Gli Infedeli: la recensione del film con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea su Netflix

17 luglio 2020
3.5 di 5
24

Un gran bella sopresa, quella di questo film diretto da Stefano Mordini e interpretato da Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Laura Chiatti e molti altri ancora. Più che all'originale francese, Gli infedeli guarda a certa acidissima commedia all'italiana del passato, dove la sgradevolezza rendeva amarissime le risate (ammesso che ci siano)

Gli Infedeli: la recensione del film con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea su Netflix

Fermi tutti.
Chi l’avrebbe mai detto che Gli infedeli, apparso all’improvviso, quasi un po’ alla chetichella, sulla piattaforma di Netflix, fosse un un film così riuscito, così cattivo, così centrato? Così in grado, indipendentemente dal #MeToo e da tutti i discorsi sul momento, di raccontare con tale spietatezza l’universo maschile e del maschile, le sue contraddizioni, le sue insicurezze croniche, le sue violenze e le sue meschinità (ma un po’ anche quello femminile, e mica in maniera scema)?
L’omonima commedia francese di partenza era trascurabile, ed è trascurabile anche tirarla in ballo in questo ragionamento: perché quella era tutto sommato innocua, e appunto puramente commedia, mentre Gli infedeli all’italiana riesce a portare nel presente quel miracolo antico del nostro cinema capace di raggelare la risata nell’orrore di una realtà acida, amara, addirittura plumbea.

C’è da chiedersi, infatti, qualche altro film italiano recente (con la notevole eccezione di Favolacce, il cui dialogo tra due maschi adulti che parlano di donne è altrettanto agghiacciante, sebbene raccontato con un registro tutto diverso) ha avuto il coraggio di raccontare in maniera così diretta e senza filtri, spietata e (dettaglio fondamentale) priva del benché minimo compiacimento ammiccante, storie come quelle dei vari episodi che compongono Gli infedeli.
Di mettere in scena l’ipocrisia e la fragilità del traditore che adduce sempre le stesse vecchie storie dell’uomo cacciatore, e si scopre tradito, e che chiede ossessivamente “ce l’aveva più grosso del mio? È stato meglio che con me?”; il patetismo desolante dell’allupato cronico; la violenza subdola ma efferata di chi vuole e riesce a far passare per matta la moglie per coprire l’adulterio; la solitudine triste di chi si affida ai glory hole per incapacità di confessare i suoi veri desideri alla moglie; le confessioni sgradevoli di chi “se le scoperebbe tutte” per narcisisticamente “scopare sé stessi che mentre si scopano qualcuna”.

Stefano Mordini è uno bravo, più bravo di quanto certi suoi film abbiano finora fatto credere, e qui invece dimostra tutte le sue capacità con una regia apparentemente appoggiata e di servizio, e invece attentissima, precisa, centrata, sempre sul pezzo e sul punto, e in grado di permettersi senza sprazzi quasi avanguardisti nelle inquadrature e nel montaggio.
La sceneggiatura, firmata da Riccardo Scamarcio (anche produttore), dal Filippo Bologna di Perfetti sconosciuti e di E cosa fai a Capodanno? (e si vede, ben oltre la storia dei cellulari) e dallo stesso Mordini è cattiva e affilata.
Il cast è in formissima: oltre a un Mastandrea trasformista e sempre ai soliti livelli, Scamarcio è notevolissimo nei panni che si è cucito addosso, che siano quelli dello stronzo o del patetico, ed entrambi, ognuno a modo suo, sono in grado di incanalare certo Ugo Tognazzi degli anni Sessanta e Settanta. Laura Chiatti è brava come non era da tempo nei panni di una moglie che si convince, sottimente ma inesorabilmente, di una follia inesistente., e brave sono anche tutte le altre attrici, in grado di mostrare quasi lateralmente lo sguardo desolato, rassegnato, comprensivo o insofferente e ripugnato delle donne nei confronti dei loro irrisolti compagni, come bravo è Massimiliano Gallo nelle sue apparizioni ai margini estremi del film.

Ecco: non fatevi ingannare dal prologo leggero, né dalle musichette scanzonate e ye-ye che riportano alla mente le commedie italiane di qualche decennio fa. Perché, alla fine dei conti, Gli infedeli è tutt’altro che una commedia, ed è tutt’altro che un film leggero, a dispetto dalla fludità e dalla fruibilità del racconto. Quello che Mordini, Scamarcio e soci raccontano è brutto e sgradevole, ed è reale e quotidiano.
Ci piaccia o meno, #MeToo o meno, è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti.

Gli Infedeli
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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