Copia Originale Recensione

Titolo originale: Can You Ever Forgive Me?

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Can You Ever Forgive Me: recensione della commedia cinica con Melissa McCarthy vista al Torino Film Festival 2018

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Can You Ever Forgive Me: recensione della commedia cinica con Melissa McCarthy vista al Torino Film Festival 2018

“Ti sei sempre nascosta nelle tue biografie”. “Ho solo fatto il mio lavoro”. Risponde così la scrittrice Lee Israel, quando viene sollecitata a brutto muso dalla sua agente, stufa delle disperate richieste della sua assistita di un anticipo o di un lavoro qualsiasi esso sia che possa permetterle di pagare l’affitto e mantenere l’amato, e anziano, gatto.

Non è un buon momento, all’inizio del decennio 1990, per questa respingente, scorbutica autrice, che ama più i gatti che gli esseri umani e ha avuto un certo successo nel decennio precedente come scrittrice di biografie di personalità come Katharine Hepburn o Estée Lauder. Una delle quali è anche entrata nella classifica dei bestseller del New York Times, visto che siamo dalle parti della ‘storia vera’, anche se mediata dalla visione della stessa Israel, che da questi anni ha tratto il libro Can You Ever Forgive Me, giudicato proprio dal quotidiano della grande mela ‘sottile, indecente e maledettamente favoloso’.

Per la prima volta seguì quindi il consiglio della sua agente, esponendosi in prima persona, non nascondendosi più fra le pagine della di altre biografie, ma sventolando il suo nome, oltre al suo talento di scrittrice. Perché questo nessuno glielo negava, anche se l’atto liberatorio arrivò solo dopo aver vissuto una vicenda criminale che è proprio al centro di Copia originale, titolo italiano di Can You Ever Forgive Me, insieme all’amicizia ad alto tasso alcolico e cinico con un affascinante pregiudicato gay che ‘si è fatto tutta Manhattan’, come vorrebbe inciso sulla pietra tombale. Splendida interpretazione per Richard E. Grant, così come, naturalmente, di Melissa McCarthy nei panni della Israel, al suo massimo in carriera in un ruolo molto diverso rispetto ai soliti comici, senza però cadere vittima del trasformismo posticcio da oscar, poggiandosi invece su un chiaro talento malinconico già visibile nascosto nelle sue precedenti fiammeggianti performance.

Una scrittrice diventata accurata narratrice delle storie vere delle celebrità, a sua volta geniale falsaria, mettendo in scena in fondo lo stesso talento. Copia originale è il racconto della paura di esporsi di una penna di qualità, mai capace di aggiornare la sua immagine all’epoca in cui per contare in libreria iniziò ad essere cruciale il ruolo pubblico dello scrittore. Non bastava più il mistero di un nome scritto sulla copertina, ma serviva la Fama, la presenza nei mezzi di comunicazione, come Tom Clancy con i suoi romanzi.

Nel 1991 Lee Israel era ormai costretta a vivere con un lavoro mal pagato come correttrice di bozze, perso il quale, al solito per un bicchiere troppo pieno e una lingua troppo veloce, si inventa un modo criminale, ma geniale, di mettere a frutto la sua conoscenza lunga decenni dell’intimità di tante dive. Si mette a inventarsi, quando la macchina da scrivere non era ancora stata sostituita dal computer, delle lettere inedite da rivendere a librerie antiquarie interessate a oggetti da collezione. Questioni etiche, quindi, come non bastassero quelle su cosa sia vero e cosa falso, delineando il ritratto di una donna sicuramente respingente, ma che la regista Marielle Heller, con una sceneggiatura puntuale, divertente e toccante di Nicole Holofcener e Jeff Whitty, rendono con empatia, senza però smussarne gli angoli aguzzi con cui affrontava il mondo; era più forte di lei.

Per citare ancora volta la recensione del NYT del libro, “se fossi una libraia non farei entrare Lee Israel, ma certamente mi assicurerei di avere il suo ultimo libro sugli scaffali”. E proprio l’ultimo, finalmente, ci ha dimostrato il talentaccio geniale di questa outsider, mal vestita e sanamente scorretta. Del resto, chi non ha mai pensato, anche solo per un momento, di andar via da una festa noiosa, piena di palloni gonfiati, rubando dal guardaroba un cappotto più bello del proprio?

Copia Originale
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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