La meccanica delle ombre: recensione del thriller paranoico con François Cluzet

03 aprile 2017
3.5 di 5
5

Un claustrofobico film sullo spionaggio interno sorpresa del Torino Film Festival.

La meccanica delle ombre: recensione del thriller paranoico con François Cluzet

In un periodo in cui il cinema di genere rallenta anche in Francia, l’opera prima del belga Thomas Kruithof si distingue per una dote di rilievo: la capacità di lavorare con mezzi ridotti, trasformando un limito in un valore aggiunto, un thriller soffocante, grazie a una sceneggiatura senza una virgola di troppo e una regia di assoluta misura. Scoperto al Torino Film Festival, dove ha rappresentato una delle più piacevoli sorprese, La meccanica delle ombre è un thriller paranoico in pieno stile anni Settanta, un’opera prima appassionante.

Duval è un personaggio archetipico del genere caro a Hitchcok: un uomo ordinario coinvolto in una macchinazione, un contabile scrupoloso con il vizio della bottiglia che gli provoca un crollo nervoso. Due anni dopo si è disintossicato, ma è rimasto disoccupato. Viene contattato da un misterioso personaggio, un uomo d’affari che lo riceve nel quartiere finanziario di Parigi, la Défense. Gli propone un lavoro molto ben pagato e semplice per uno con la sua esperienza e precisione: deve trascrivere delle intercettazioni telefoniche e rispettare alcune semplici regole orientate alla discrezione. Non c’è dubbio che ci sia sotto qualcosa, ma Duval ha bisogno di un lavoro e non fa domande.

In puro stile La conversazione ed I tre giorni del Condor si troverà coinvolto in un complotto ai massimi livelli politici, che lo porterà a stretto contatto con alcuni spietati quadri dei servizi segreti francesi. Asciutto e incalzante, La meccanica delle ombre lavora con un’antidinamica creazione della tensione molto sottile, una scrittura scarna e senza spiegazioni inutili. In un genere come lo spionaggio, qui declinato nella sua versione interna, sempre più abituato a fronteggiare minacce impersonalmente rappresentate sullo schermo di un computer, in un mondo in cui la cyber minaccia sostituisce il fattore umano, Kruithof punta sull’analogico, sulle cuffie in ascolto, sulla paranoia di un nemico che dovrebbe essere al tuo fianco e rappresentare la legalità.

Ispirato ad alcuni fatti della storia politica recente francese, una crisi di ostaggi in Libano negli anni ’80 e lo scandalo per il finanziamento della campagna presidenziale di Sarkozy del 2007, confida nell’attenzione dello spettatore, aiutato da una performance eccellente di François Cluzet, in grado di rendere con credibilità sia lo smarrito contabile che la preda che reagisce messa nell’angolo e si trasforma in cacciatore. Per gli amanti delle suggestioni fra spionaggio e thriller una gran bella sorpresa. Se la cava bene Alba Rohrwacher nell'unico ruolo femminile.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento