recensione

24 ottobre 2020
2.5 di 5

Nuovo adattamento del libro di Dahl firmato da Zemeckis, con una scatenata Anne Hathaway. La recensione di Federico Gironi. Dal 28 ottobre disponibile per l’acquisto e il noleggio su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio su Sky Primafila e Infinity.

Le streghe: la recensione

Non ho mai ben capito per quale motivo Anne Hathaway attiri spesso su di sé tanto odio e critiche. Fatto sta che, se siete tra gli hater dell’attrice americana, forse Le streghe non è il film che fa per voi. Nel bene come nel male, Le streghe - nuovo adattamento del romanzo di Roald Dahl firmato da Robert Zemeckis - è un film costruito tutto attorno alla performance dell’attrice che qui interpreta la Strega Suprema: una performance sopra le righe e senza freni, tutta mossette, espressioni facciali, accenti stranieri ed effetti speciali, che colpisce per lo sprezzo del pericolo con la quale viene portata avanti.
Certo, il problema - quello vero - è che Hathaway se la deve vedere col precedente di Anjelica Huston, la Strega Suprema dell’adattamento del 1990 di Nicolas Roeg, che farebbe tremare le ginocchia a chiunque. Sprezzo del pericolo, si diceva.

Se il confronto è impari, palesemente, è anche vero che il confronto non s’ha da porre, perché - a partire dalla fedeltà al testo di Dahl, che invece Roeg tradì liberamente, specie nel finale - Zemeckis ha dato al suo film un’impronta tutta diversa da quella di Chi ha paura delle streghe?.
Trama e svolgimento sono più dritti ed elementari, e lo stesso vale per l’utilizzo della macchina da presa e delle angolazioni di ripresa, che non hanno nulla dell’irriverenza barocca di Roeg. Zemeckis - che trasporta la vicenda dall’Inghilterra all’Alabama di fine anni Sessanta e fa del suo giovane protagonista e di sua nonna due afroamericani, senza che questo risulti davvero significativo nell’impianto del racconto: ed è un peccato - abbassa la mira e tiene tutto il film ad altezza bambino, utilizzando il digitale che ben conosce al posto delle creazioni della factory di Jim Henson.

Hathaway o non Hathaway, a Le streghe e a Zemeckis vanno riconosciuti prima di tutto una grande fluidità di racconto, in un film che scorre colorato, dinamico e brillante senza mai arenarsi in secche particolari, ma anche senza concedersi mai pause di riflessione o approfondimento. Nell’uso del digitale, poi, il regista non si lascia mai andare troppo, e gli effetti speciali sono sempre qualcosa che sono funzione e non ragione della storia.
Quello che manca, però, è quel guizzo in più. Quello scarto anche occasionale, nella forma o nel racconto, che viene da una partecipazione sincera e attenta, da un’adesione emotiva e magica alla storia e alle vicissitudini dei personaggi. Anche perché, parlando di film con topolini, il deja vù di Stuart Little o Ratatouille (si veda una scena nelle cucine del grande albergo teatro dell’azione) è sempre dietro l’angolo.

Godibile e corretto, anche divertente nel senso più ludico,  Le streghe è anche un film vagamente asettico, dove tutto si ferma alla superficie delle cose, dei personaggi e delle situazioni, senza che il mestiere di chi dirige e recita (ad esempio quello della solidissima Octavia Spencer, perfetto contraltare della Hathaway, o di Stanley Tucci) si traduca in un legame reale e profondo con la storia e lo spettatore.
Si riconoscono, qui e là, alcuni tocchi di sceneggiatura ascrivibili all’immaginario di Guillermo del Toro, ma l’impressione è che Zemeckis - lo Zemeckis di questi anni - sia stato in questo caso troppo docile e troppo interessato alla forma e alla tecnica per dare spessore e profondità a certe visioni dark e infantili, e per trovare la chiave giusta per accedere al cuore emotivo del racconto.
Il tono generale è sempre quello del cartoon, con subitanei e strombazzanti capovolgimenti quasi horror con l'entrata in scena della Hathaway, e il film rimane un giro di giostra ricco di saliscendi ma anche frettoloso e mai veramente incisivo o e coinvolgente.

Il film è dal 28 ottobre disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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