Cambio tutto!: recensione della commedia con un'agguerrita Valentina Lodovini

22 giugno 2020
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Con la giusta leggerezza, il regista Guido Chiesa accompagna la protagonista Valentina Lodovini verso la rinascita del suo personaggio. In Cambio tutto! non c'è nulla da cambiare, storia e personaggi sono in stabile equilibrio.

Cambio tutto!: recensione della commedia con un'agguerrita Valentina Lodovini

Noi tutti ne abbiamo abbastanza di qualcosa.
Forse è bene non mettersi ad elencare ciò che c'è di deteriorato nelle nostre vite, forse è meglio continuare ad accumulare la polvere sotto il tappeto e ignorare gli angoli sbeccati che ormai sono diventati invisibili ai nostri occhi. O forse no. La vita è una, il tempo scorre e una ben precisa priorità sembra scalare posizioni sulle altre. Il nostro personale benessere deve essere al primo posto.
Il titolo, d'altra parte, è esplicito: Cambio tutto! con tanto di punto esclamativo.

Abbiamo una donna protagonista appesantita da un fardello psicologico e fisico. Donna sì, ma chiunque può riconoscersi nel personaggio di Giulia. È circondata da nemici che contribuiscono, ognuno con la propria specialità, a eroderle il buonumore. I due uomini che ospita in casa, il suo compagno e il di lui figlio adolescente, le tolgono spazio vitale. Il suo capo è un giovane donnaiolo che la considera vecchia, il suo ex fidanzato sguazza nell'ambiguità del rapporto che ha con lei e la sua amica più cara parla ma non ascolta. Anche la bilancia segna numeri con un fare piuttosto arrogante.
In uno scenario come questo, il personaggio che con molto equilibrio e tatto interpretativo Valentina Lodovini si incarica di portare sullo schermo, è a un passo dal fare quello che Michael Douglas fa in Un giorno di ordinaria follia. Niente sangue, però. La mazza da baseball che l'attrice stringe nel poster rimane metaforica.

Cambio tutto! è una commedia che affronta l'esaurimento di Giulia con leggerezza, mettendo in scena la sua rinascita grazie a dialoghi brillanti in un'escalation di eventi in cui tutti i nodi vengono al pettine.
Lo stereotipo del maschio si suddivide equamente in tutte le sue forme tra le interpretazioni di Libero De Rienzo, Andrea Pisani, Dino Abbrescia e Nicola Nocella. Il film non fa caricature, semmai sfumature di uomini in cui non è purtroppo difficile specchiarsi. Ma alzarsi e dire “ora basta” è il vero cuore del racconto che ci mette facilmente quasi tutti nel ruolo principale.
Guido Chiesa dirige il film con la sensibilità tecnica e artistica necessaria affinché la storia abbia quel super potere di stampare un sorriso in chi la guarda, dall'inizio alla fine. Se qualcuno poi avrà voglia di seguire le orme della protagonista e iniziare lo stravolgimento della propria esistenza, può star certo che la procedura sarà meno gradevole di quella del film, ma la vita è una e il tempo scorre. E la domanda implicita che gli autori vi rivolgono è... voi, sì voi, siete contenti così oppure no?



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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