La verità, vi spiego, sull'amore Recensione

Titolo originale: La verità, vi spiego, sull'amore

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La verità, vi spiego, sull'amore: recensione della commedia con Ambra Angiolini

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La verità, vi spiego, sull'amore: recensione della commedia con Ambra Angiolini

Ogni giorno, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone. Ogni giorno, a Torino, una mamma-gazzella si sveglia e sa che dovrà lottare contro le leggi della fisica per conciliare vita familiare e lavoro. E per non arrivare sempre in ritardo. Intorno la lei, non la savana ma una giungla di palazzi e di strade attraversate da gente impazzita. Davanti a lei, non il re della foresta ma individui adulti o in fasce da accudire, coccolare, ascoltare e non deludere, e soprattutto una sfida impossibile: essere assolutamente perfetta.

Ladies & Gentlemen, benvenuti nel mondo della mamma multitasking e fresca di abbandono amoroso Dora, che poi sarebbe Enrica Tesio, che poi sarebbe l’autrice del seguitissimo blog "TiAsmo" e del libro che ha ispirato il terzo film di Max Croci.  Nell’avvicinarli entrambi - e mosso da dichiarato amore e rispetto per le donne, esseri sublimi con il dono dell’ubiquità - il regista ha voluto accordare il proprio stile non tanto al lento fluire della scrittura di un romanzo quanto al ritmo serrato e quasi sincopato di un format che ha le sue precise regole grammaticali e sintattiche, che brucia le pause e annulla le esitazioni, e che crea immediata adesione ed immedesimazione.

Era una sfida non facile per l’autore del più classico e "anglosassone" Poli opposti, vinta secondo noi da Ambra Angiolini - che parla credibilmente in macchina, asseconda l’isteria generale muovendosi come un robottino impazzito e ripetendo meccanicamente sempre gli stessi gesti quasi fosse una versione accelerata di Charlot in Tempi moderni - ma non completamente dal film. Perché, seppure punteggiato di battute irresistibili e reso vivace da un montaggio utra-rapido ma curato e da stop-frame e altri "trucchi" cinematografici che arrivano sempre al momento giusto, La verità, vi spiego sull’amore asseconda troppo poco il naturale fluire della vita e rischia di ingabbiare i personaggi in un andirivieni continuo che è sì metafora del cambiamento e di una nuova primavera nell’esistenza della protagonista, ma che alla fine stordisce. Incollandoci sulla giostra degli accadimenti imprevisti, in un alternarsi di destini che si incrociano e di figure quasi tutte esuberanti che si succedono sul palcoscenico della realtà, il racconto insomma si sovraccarica, finendo talvolta per andare in affanno. 

Sono ben costruiti, intendiamoci, i personaggi del film, e sono animati da una vis comica incredibile (in particolare le nonne Giuliana De Sio e Pia Engleberth), e se appaiono appena deformati è perché ci vengono restituiti attraverso gli occhi di Dora. Ma lo sguardo di questa donna che cataloga e classifica come il Rob Fleming di "Alta fedeltà" o le girls di Sex and the City non sempre basta a intrecciare tutti i fili in una trama bella fitta. E allora, all’orizzonte, si affaccia il pericolo di un insieme di piccoli sipari, della frammentazione tipica delle web series. Forse Croci lo sa, e cerca "la lentezza" e la sospensione poetica nei (e con i) due maschetti del film: l’eccentrico bidello-poeta-baby sitter di Edoardo Pesce e l’ex compagno non così fedifrago che ha il volto di Massimo Poggio. Sono loro a rappresentare il normale scorrere del tempo, le cose che si aggiustano da sole anche quando non c’è modo di elaborare un lutto o essere onesti con se stessi.

Felicemente pop grazie a una fotografia curatissima che predilige i colori sgargianti, patinato al punto giusto in accordo con l’identità upper class di Dora e e della sua amica Sara (Carolina Crescentini) e abbellito da costumi prodigiosi, La verità, vi spiego, aull’amore non è un tuturial su come gestire emotivamente il sentimento più bello e complesso che ci sia. Piuttosto ci svela che l’amore può finire senza alcuna ragione, senza che ce ne accorgiamo. E' una lezione non da poco, un mistero del cuore che il film abbraccia con partecipazione e sincerità. E con grande sensibilità. 



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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