Imprevisti digitali: la recensione del film

21 settembre 2020
3.5 di 5
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Presentato dal Festival di Berlino del 2020, è il nuovo film degli anarchicissimi Benoît Delépine e Gustave de Kervern, una commedia esilarante e malinconica che questa volta parla della vita ai tempi del digitale.

Imprevisti digitali: la recensione del film

Quello di Benoît Delépine e Gustave de Kervern è un cinema anarchico, sgangherato e divertentissimo.
Un cinema che in Italia abbiamo visto con film come Louise Michel, Mammuth o Saint Amour, e che racconta situazioni e personaggi surreali e marginali, eppure in maniera curiosa sempre perfettamente al centro delle questioni del mondo. Anche in questo caso, nel caso del nuovo Imprevisti digitali, che in originale suonava Effacer l'historique, ovvero "cancellare la cronologia".
Sì, perché protagonisti di questa storia sono tre personaggi, un uomo e due donne, interpretati magnificamente da Corinne Masiero, Blanche Gardin e Denis Podalydès, ognuno alle prese - come tutti noi - con la vita digitale, con i suoi pregi ma anche con le tante complicazioni che comporta.
Spersi in un paesino della Francia più anonima, questi tre personaggi sono alle prese con cookies da accettare ripetutamente, call center di numeri verdi a pagamento, migliaia di password da annotare dentro lo sportello del freezer, acquisti compulsivi, lotta alla dipendenza da serie tv, valutazioni in stellette del loro lavoro d'autisti, video di bullismo che costringono i loro figli a casa per la vergogna e altri che li vedono impegnati in rapporti sessuali e che li tengono sotto ricatto da parte del loro autore. A tutto questo, ovviamente, si va a sommare la loro solitudine (nessuno dei tre è in coppia), e la sempiterna penuria di denaro.

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Personaggi talmente comuni, e così poco estremi nonostante la caricatura, quelli di Imprevisti digitali, da poter essere universali e universalmente comprensibili, e soprattutto capaci di veicolare un umorismo irresistibile e, allo stesso tempo, un senso di schiacciante malinconia. E una sbilenca e sgangherata voglia di riscatto.
Per liberarsi da video scomodi o da scarse e mendaci valutazioni, infatti, i tre decidono di prendere la situazione in mano, sventolando gilet gialli e piazzando la loro auto sulla collinetta nel mezzo delle onnipresenti rotonde stradali francesi, ribellandosi alla schiavitù dell'onestà e contattando un hacker che si fa chiamare "Dio" e opera dall'interno di una pala eolica. E volando verso le server farm che custodiscono i loro video della vergogna per cancellarli una volta per tutte.

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La trama è essenziale, la forma quasi nemmeno presa in considerazione.
Imprevisti digitali è un film di personaggi, paradossi, satire, dettagli spesso esilaranti.
Di cammei folgoranti e capaci di unire commedia e tragedia come quelli di Benoît Poelvoorde (attore che ha lavorato spesso con i registi, qui alle prese col ruolo di un disperato fattorino di una azienda simil-Amazon) e Michel Houllebecq (già protagonista di Near Death Experience, sempre di Delepine e de Kervern e qui nei panni di un aspirante suicida).
Un film utopico e utopista, ma non luddista. Perché non è la tecnologia in sé, contro la quale si scagliano i protagonisti, ma l'uso deviato che ne fanno le persone e il Capitale.

Imprevisti Digitali
Il Trailer Italiano del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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