Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa Recensione

Titolo originale: Hotel Transylvania 3

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Hotel Transylvania 3: la recensione del ritorno di Drac e soci

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Hotel Transylvania 3: la recensione del ritorno di Drac e soci

Dracula detto Drac (voce di Claudio Bisio) ha il non troppo segreto desiderio di nuova compagnia femminile. Lo frenano la memoria della moglie defunta e la necessità di essere vicino alla figlia Mavis (voce di Cristiana Capotondi), al genero e al nipotino. Sarà proprio Mavis a spingere il babbo e la scalcagnata combriccola di mostri suoi amici verso una crociera di tutto riposo, per distrarre tutta la famiglia dalle incombenze. Ma sarà proprio una scintilla, il fantomatico "zing", quella che scocca tra Drac e l'avvenente capitano della nave, Ericka?

Tre anni fa, quando apprezzammo Hotel Transylvania 2, speravamo che un talento registico e grafico come Genndy Tartakovsky fosse pronto a dedicarsi a un progetto cinematografico più personale. Genndy aveva dichiarato che i suoi giorni nel mondo di Drac e dei mostri erano terminati. Nel frattempo è cambiato qualcosa: cancellato il progetto del lungo Can You Imagine? e mai decollato quello su Popeye (del quale ci è rimasto un test affascinante), Genndy ha ricaricato nel 2017 le batterie su una nuova stagione del suo Samurai Jack, a grande richiesta. Nel frattempo, complici una buona intuizione e la necessità di non sparire dai radar dell'animazione per il grande schermo ad alto budget, ha rimandato il congedo da Drac e Mavis sfornando questo Hotel Transylvania 3.

Chissà, forse questa nostra battaglia ideale per un'autorialità libera dalle saghe è un'ingenuità, e Genndy ha capito meglio di noi come stanno le cose. Per la prima volta anche cosceneggiatore, col Michael McMullers di Baby Boss, Tartakovsky ci dimostra ancora come ci si possa distinguere pur adattandosi a una macchina commerciale complessa, nella quale rischieresti di essere una pedina. Il regista russo naturalizzato americano rimane uno dei pochissimi a non seguire nè la scuola Warner nè la scuola Disney: il suo gusto per il grottesco, per i movimenti dei personaggi che sfidano la fisica, per le stupidaggini esagitate, le smorfie e ogni forma di compiacimento grafico espressionista sono quelli dei fratelli Fleischer più visionari. Ci sono gli autori di Betty Boop e dei corti in Technicolor di Braccio di Ferro dietro alle follie di questo come degli altri Hotel Transylvania, soprattutto quando Tartakovsky non si regola e preme il pedale dell'acceleratore fino a digressioni gratuite e alla creazione di un villain davvero assurdo (non facciamo spoiler, ma per noi è un incrocio tra un uomo e una teiera).

Hotel Transylvania 3 è una macchina macinagag che chiede allo spettatore la massima attenzione: non tanto per seguire la semplicissima vicenda familistica, quanto per cogliere tutto quello che accade in ogni scena. In particolar modo bisogna davvero apprezzare come ogni inquadratura sia studiata per risultare curiosa e divertente nel modo più spiazzante, non importa quanto questo significhi rinunciare alla logica. E' un grande impegno che il regista e il suo funambolico team di animatori si prendono, nel rispetto del pubblico che non voglia pensare troppo, ma solo farsi travolgere da una sorta di scatenata festa delle elementari. Ci si può lamentare di una sostanza molto leggera, però bisogna ammettere che, nel ritmo caotico che ormai sembra obbligatorio nell'animazione mainstream, altri studi e altri registi non riescono a mantenere il timone così fermo come riesce a fare Tartakovsky. Non sottovaluteremmo questo aspetto.

Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa
Nuovo Trailer Ufficiale Italiano del Film - HD
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Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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