Last Christmas: recensione della commedia romantica con Emilia Clarke ispirata dalla canzone di George Michael

10 dicembre 2019
2.5 di 5
12

Una storia natalizia di amore e altruismo classica e costruita come omaggio alle canzoni di George Michael.

Last Christmas: recensione della commedia romantica con Emilia Clarke ispirata dalla canzone di George Michael

Last Christmas, I gave you my heart”. Lo scorso Natale, ti ho dato il mio cuore. Parole di George Michael, tratte da una delle sue canzoni più celebri, come molti di voi avranno subito colto. Parole che hanno ispirato Emma Thompson nello scrivere un curioso ibrido fra omaggio e commedia romantica, partendo dai testi delle canzoni, per costruire una storia natalizia piuttosto classica ambientata fra le luci e il freddo di Londra, mitigato dal calore dei buoni sentimenti in arrivo. La protagonista è una Bridget Jones altrettanto goffa, ma dalla vita sessuale e di relazioni ancora più incasinata e rapsodica. Si chiama Kate, o meglio Katarina, come vuole rigorosamente chiamarla la madre, visto che la famiglia è emigrata vent’anni prima dall’ex Jugoslvia, a causa della guerra. C’è anche un padre che da avvocato stimato è passato a fare il tassista per non avere fra i piedi la moglie e una sorella dalla carriera come avvocatessa molto avviata e una compagna che ha paura di presentare ai genitori.

Kate è interpretata da Emilia Clarke de Il trono di spade e se pensate che sia strano vederla al cinema in una storia che non coinvolga malattie più o meno terminali, vi rassicuriamo subito, senza commettere delitto di spoiler, visto che viene presto detto che ha subito un trapianto di cuore, rischiando seriamente di morire. Il suo sogno è quello di fare la cantante, magari nei musical del West End alla Frozen, vista la stagione. In realtà fa un’audizione deludente dopo l’altra, come se l’operazione l’avesse privata del suo talento, oltre che della sua stabilità di cuore. Non ha più una casa e viene cacciata regolarmente dal divano di tutti i suoi amici a causa di qualche goffo prodigio autolesionista. Sono le parti slapstick, da comicità fisica, in cui la Clarke esibisce tutto il suo consueto armamentario di smorfie e mossette, declinate in versione autoironica, e la sceneggiatura della Thompson esibisce le sue battute più ciniche e riuscite; in una parola, più british. Momenti suggellati da un lavoro ‘alimentare’ che la motiva sempre meno come assistente Elfo, con tanto di costume verde e pon pon sulle scarpe, al servizio di una Santa Klaus burbera, in un negozio di kitschissimi sempreverdi natalizi aperto tutto l’anno. Ogni giorno è Natale, è il temibile slogan.

Kate sembra sbagliare ogni decisione, l’immagine che ci regala è quella di una ragazza eccentricamente vestita, bardata e colorata, che va in giro spingendo a fatica un trolley con adesivi dagli amorosi sensi dedicati a George Michael appicciati ovunque. Un giorno, però, l’incontro con l’elegante e apparentemente perfetto Tom sembra poter cambiare le cose, dopo un’iniziale conoscenza faticosa, fra battutine e cinismo. Nel mondo di Kate, arriva un’ondata di buoni sentimenti e di saggezza, che crea una conflagrazione inevitabile entrando in contatto con le barriere e le fragilità della giovane. Sono proprio i momenti più candidi, le brevi aperture di sincerità, a far intravedere oltre le sue mura difensive, quelle che inteneriscono lo spettatore, che gli permettono di affezionarsi a Kate, superando la sua scorza cinica.

Sorprende l’utilizzo della musica del compianto Michael, spesso né funzionale al racconto della storia, né utilizzata diegeticamente come se l’ascoltassero i protagonisti. Talvolta risulta solo un intermezzo fra una scena e un’altra, e questo dispiace un po’, ci avrebbe fatto piacere godercele in momenti maggiormente enfatici e ben inseriti nel contesto. Last Christmas è amore e buoni sentimenti, è Londra addobbata a festa fra momenti dickensiani e parabole morali. Una commedia romantica che si concentra sul recupero della possibilità di amarsi, e solo di conseguenza di amare gli altri. Per chi ricorda la carriera di Emma Thompson, poi, è facile immaginare il suo divertimento nell'indossare i panni della madre, un'anziana jugoslava, non certo ex, piena d’ansie e opprimente. Lei che ama recitare con accenti diversi si permetterà anche qualche variazione canora in serbo croato, oltre a ritagliarsi uno spazio per la denuncia sociale, visto che potremmo definire Last Christmas il primo film natalizio anti Brexit. Arriverà nelle sale proprio nel momento giusto, o forse sbagliato, quello in cui si dovrebbe concretizzare la fuga del Regno Unito dall’Europa. Chissà che Santa Klaus non ci regali un miracolo delle feste.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento